CORIPE PIEMONTE - LABORATORIO DI CAPACITAZIONE – Verbale 03/08/2021

LABORATORIO DI CAPACITAZIONE – Verbale 03/08/2021

 

DA bianca.dibari@edu.unito.it
menteinpace@libero.it

 

Quinto incontro

 

Le iniziative in difesa della salute mentale delle associazioni piemontesi: il confronto con le istituzioni

 

Nonostante il mese di agosto, l’incontro si è regolarmente tenuto il primo martedì del mese per dare continuità agli approfondimenti e per segnare l’attenzione nei confronti della sofferenza mentale che comunque non “va in ferie”.

L’incontro è stato molto partecipato (circa 30 persone collegate via web) e ha visto la partecipazione del dottor Massimo Rosa, coordinatore della salute mentale in Piemonte.

In apertura si concorda di ascoltare prima i rappresentanti delle associazioni e di dare poi la parola al dottor Rosa.

Breve sintesi di quanto riferito in occasione dell’incontro del Laboratorio di Capacitazione.

 

1. Presentazione, a cura di Carla Borovetti, dell’iniziativa “Appello delle Associazioni per la Salute Mentale” promossa dal gruppo di ricerca “Conoscere per migliorare” e sottoscritta da diverse associazioni che operano sul territorio piemontese. L’iniziativa parte dalla Conferenza nazionale per la Salute Mentale e dalle speranze che questa ha suscitato. Questo documento contiene le richieste che le associazioni piemontesi rivolgono alle ASL e alla Regione Piemonte per il miglioramento dei servizi.

In particolare, cosa intendono fare le ASL di concerto con la Regione per:

- rispondere alle aspettative di cambiamento, per l'effettiva realizzazione di "servizi territoriali qualificati", sia nell'offerta dei Servizi sia nella qualità e sicurezza dei luoghi di accoglienza e di cura, per la prevenzione, per la presa in carico personalizzata, per costruire percorsi di inclusione dei pazienti, per progetti di lavoro;

- offrire sostegno concreto nel percorso di sofferenza e di riabilitazione a pazienti e a familiari attraverso l’aumento delle risorse in termini di fondi e operatori, attraverso una diversa organizzazione dei Servizi (orari di apertura dei CSM, presenza maggiore degli operatori, monitoraggio gruppi appartamento e comunità) e un aggiornamento della formazione universitaria non esclusivamente organicistica e farmacologica, attraverso l’inserimento nei CSM di “esperti per esperienza” opportunamente formati.

 

2. Nerina Dirindin ricorda che il Ministro Speranza ha annunciato in occasione della Conferenza che avrebbe individuato delle risorse addizionali da destinare alla salute mentale; tale impegno è stato confermato a fine luglio in occasione di un question time in Parlamento: il Ministro proporrà di destinare alla Salute Mentale, previo Accordo in Conferenza Stato-Regioni, quota parte dei “Fondi vincolati agli obiettivi prioritari di interesse nazionale” per il 2021. In merito a ciò, ci si appella al rappresentante della Regione Piemonte affinché sottolinei, durante le riunioni dei tavoli tecnici, l’importanza di avere queste risorse vincolate alla salute mentale anche per il 2022.

Si comunica, inoltre, che si sta lavorando per destinare delle risorse dell’Articolo 20 (edilizia sanitaria), per la riqualificazione delle strutture territoriali della salute mentale (CSM, centri diurni, strutture residenziali, …), nonché parte di fondi strutturali per il sostegno alle regioni del Mezzogiorno.

 

3. Bilancio ragionato della 2° Conferenza Nazionale Salute Mentale a cura del Coordinamento nazionale per la Salute Mentale

La Conferenza è stata seguita in maniera significativa ed ampia superando le aspettative di partecipazione. Particolarmente significativa è stata la partecipazione dei Ministri Speranza, Cartabia e Orlando. Si è osservato un dibattito estremamente vivace sui temi della salute mentale nella comunità, mettendo al centro la comunità nel suo complesso.

Nel corso della Conferenza sono stati assunti impegni precisi «ai quali dovranno far seguito provvedimenti concreti in alcuni specifici ambiti»:

• il rafforzamento della struttura ministeriale per la salute mentale. Si ritiene che ci sia bisogno di una struttura ministeriale dedicata all’integrazione sociosanitaria e alla salute mentale;

• il superamento della contenzione nei luoghi di cura della salute mentale: è impossibile pensare che si continuino ad utilizzare pratiche illegittime e lesive dei diritti della persona;

• le iniziative del Ministero della Salute e il Ministero della Giustizia per la presa in carico delle persone con disturbi mentali autori di reato;

• le iniziative del Ministero della Salute e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per giungere ad un quadro di riferimento normativo che renda finalmente operativa l’integrazione sociosanitaria;

• una maggiore dotazione di risorse destinate alla Salute Mentale;

• primi segnali di attenzione riservata alla salute mentale nei minori, negli adolescenti e nei giovani adulti.

Il Coordinamento è estremamente impegnato nel vigilare che questi impegni vengano rispettati: per questo intende convocare a settembre un’assemblea nazionale del coordinamento salute mentale, per verificare il rispetto degli impegni e lo “stato dell’arte” a tre mesi dalla Conferenza.

 

4. Intervento del dott. Massimo Rosa

- Il dottor Rosa riferisce che è stata emanata una delibera, in collaborazione con l’Unità di Crisi e il DIRMEI regionale, che struttura il Coordinamento della rete della Salute Mentale. Ogni 15 giorni, i direttori di dipartimento e delle strutture complesse si incontrano per discutere e trovare insieme soluzioni ai problemi condivisi.

- È stato aperto un tavolo di lavoro a cui partecipano associazioni e gestori per discutere della DGR n°29; in seguito ai lavori, è stata prodotta una nuova DGR n°29 che attribuisce molta enfasi alla qualità della residenzialità (in termini non solo di servizi, ma di condizioni di vita) stabilendo nuovi criteri. La nuova DGR, inoltre, sancisce l’importanza del coinvolgimento attivo delle associazioni di familiari e utenti.

- Il dottor Rosa solleva anche il problema della salute mentale dei giovani, finora trascurato: occuparsi dei giovani significa cambiare il paradigma e il modello di accoglienza con cui si è agito finora. Sono in aumento i DCA dei giovani che non trovano strutture e protocolli in grado di prenderli in carico. Per rispondere ai bisogni di cura dei giovani, occorre lavorare in sinergia con i servizi limitrofi, superando il modello che vede la cura delle patologie mentali suddivisa in settori.

- Sul tema dei CSM, Massimo Rosa afferma la necessità di dover rivedere il sistema organizzativo.

- Rapporto con l’università: i giovani medici hanno una formazione fortemente organicistica. L’università deve entrare a far parte della comunità.

- Contenzione e TSO: si tratta di un problema culturale e di risorse; i CSM dispongono di un numero di operatori insufficiente.

 

5. Priorità. In coerenza con quanto in corso a livello nazionale, si propongono le seguenti priorità di intervento per la Regione Piemonte

- persone detenute illecitamente in carcere in attesa che i DSM se ne facciano carico: creare un Progetto personalizzato terapeutico riabilitativo affinché queste persone possano essere prese in  carico non necessariamente nelle REMS. Si chiede che la Regione Piemonte si impegni per queste persone;

- SPDC: fare in modo che in Piemonte ci sia un SPDC che sia accogliente e non contenga i pazienti ma li curi in rispetto della loro dignità;

- risorse dedicate all’art. 20: si chiede alla Regione Piemonte che inizi a pianificare a quali strutture destinare prioritariamente queste risorse, al fine di riqualificarle.

 

6. Altri temi sollevati nel corso dell’interessante dibattito:

- risorse regionali non sufficienti per la salute mentale;

- costruzione di reti territoriali formate da volontari a sostegno delle persone che soffrono;

- mancanza di progettualità per le persone che vivono in gruppi appartamento e in comunità;

- ricorso eccessivo al ricovero e all’uso degli psicofarmaci;

- discriminazione sul posto di lavoro e difficoltà di inserimento;

- cure domiciliari.

 

Per consultare

1.      la Nota breve n°3 relativa allo stato dei servizi per la tutela della salute mentale in Piemonte

2.      la Circolare del Ministero della Salute del 05/08/2021 con oggetto "Nota circolare in materia di accesso/uscita di ospiti e visitatori presso le strutture residenziali della rete territoriale"

 

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Sono passati più di quarant’anni da quando Franco Basaglia, coraggioso riformatore, ha realizzato il sogno di curare la malattia mentale senza i manicomi. La “sua” legge 180 doveva rivoluzionare l’intera cultura psichiatrica, ma la riforma del 1978 si è presto incagliata in ostacoli culturali, sociali, ideologici e organizzativi ed è ormai inadeguata nel fronteggiare i problemi della società contemporanea e dei nuovi malati. Ivan Cavicchi spiega perché il progetto di Basaglia è in realtà incompiuto e come la psichiatria sia ancora in larga parte da riformare, e propone di andare “oltre la 180”, rimuovendone le contraddizioni interne e sfondando il muro dell’apologia per evitare il rischio di regressività o di controriforma. Particolare attenzione va riservata ai professionisti sanitari che si occupano delle esistenze delle persone e dei loro “equilibri” nei contesti di vita e di lavoro, di ogni età e di ogni condizione sociale: un’adeguata riforma delle prassi degli operatori della salute mentale è infatti la più grande sfida del futuro della psichiatria e di tutta la medicina.

 

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Ivan Cavicchi è filosofo della medicina, sociologo e antropologo; insegna all’Università Tor Vergata di Roma. 

 

 

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