SALUTE MENTALE. IL PIEMONTE A CONFRONTO. 2020 (Gabriella Viberti, IRES)

INTRODUZIONE

 

Quanto spende la sanità piemontese per tutelare la salute mentale dei suoi cittadini? Quanti sono gli utenti dei servizi per la salute mentale nella nostra Regione, con quali caratteristiche? I percorsi di cura sono equi e appropriati? La recente diffusione del Quarto Rapporto Nazionale sulla Salute Mentale da parte del Ministero della Salute, contenente i dati 2018 sui servizi di salute mentale nelle Regioni italiane, consente alcune riflessioni e alcune valutazioni relative al Piemonte, confrontato con la realtà nazionale. A tal fine la nostra Regione è stata messa a confronto con un gruppo di Regioni “medio-grandi” del Centro-Nord Italia - Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio - e con i valori medi nazionali. Il Rapporto analizza i servizi per la salute mentale destinati alla popolazione adulta (maggiore di 18 anni). Gli indicatori utilizzati per effettuare i confronti valutano, in coerenza con il Nuovo Sistema di garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza del Ministero della Salute1, le seguenti dimensioni: g Le risorse utilizzate (finanziarie, personale, strutture) g Gli utenti dei servizi (età, sesso, patologie, contesti di cura) g La qualità dei percorsi (assistenza sul territorio, continuità delle cure, prescrizione di farmaci) g I risultati (ricoveri ripetuti, trattamenti coercitivi, ricorso al Pronto Soccorso, abbandono del trattamento) Le quattro dimensioni rappresentano i temi trattati nei quattro capitoli che seguono. Nelle Conclusioni del lavoro vengono messi in luce punti di forza e di debolezza dei servizi di salute mentale del Piemonte, desunti dai confronti effettuati nei capitoli precedenti, insieme ad alcuni appunti per un miglioramento dei servizi di salute mentale nella nostra Regione. Tutti gli indicatori utilizzati per i confronti del presente lavoro sono contenti in un’appendice finale, insieme a un’indicazione delle fonti dei dati. I confronti e i commenti relativi agli indicatori elaborati nel Documento sono riferiti ai dati 2018, con confronti temporali sul triennio 2016-18.

 

Sono segnalate, dove presenti, eventuali anomalie nei dati, che verranno approfondite in successivi confronti infraregionali.

 

1 - Ministero della Salute (2017), Nuovo sistema di garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza, Monitoraggio e Valutazione dei Percorsi Diagnostico-Terapeutico Assistenziali, Roma

 

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La famiglia, all'origine della civiltà, oggi ne sta decretando la fine. È una crisi che investe l'intera società perché ciò che accade all'interno della famiglia ha rilevanza sul sociale e sul futuro dell'uomo. I genitori hanno rinunciato al ruolo di guida proteggendo all'infinito i figli: è il plusmaterno che nasce dal fallimento della cura e sospende il momento della responsabilità. La generazione che ha contestato sta crescendo figli e nipoti docili, pronti all'assoggettamento. Cosa è successo? I giovani che non dissentono permettono al fantasma mai sconfitto dell'antica tendenza dell'essere umano alla sottomissione di giocare la partita della vita al posto loro, rovesciandola in morte. Laura Pigozzi, psicoanalista, esplora in questo saggio come lo scacco della famiglia sia la radice di una tragedia sociale più vasta e ferocemente distruttiva. Attraverso il concetto di disobbedienza civile elaborato da Hannah Arendt, prende forma in queste pagine una inedita rilettura delle origini del totalitarismo che per la prima volta riesce a spiegare le conseguenze politiche della pulsione di morte freudiana e ci permette di riscoprire alcuni casi emblematici di rapporti genitoriali fallimentari, come quello di Hitler con sua madre. «L'adattamento di un giovane» ci ricorda l'autrice «ha sempre qualcosa di immorale» perché sia un soggetto che una comunità si fondano sulla divergenza. È nelle famiglie che i ragazzi dovrebbero allenarsi a trovare lo slancio verso l'esterno, diventando adulti. Fallire questa trasformazione significa condannarli a un'eterna infanzia, che apre le porte non solo ai dittatori bambini ma anche a quelli veri.

 

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