LA MALATTIA PSICHIATRICA NON SI CURA SOLO CON FARMACI E RICOVERI

La malattia psichiatrica non si cura

solo con farmaci e ricoveri

 

Federica Manzon

2 agosto 2021

(tratto da INTERNAZIONALE)

 

Articolo segnalato da Susanna Brunelli,

Le Parole Ritrovate, Verona

e

Anna Gatti

Le Parole Ritrovate, Padova

 

 

“Mancano cinquemila rose, perché tante ne abbiamo messe, ma altrettante ne avevamo in più promesse”, scrive in Quale psichiatria? (Alpha Beta 2021) Franco Rotelli, uno dei collaboratori più stretti di Basaglia, per anni direttore dei Servizi di salute mentale (Ssm) a Trieste. Oggi, quando si entra nel parco dell’ex manicomio di San Giovanni, a colpire sono i colori e i fiori. Gli edifici dipinti di giallo e rosso, le finestre e le porte spalancate da cui esce musica jazz e canti stonati, le prove teatrali dell’Accademia della follia che si mescolano nell’aria estiva alle chiacchiere dei triestini seduti al Posto delle fragole, lo storico bar del parco, e tutt’attorno il profumo delle rose. C’è un’aria allegra, anche se sono giorni di tensione per il mondo psichiatrico italiano e soprattutto triestino.

A giugno la conferenza nazionale promossa dal ministro Roberto Speranza è stata disertata dalla Società italiana di psichiatria (Sip) che ne ha contestato il titolo e l’orientamento criticando “il metodo autoreferenziale di scelta degli argomenti senza confronto né discussione”. Il presidente della Sip Massimo Di Giannantonio ritiene che i metodi basagliani siano “superati”. “Forse la scelta di intitolare la conferenza ‘Per una salute mentale di comunità’ deve aver scontentato chi si riconosce in una psichiatria più tradizionale, meno sensibile ai ‘determinanti sociali’ e scarsamente impegnata nell’assistenza sul territorio”, ha ipotizzato Fabrizio Starace, direttore del Dipartimento di salute mentale di Modena e membro del Consiglio superiore di sanità. A Trieste questa linea di frattura si è rispecchiata nello scandalo del risultato del recente concorso per il rinnovo della direzione del Centro di salute mentale (Csm) di Barcola, aperto da Franco Basaglia nell’omonimo rione. Mario Colucci, psichiatra di formazione basagliana con una ventennale esperienza sul territorio, al primo posto della graduatoria per pubblicazioni e titoli, si è visto scalzare da Pierfranco Trincas, che dal terzultimo posto è salito al primo dopo un breve colloquio a porte chiuse.

Trincas negli ultimi anni è stato direttore del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc) di Cagliari, una realtà segnalata nel 2019 dal Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale a causa dell’uso della contenzione, della presenza di porte chiuse allarmate e di diverse irregolarità nelle procedure dei trattamenti sanitari obbligatori (Tso). A presiedere il concorso friulano c’era Emi Bondi, direttrice dell’Spdc di Bergamo, dove nel 2019 è morta bruciata Elena Casetto, una ragazza di 19 anni legata al letto in una stanza chiusa a chiave.

L’esito del concorso, difeso dalla Sip, ha suscitato subito reazioni allarmate e ha agitato le comunità psichiatriche internazionali portando alla petizione “Save Trieste’s mental health system”, approdata sulle pagine dell’Indipendent e dell’autorevole British Medical Journal, mobilitando medici e scienziati di tutto il mondo in difesa di un modello recentemente indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità come “sistema complessivo d’eccellenza” al livello mondiale per i servizi di salute mentale di comunità.

 

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Tratto da:

 

https://www.internazionale.it/reportage/federica-manzon/2021/08/02/malattia-psichiatrica-trieste

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Commenti: 1
  • #1

    anto (domenica, 08 agosto 2021 20:59)

    gia subito dopo la legge battaglia tt e quasi cambiato meno male però voglio dire una cosa ci sono negli spedc persone di cui è a cui può darle una mano perché vicendevolmente si e in empatia ma altre .....lasciano il tempo che meritano ho sentito che lavorano li solo perché ciò gli permette di lavorare senza fatica penso che in quello ambito meno male ce la persona che rende lieto il passaggio ma penso anche che questi che non conoscono con amore le diversità che penso nessuno da vicino e normale e vorrei dire uscite andate cerca un sltra cosa da fare se non solo utente ma tanto dicono no ....cosi no lascia entrare gente in pace per svolgere un buon lavoro perché anche sfiorandoti si può capire se inganni oppure no comq il mio grazie a basaglia .....
    ❤con questo sfondi tt le barriere

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Farhad Bitani

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«Sono tante, forse troppe, le cose che ho visto nei miei primi trentatré anni di vita. Adesso le racconto. Ho lasciato le armi per impugnare la penna. Traccio i fatti senza addolcirli, senza velarli. Dopo aver vissuto l’infanzia, l’adolescenza e la prima giovinezza nell’ipocrisia, ho un tremendo bisogno di verità».

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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