CIAO…SONO ANTO…MI VA DI PRESENTARMI (Antonietta Gullì)

ciao

 

sono Anto… mi va di presentarmi … anche mia mamma mi chiama così. 

In poche parole vorrei raccontarvi qualcosa di me. Premetto che allora, nel 99, non pensavo esistessero persone gentili e comunque belle persone, umane.

In  quel periodo, prima di incontrare la Comunità Terapeutica “Redancia” vivevo un po’ così, come tutti, cercando di non farmi male.

Ho fatto le mie esperienze, mi sono accorta che non erano cose che mi stavano bene addosso, ho scelto un cammino diverso che mi ha portato qui. Ora sono a casa mia, dopo averne fatto richiesta nell’ 85 mi è stata assegnata nel 2009.

Alla Redancia, che in italiano vuol dire “attracco della nave nel porto” (infatti il simbolo è una nave nel porto)… così è stato per me… grazie a me ed agli operatori che hanno creduto in me.

La Comunità si trova a Mioglia, vicino a Savona…un presepio pareva.
Ho lavorato, ho fatto la redattrice di un giornalino chiamato “Noi”, ho scritto varie cose  lì.  Il mio percorso è cominciato il primo settembre 1999, ho conosciuto la dr Gorrino Simona, il dott. Solari, la dott. Laura Pesce,  Ines, Romina,  Silvia Bragardo (infermiera)  e molti ragazzi tra cui uno tra i tanti che ora è laureato in giurisprudenza.

Comunque, tornando a me, ho avuto momenti faticosi ma grazie alla loro umanità  e carisma sono riuscita… ho superato i momenti bui.

Mi dilettavo a scrivere, ogni giorno scrivevo due o tre lettere  oltre a fare il corso di ceramica, il  corso di cucina, il decoupage per il giornalino.

Poi si usciva con il “gruppo itinerante”.  Quello che ricordo bene e con grande affetto è che ci volevamo bene  noi, ragazzi ed operatori.  Un bene fraterno, se sbagliavi ti stavano vicino ed avevano sempre fiducia in te… era bello… non ho rimpianti ma dei momenti così li ho poi passati nella Comunità “Teseo” mentre a Guanzate (CO) no non mi trovavo… mi sembrava tutto così freddo e cupo.
Mentre la Teseo era uguale alla Redancia e di più… un meraviglioso trascorso di 10 anni. Dopo 10 anni mi sento ancora con gli operatori Maria Consiglia, Ivonne… li sento vicini e non mi sento sola.  Con  il CPS (Centro Psico Sociale) ho una bella rete intorno…grazie.

Monica, sapendo che mi piaceva la bigiotteria e non solo, nei colloqui che faceva mi ha proposto di provarci …cosi nel 2006 con Consiglia e Monica sono andata a comperare un kit di perline e pinze ed è nata una altra passione che mi ha aiutato a superare anche piccole difficoltà.

Non ci ho messo molto ad imparare.
Al CPS, con un paio di ragazze (Cinziolina e Maddalena) e  con la supervisione di Irene,  ci incontravamo il venerdì e anche loro hanno imparato a lavorare per fare  bigiotteria.

È  stata un esperienza favorevole e di più per me e sono contenta per le mie ragazze che ci hanno provato e per quello che abbiamo vissuto e stiamo vivendo tutti.

Quando lavoro penso a chi vorrei regalare oppure vendere la collana…a  come ha gli occhi, che tipo di colore le sta bene guardando capelli  ed occhi.  È nato questo hobby-lavoro che ho portato anche a Trento, all’incontro nazionale de Le Parole Ritrovate dove ho conosciuto Gianfranco Conforti,  Rossana Costa Giani e Laura Tessiore.  Grazie a loro anche a Cuneo sono arrivati i miei lavori. Dopo tanto tempo sono riuscita a sentirli … e voglio dire una cosa… le persone sensibili, che “sentono” sono quelli di cui non sentirai mai la mancanza perché la distanza non esiste… che se si vuol bene chi senti vicino lo sarà sempre.

Con la speranza di stare meglio auguri a tutti.

 

Antonietta Gullì

 

Milano

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Commenti: 4
  • #1

    Antonietta gulli (sabato, 31 luglio 2021 21:19)

    gruppo mente in pace diretto da Gianfranco conforti...Paco

  • #2

    Filomena (domenica, 01 agosto 2021 00:42)

    Anto sono felice che tu abbia conosciuto così tante brave persone che hanno creduto in te, dandoti la forza di reagire e combattere.Anche tu sei una bella persona, profonda, attenta e sensibile ed anche molto simpatica.Credi sempre in te stessa e non sbaglierai, dobbiamo essere i primi a volerci bene.Ti auguro tutto il bene fi questo mondo! Tvb dalla tua amichetta Filo.Baci!!!

  • #3

    anto (domenica, 01 agosto 2021 10:19)

    grazie filo

  • #4

    Susanna Brunelli (mercoledì, 22 settembre 2021 11:54)

    Grazie per la tua testimonianza Antonietta e complimenti per le tue creazioni

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Benedetto Saraceno

LE LINGUE DELLA PAURA

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In un bosco nei dintorni di Ginevra, in circostanze casuali, si consuma il cruento omicidio del vicedirettore della HEGA, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di economia sanitaria mondiale.

L’autore materiale è un alto funzionario della stessa agenzia, Andreas Krause, per il quale la vittima rappresenta l’unico ostacolo apparentemente insormontabile alle proprie ambizioni di carriera. Assediato dal timore di essere scoperto e dai sospetti che cominciano ad addensarsi su di lui, si ritrova lentamente risucchiato in un gorgo di paure e ossessioni, che degenera in un’autentica paranoia. Arriva addirittura ad assoldare un killer per sbarazzarsi di un collega che, secondo il suo lucido delirio, sarebbe pronto a denunciarlo. In breve tempo la sua vita privata e professionale va a rotoli, e ogni tentativo di fare marcia indietro e confessare il proprio delitto è vanificato da continue oscillazioni emotive e confusi progetti di fuga. Nel chiuso, ovattato quanto spregiudicato ambiente diplomatico internazionale affiorano intanto intrighi e personaggi di dubbia moralità, disposti a tutto pur di non perdere potere e privilegi. Tra rituali bizantini, scandali messi sotto silenzio e subdoli conflitti d’interesse, emerge un quadro a tinte fosche tratteggiato con inquietante precisione. Nella sua pur riluttante connivenza, di questo perverso mosaico Krause è un tassello fondamentale.

 

Le lingue della paura è un raffinato noir psicologico, una storia intrisa di cinismo, avidità e umana fragilità, con un finale sorprendente.

 

L’Autore

Psichiatra, dal 1999 al 2010 è stato direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Abuso di Sostanze dell’Organizzazione mondiale della Salute a Ginevra. In precedenza ha lavorato all’Ospedale psichiatrico di Trieste sotto la direzione di Franco Basaglia e Franco Rotelli, ed è stato a capo del Laboratorio di Epidemiologia e Psichiatria sociale presso l’Istituto Mario Negri.

Membro onorario del Royal College of Psychiatry, attualmente è segretario generale del Lisbon Institute of Global Mental Health. Ha all’attivo oltre duecento articoli su riviste scientifiche internazionali.

Tra i suoi ultimi volumi pubblicati ricordiamo: Psicopolitica. Città, salute, migrazioni (DeriveApprodi, 2019); Sulla povertà della psichiatria (DeriveApprodi, 2017); Discorso globale, sofferenze locali. Analisi critica del Movimento di salute mentale globale (il Saggiatore, 2014).

 

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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