LA DONNA COM’È VISTA NELLA BIBBIA DELL’ANTICO TESTAMENTO

Tremenda QUESTA LETTURA DELLA BIBBIA. 

E POI PARLIAMO MALE DEL CORANO? CHE CORAGGIO ABBIAMO

 

Il velo del cristianesimo secondo San Paolo:

«Di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l’uomo, e capo di Cristo è Dio. Ogni uomo che prega o profetizza con il capo coperto, manca di riguardo al proprio capo. Ma ogni donna che prega o profetizza senza velo sul capo, manca di riguardo al proprio capo, poiché è lo stesso che se fosse rasata. Se dunque una donna non vuol mettersi il velo, si tagli anche i capelli! Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi, allora si copra. L’uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell’uomo. E infatti non l’uomo deriva dalla donna, ma la donna dall’uomo; né l’uomo fu creato per la donna, ma la donna per l’uomo. Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza.»

 

San Paolo, Prima lettera ai Corinzi, XI

Valerio Martelli

Movimento nazionale LE PAROLE RITROVATE

Cinisello Balsamo (MI)

 

 

Questo testo  viene dal Vecchio Testamento in linea con la legge del tempo , ma il Nuovo Testamento  fa riferimento a donne valorose che coprivano un ruolo importante nella società di allora. In alcune chiese evangeliche protestanti ad esempio appartenenti alle ADI (assemblee di Dio in Italia) chiedono ancora di mettere il velo in testa alle donne , ma nella chiesa che frequento io Evangelica Pentecostale il pastore è donna e fà tranquillamente le predicazioni, sposata con figli, solitamente le mogli dei pastori sono a loro volta pastori che sostituiscono la parola sottomissione con rispetto per il marito. Il marito però deve mettere Dio al primo posto per rispettare la moglie creando l'ordine che Dio desidera. Ci sarebbero molte considerazioni da fare su questo testo.

"Il testo fuori dal contesto crea un pretesto "

 

Susanna Brunelli

Movimento nazionale LE PAROLE RITROVATE

Verona

 

 

“Perciò non ci scoraggiamo; ma, anche se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, il nostro uomo interiore si rinnova di giorno in giorno”.

 

San Paolo, Seconda lettera ai Corinzi 4:16

 

Antonietta Gullì

Milano

 

Inizio commentando l’ultima frase di San Paolo, proposta da Antonietta. Si riferisce alla speranza della resurrezione (così è il titolo del paragrafo da cui è tratta) ed io la intendo come il rinnovamento interiore che avviene (o meglio dovrebbe avvenire) malgrado il disfacimento corporale. Così è per il “corpo” della Chiesa che, malgrado le centinaia di anni, si rinnova. Un esempio di adeguamento ai tempi moderni è la messa del sabato, valida anche per santificare la domenica. 

Ho voluto mettere, a corredo di questo dialogo iniziato da Valerio, una foto della Processione della Desolata del 2015 che si tiene a Canosa di Puglia perché, appena l’ho vista, ho pensato che fosse una foto fatta in un paese dove vige il fondamentalismo islamico. Per un pregiudizio ovviamente. Vedete com’è facile essere ingannati?! Così è per tante altre cose…riguardanti la religione ma non solo. Valerio, con la sua “provocazione” penso che abbia voluto ricordarci che la condizione della donna è sottomessa non solo dove vige il fondamentalismo islamico (che non rappresenta tutto l’islam ovviamente) ma anche in tanti paesi che hanno una cultura religiosa monoteista quale, ad esempio, quella cattolica. Ma anche qui occorre fare dei distinguo. Un conto è essere cattolici praticanti in un piccolo paese con antiche tradizioni ancora vive (del sud, ma non solo del sud) ed un conto in una realtà più secolarizzata. È ovvio che la libertà conquistata dalle donne nel mondo occidentale non è paragonabile a quello di altre aree geografiche. Ma ciò non dipende solo o principalmente dalla religione, quanto da fattori economici, culturali, sociali e storici.

Diciamo che questa discussione la sgancerei dalla pura tematica teologica per finalizzarla a quella sui pregiudizi, che in ambito psichiatrico sono sempre molto forti. Perché mentre per la teologia occorre essere esperti, per il pregiudizio psichiatrico ci sono “esperti per esperienza”.

 

Gianfranco Conforti

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Benedetto Saraceno

LE LINGUE DELLA PAURA

Edizioni Alpha Beta Verlag

 

In un bosco nei dintorni di Ginevra, in circostanze casuali, si consuma il cruento omicidio del vicedirettore della HEGA, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di economia sanitaria mondiale.

L’autore materiale è un alto funzionario della stessa agenzia, Andreas Krause, per il quale la vittima rappresenta l’unico ostacolo apparentemente insormontabile alle proprie ambizioni di carriera. Assediato dal timore di essere scoperto e dai sospetti che cominciano ad addensarsi su di lui, si ritrova lentamente risucchiato in un gorgo di paure e ossessioni, che degenera in un’autentica paranoia. Arriva addirittura ad assoldare un killer per sbarazzarsi di un collega che, secondo il suo lucido delirio, sarebbe pronto a denunciarlo. In breve tempo la sua vita privata e professionale va a rotoli, e ogni tentativo di fare marcia indietro e confessare il proprio delitto è vanificato da continue oscillazioni emotive e confusi progetti di fuga. Nel chiuso, ovattato quanto spregiudicato ambiente diplomatico internazionale affiorano intanto intrighi e personaggi di dubbia moralità, disposti a tutto pur di non perdere potere e privilegi. Tra rituali bizantini, scandali messi sotto silenzio e subdoli conflitti d’interesse, emerge un quadro a tinte fosche tratteggiato con inquietante precisione. Nella sua pur riluttante connivenza, di questo perverso mosaico Krause è un tassello fondamentale.

 

Le lingue della paura è un raffinato noir psicologico, una storia intrisa di cinismo, avidità e umana fragilità, con un finale sorprendente.

 

L’Autore

Psichiatra, dal 1999 al 2010 è stato direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Abuso di Sostanze dell’Organizzazione mondiale della Salute a Ginevra. In precedenza ha lavorato all’Ospedale psichiatrico di Trieste sotto la direzione di Franco Basaglia e Franco Rotelli, ed è stato a capo del Laboratorio di Epidemiologia e Psichiatria sociale presso l’Istituto Mario Negri.

Membro onorario del Royal College of Psychiatry, attualmente è segretario generale del Lisbon Institute of Global Mental Health. Ha all’attivo oltre duecento articoli su riviste scientifiche internazionali.

Tra i suoi ultimi volumi pubblicati ricordiamo: Psicopolitica. Città, salute, migrazioni (DeriveApprodi, 2019); Sulla povertà della psichiatria (DeriveApprodi, 2017); Discorso globale, sofferenze locali. Analisi critica del Movimento di salute mentale globale (il Saggiatore, 2014).

 

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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