DONNE CHE AMANO IL MARE (poesia di Agostino Degas)

DONNE CHE AMANO IL MARE

 

Poesia segnalata da Rossana Costa Giani

volontaria di MenteInPace

 

Le donne che amano il mare,

se lo portano dentro,

fa parte della loro essenza.

Vivono di correnti e di alte maree,

alternando tenere carezze

alla forza della passione.

Quando sono in burrasca

diventano tempestose,

imprevedibili, difficili da affrontare.

Ci sorprendono per le improvvise

tempeste emotive,

ma quando la furia delle onde si placa,

diventano dolci, silenziose e accoglienti.

Sanno stupirci per le ricchezze

che possiamo trovare nelle loro profondità.

Perché le donne che amano il mare

sono anime burrascose e accoglienti

in cui vorremmo vivere per sempre...

 

Agostino Degas

         

           

Biografia

 

Nato a Pula, in Sardegna, Agostino Degas è da sempre mosso da una profonda passione per tutte le forme d’arte. Poeta e scrittore, pittore, studioso delle religioni, della musica, della teosofia e della filosofia, ha viaggiato a lungo, soprattutto in Oriente e in Sud America, dove ha approfondito culture e religioni locali. Attraverso le numerose letture, le esperienze di vita e i suoi “viaggi dell’anima” sviluppa quei temi centrali negli aforismi per i quali è conosciuto e apprezzato: amore per la bellezza, per la diversità e per i ritratti umani, intesi come luogo di incontro, di confronto e di ricerca di se stessi. Essere, amare e meravigliarsi sono le parole chiave di ogni suo testo. Attualmente vive vicino Milano, dove collabora con riviste, giornali e blog personali e tiene conferenze sui temi della ricerca della crescita interiore.

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Daniele Mencarelli

Fame d'aria

 Mondadori

Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con "Fame d'aria", Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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