TRAFFICO E QUALITÀ DELL’ARIA NELLE NOSTRE CITTÀ (Beppe Gamba)

Nei giorni scorsi il Kyoto Club insieme a CNR-IIA ha presentato il Rapporto Mobilitaria 2021

(https://www.kyotoclub.org/wp-content/uploads/Rapporto-MobilitAria2021-2-1.pdf

che illustra l’evoluzione della mobilità, della qualità dell’aria e delle politiche indotte da mesi di restrizioni alla circolazione e alle attività economiche.

DA newsletter@volerelaluna.it

7/5/2021 14:36

A menteinpace@libero.it

 

L’esplosione della pandemia e il lockdown severo dei primi mesi del 2020 hanno ridotto per un breve periodo, ma in modo significativo, il traffico e le concentrazioni degli inquinanti. Nella primavera dello scorso anno abbiamo riscoperto cieli puliti, animali selvatici circolanti sulle nostre strade, silenzio e pace nei quartieri. Le concentrazioni di inquinanti atmosferici registrate nelle nostre città sono state solo in parte coerenti con le aspettative. L’andamento annuale delle concentrazioni di ossidi azoto (NOx) mostra una correlazione diretta con il calo della mobilità autoveicolare dei primi mesi e la successiva ripresa del traffico. Anche a seguito delle riaperture di metà anno i valori medi di NOx sono rimasti nella maggioranza delle città inferiori, seppure di poco, ai valori degli anni precedenti. Solo Milano ha registrato un valore medio leggermente superiore. Diverso l’andamento delle famigerate polveri sottili PM10 e PM2,5 per le quali, se le concentrazioni medie nelle città analizzate nel rapporto rimangono sotto il limiti, diverse città registrano anche nel 2020 superamenti del limite giornaliero per più di 35 giorni nel corso dell’anno. Le situazioni peggiori sono, come sempre, Torino, Milano, Venezia, Napoli e Cagliari, in ordine di gravità. Bologna e Roma sono tornate dopo alcuni anni a sforare il limite.

L’andamento in parte divergente delle due categorie di inquinanti non sorprende poiché gli ossidi di azoto sono più direttamente correlati alle emissioni degli autoveicoli a motore, mentre le concentrazioni delle polveri sottili sono influenzate, anche attraverso meccanismi di ricondensazione secondaria, da numerosi settori, alcuni dei quali toccati solo in parte o per nulla dalle misure di confinamento, come l’agricoltura, il riscaldamento degli edifici e il traffico merci. 

 

cfr. gli studi di ARPA EMILIA ROMAGNA https://www.snpambiente.it/2020/01/28/qualita-dellaria-nel-bacino-padano-le-molteplici-cause-di-un-problema-complesso/

 

Il Rapporto Mobilitaria 2021 mostra che nel corso del 2020 il tasso di motorizzazione (n. di autoveicoli per n. di abitanti) delle città italiane è rimasto pressoché stabile ed elevato se rapportato ad analoghe aree metropolitane europee, con una leggera contrazione al centro nord e un lieve incremento nelle già congestionate città del Sud; si registra un incremento della presenza di vetture elettriche e ibride e in alcuni casi una leggero decremento di auto a benzina e diesel. La vera “novità”, anche se non sono ancora disponibili dati di offerta/domanda, è stato il calo drastico nell’uso dei mezzi pubblici, sia per il rispetto del distanziamento a bordo sia per la ritrosia a utilizzare mezzi potenzialmente insicuri, sia infine come conseguenza del lavoro da remoto e della DAD.

Sebbene in alcune città si sia cercato di potenziare rapidamente l’offerta di mezzi pubblici (impegnati nel corso del 2020 ben 300 dei 390 milioni stanziati dal Governo), in generale non son stati armonizzati gli orari della scuola e della città con quelli del trasporto pubblico. Molte città hanno adottato piani straordinari e misure speciali per la mobilità, con numerosi, a volte significativi, casi di estensione delle reti della mobilità ciclistica e pedonale e conversioni di strade ad alto scorrimento in Zone 30 e 20 che hanno favorito il boom della micromobilità; è cresciuta la condivisione di mezzi a due ruote, mentre è calato il car sharing. Si sono anche diffuse misure più creative e di nicchia, come, ad esempio, il finanziamento dei voucher taxi e di auto con conducente, la consegna domestica della spesa e dei farmaci. Però la misura più diffusa è stata sicuramente la sospensione delle zone a traffico limitato e del pagamento della sosta, nel tentativo di sopperire al calo dell’uso del mezzo pubblico. Complessivamente, con la fine delle restrizioni più severe, anche in presenza di un diffuso ricorso al lavoro da remoto e alla DAD nella seconda parte dell’anno, il traffico delle città è tornato a livelli vicini e qualche volta superiore a quelli ante pandemia.

 

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Beppe Gamba, studi in chimica ed economia ambientale, ha lavorato nell’industria chimica e successivamente nella pubblica amministrazione locale nel campo dei controlli e della tutela dell’ambiente e poi della pianificazione ambientale ed energetica. Per un decennio ha ricoperto ruoli politico amministrativi negli enti di area vasta; Co-fondatore del Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, ne è stato il primo Presidente. Per oltre un decennio ha presieduto la Società AzzeroCO2, fondata da Legambiente, Kyoto Club e Istituto Ambiente Italia. Prosegue oggi la sua attività di consulente ambientale di imprese e organizzazioni pubbliche, collaborando anche con Legambiente e Kyoto Club.

 

Tratto da:

https://volerelaluna.it/ambiente/2021/05/06/traffico-e-qualita-dellaria-nelle-nostre-citta/

 

 

 

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