L'ATTIVITÀ FISICA AIUTA IL CERVELLO CONTRO LA DEPRESSIONE

I benefici dello sport sull'umore sono stati confermati da alcuni ricercatori dell'Università della Ruhr Bochum.

DA news.alcologia@gmail.com

A  menteinpace@libero.it  

                           

L'attività fisica fa bene al cervello, favorendo la sua capacità di cambiare e di adattarsi. Il duplice effetto benefico dello sport nei confronti della depressione è stato confermato da uno studio condotto dagli scienziati della Clinica Universitaria di Psichiatria e Psicoterapia della Ruhr-Universität Bochum (RUB) e pubblicato sulla rivista "Frontiers in Psychiatry".

Le persone affette da depressione spesso si chiudono in se stesse e sono fisicamente inattive. Per la ricerca in questione sono stati coinvolti 41 soggetti, sottoposti a trattamento in ospedale. I partecipanti sono stati assegnati a due gruppi, uno dei quali prevedeva il completamento di un programma di fitness della durata di tre settimane.

Quest'ultimo, sviluppato dal team di Scienze dello sport dell'Università di Bielefeld e guidato dal professor Thomas Schack, era vario: conteneva elementi divertenti e non assumeva la forma di una competizione o di un test ma, al contrario, richiedeva un lavoro di squadra da parte dei partecipanti. Questo particolare aspetto ha promosso la motivazione e l'unione sociale, abbattendo di conseguenza la paura delle sfide e delle esperienze negative con lo sport, come le lezioni di educazione fisica. L'altro gruppo, invece, ha preso parte a un programma di controllo senza attività motorie.

Il team ha accertato la gravità dei sintomi della depressione, tra cui perdita di impulso e interesse, mancanza di motivazione e sentimenti negativi sia prima che dopo il programma. È stata, altresì, misurata la capacità del cervello di cambiare, altrimenti nota come neuroplasticità, tramite stimolazione magnetica transcranica. La stessa è fondamentale per tutti i processi di apprendimento e di adattamento cerebrale. I risultati hanno dimostrato che la capacità del cervello di cambiare è inferiore negli individui affetti da depressione rispetto ai soggetti sani.

Inoltre, seguendo il programma di fitness, questa abilità di mutare è aumentata in maniera significativa e ha raggiunto gli stessi valori delle persone non depresse. Allo stesso tempo la sintomatologia è regredita. «Non possiamo dire fino a che punto il cambiamento nelle manifestazioni e la capacità del cervello di evolvere siano collegati casualmente sulla base di questi dati» affermano i ricercatori

(...omissis...)

copia integrale del testo si può trovare al seguente link:

https://www.ilgiornale.it/news/salute/depressione-lattivit-fisica-favorisce-cambiamento-cervello-1968021.html

 

 

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.cufrad.it)

Scrivi commento

Commenti: 0

 Questo sito è iniziato

il 02-06-2014

 

TOTALE

VISITE: 109.309

 

MEDIA 

GIORNALIERA

VISITE 

negli ultimi 30 giorni: 114

Dati aggiornati

al 25-09-2021

---------------------------------

DATI COMPLETI SITO MENTEINPACE
anni 2014-2020
DATI SITO 2014-2020.pdf
Documento Adobe Acrobat 798.9 KB

PROGETTO

"COSA SI FA DI BELLO?"

anni 2020-2021

PROGETTO: "COSA SI FA DI BELLO?"
anni 2020-2021
cosa si fa di bello.pdf
Documento Adobe Acrobat 523.8 KB

PROGETTO

"ANCORA INSIEME" Relazione finale

PROGETTO "ANCORA INSIEME"
Relazione finale
ANCORA INSIEME - REL. FINALE.pdf
Documento Adobe Acrobat 83.2 KB
PROGETTO RESTART AND RECOVERY. Una rete di comunità per la salute mentale
Cooperativa Proposta 80
PROGETTO Restart and Recovery.pdf
Documento Adobe Acrobat 1'011.6 KB

---------------------------

---------------------------------------------

NEWSLETTER DI MENTEINPACE

per riceverla

     scrivi una mail a      menteinpace@libero.it

----------------------------------------------

 

GUARDA LE NOVITA' della

CASA DEL QUARTIERE DONATELLO

http://www.casadelquartieredonatello.it

---------------------------------------------------------

 

Farhad Bitani

L'ultimo lenzuolo bianco

Edizioni Neri Pozza

 

«Sono tante, forse troppe, le cose che ho visto nei miei primi trentatré anni di vita. Adesso le racconto. Ho lasciato le armi per impugnare la penna. Traccio i fatti senza addolcirli, senza velarli. Dopo aver vissuto l’infanzia, l’adolescenza e la prima giovinezza nell’ipocrisia, ho un tremendo bisogno di verità».

Inizia così la sconvolgente testimonianza di Farhad Bitani, ex capitano dell’esercito, un giovane uomo che ha attraversato da osservatore privilegiato la storia dell’Afghanistan: dal potere dei mujaheddin ai talebani fino al governo attuale, che vive sotto l’ombrello occidentale.
Farhad nasce a Kabul nel 1986, ultimo di sei fratelli. Suo padre è un generale dell’esercito di Mohammad Najibullah Ahmadzai, il quarto e ultimo presidente della Repubblica Democratica dell’Afghanistan. Ma, con la presa del potere da parte dei 
mujaheddin, nel 1992, le cose cambiano. Solo rinnegando il passato e diventando un mujahed, il padre di Farhad avrà salva la vita.

Da quel momento l’esistenza del giovane Farhad cambia radicalmente. La sua famiglia si trasferisce in una grande casa, presidiata dagli uomini della scorta. È a loro che Farhad chiede in prestito le armi, per i suoi giochi di bambino. Quello che sogna è un futuro da combattente, alla testa di un manipolo di uomini. Sparare, uccidere, avere potere e ricchezza: non c’è nulla che desideri di più. Ma le cose sono destinate a mutare ancora. Quando i talebani strappano il potere ai mujaheddin, la sua famiglia cade in disgrazia. Mentre suo padre si trova in prigione, Farhad conosce la fame, la miseria, l’indottrinamento forzato all’Islam. Condotto allo stadio, viene costretto ad assistere alle lapidazioni del venerdì, le punizioni per gli infedeli, coloro che trasgrediscono le leggi del fondamentalismo. Sarebbe facile cedere all’imbarbarimento, credere a ciò che viene inculcato, diventare come coloro che professano la pace, alimentando la guerra. Ma se fosse possibile un destino diverso? Si può attraversare l’inferno e uscirne redenti?
Da guerriero islamista a dialogatore per la pace, attraverso questo libro possente e drammatico Farhad Bitani offre al mondo il vero volto dell’Afghanistan, raccontando in maniera vivida la guerra civile, la violenza gratuita, le perversioni del potere e l’uso della religione come strumento politico. 

CLICCA QUI

 

-----------------------------------------------------------

 UNA BLOGGER IN CUCINA

 

Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

Cucini insieme a me?

 

Per visitare il blog

CLICCA QUI