CONTINUITÀ DELLE CURE PER ANZIANI MALATI CRONICI NON AUTOSUFFICIENTI

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- Gentili Associazioni,

 

La Regione Piemonte ha recentemente adottato la Dgr 23/2021, che regola i percorsi temporanei di continuità delle cure per i pazienti anziani malati cronici non autosufficienti.

Dal momento che il paziente con patologie croniche non autosufficiente è un malato con esigenze sanitarie e socio-sanitarie indifferibili, rientra a pieno titolo nella tutela del Servizio sanitario nazionale ed ha il diritto esigibile alle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie previste dai Lea (Dpcm 12 gennaio 2017).

ATTENZIONE: il paziente anziano malato cronico non autosufficiente, allo scadere del percorso di 30 giorni + 30, indicato nella delibera in oggetto, non è dimissibile (salvo volontaria disponibilità dell’interessato e/o di chi lo rappresenta).
Per ottenere la prosecuzione del ricovero è indispensabile l’invio delle lettere raccomandate A/R per opporsi alle dimissioni e richiedere la continuità delle cure (il cui fac-simile è pubblicato sul sito internet www.fondazionepromozionesociale.it). Il ricovero in attesa della presa in carico definitiva da parte dell’Asl di residenza, che potrà avvenire – a seconda di quanto richiesto dal malato o da chi lo rappresenta – con l’attivazione delle prestazioni domiciliari oppure con l’autorizzazione al ricovero definitivo presso un posto letto convenzionato in Rsa. Il paziente malato cronico non autosufficiente, a partire dal 31° giorno di ricovero, verserà il 50% del costo della retta, da calcolare sulla base di una equivalente quota alberghiera in Rsa, con la possibilità di chiedere l’integrazione economica al Comune di residenza, come stabilito la normativa vigente.

AVVERTENZA: tenuto conto che il paziente è stato inserito nella struttura dal Servizio sanitario non deve essere sottoscritto alcun contratto di ospitalità, “modulo di ammissione” e/o altro documento richiesto dalla Rsa, in quanto il ricovero è disposto dal Servizio sanitario nazionale: le norme regionali vigenti non prevedono la sottoscrizione di contratti né tantomeno di obblighi in solido da parte di soggetti terzi (“garante” o “coobbligato”).

In allegato, di seguito alla presente, inoltriamo per conoscenza la comunicazione inviata dalla Fondazione alla Regione Piemonte il 29 aprile u.s.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito internet www.fondazionepromozionesociale.it o telefonare al n. 011.8124469 (dal lunedì al venerdì in orario 9-13 o 14-18).

Cordiali saluti

 

Alessandro Bravetti

Fondazione promozione sociale ETS

Via Artisti 36 – 10124 Torino

Tel. 011 8124469 Fax 011 8122595

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La famiglia, all'origine della civiltà, oggi ne sta decretando la fine. È una crisi che investe l'intera società perché ciò che accade all'interno della famiglia ha rilevanza sul sociale e sul futuro dell'uomo. I genitori hanno rinunciato al ruolo di guida proteggendo all'infinito i figli: è il plusmaterno che nasce dal fallimento della cura e sospende il momento della responsabilità. La generazione che ha contestato sta crescendo figli e nipoti docili, pronti all'assoggettamento. Cosa è successo? I giovani che non dissentono permettono al fantasma mai sconfitto dell'antica tendenza dell'essere umano alla sottomissione di giocare la partita della vita al posto loro, rovesciandola in morte. Laura Pigozzi, psicoanalista, esplora in questo saggio come lo scacco della famiglia sia la radice di una tragedia sociale più vasta e ferocemente distruttiva. Attraverso il concetto di disobbedienza civile elaborato da Hannah Arendt, prende forma in queste pagine una inedita rilettura delle origini del totalitarismo che per la prima volta riesce a spiegare le conseguenze politiche della pulsione di morte freudiana e ci permette di riscoprire alcuni casi emblematici di rapporti genitoriali fallimentari, come quello di Hitler con sua madre. «L'adattamento di un giovane» ci ricorda l'autrice «ha sempre qualcosa di immorale» perché sia un soggetto che una comunità si fondano sulla divergenza. È nelle famiglie che i ragazzi dovrebbero allenarsi a trovare lo slancio verso l'esterno, diventando adulti. Fallire questa trasformazione significa condannarli a un'eterna infanzia, che apre le porte non solo ai dittatori bambini ma anche a quelli veri.

 

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