POESIA DEDICATA A KHASHA ZWAN (Alessio Lega)

Segnalata da Valerio Martelli

LE PAROLE RITROVATE

Cinisello Balsamo (MI)

 

Poesia dedicata a Khasha Zwan, comico afgano

Kasha Zwan: il comico afghano che ha riso in faccia alla morte sfottendo i talebani fino alla fine Dopo la presa al potere dei “barbuti” , Kasha Zwan è stato caricato in una macchina con le mani legate e torturato

 

Poiché mi pare si volga alla fine
Dello spettacolo sempre in orario
Prima di attraversare il confine
E di sparirmene dietro il sipario

È doveroso per me ringraziare
Tutti gli attori di questa serata
Ci si rivede se non si muore
Se non si muore per una risata

Ora c’è l’auto qui sotto che aspetta
Con quattro tizi barbuti ed armati
Sono tranquilli ma so che hanno fretta
Gli straordinari non sono pagati

Ma quanto onore per il mio finale
Lo sconosciuto comico afgano
Con il mio video, si dice, virale
Che sugli schermi vi giunge lontano

Più in generale, grazie ai talebani
Con tutti i loro fucili cazzuti
E tutto il mondo si lava le mani
Ma qualcheduno glieli ha pur venduti

Con le granate si toglie il pensiero
Fanno saltare gli Dei millenari
Chissà Maometto di voi com’è fiero
Proprio “studenti”, che bravi scolari

E poi ringrazio gli americani
Che son partiti da qui l’altro ieri
Noi da vent’anni si aspetta il domani
Da questa pace dei cimiteri

La loro bella democrazia
Ben imballata ce l’hanno esportata
Come il servizio da tè della zia
È nuova nuova, non sembra mai usata

Infine grazie alla morte col burqa
Che quand’è entrata dal taglio alla gola
“Occhio alla lama, mi pare sia sporca”
Una battuta che il tempo ormai vola

Ha fatto un unico cenno deciso
Ha detto “oplà” e poi ero già morto
Sai qui le donne hanno il volto coperto
Però mi è parso che mi abbia sorriso.

 

Alessio Lega

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TROPPA FAMIGLIA FA MALE

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La famiglia, all'origine della civiltà, oggi ne sta decretando la fine. È una crisi che investe l'intera società perché ciò che accade all'interno della famiglia ha rilevanza sul sociale e sul futuro dell'uomo. I genitori hanno rinunciato al ruolo di guida proteggendo all'infinito i figli: è il plusmaterno che nasce dal fallimento della cura e sospende il momento della responsabilità. La generazione che ha contestato sta crescendo figli e nipoti docili, pronti all'assoggettamento. Cosa è successo? I giovani che non dissentono permettono al fantasma mai sconfitto dell'antica tendenza dell'essere umano alla sottomissione di giocare la partita della vita al posto loro, rovesciandola in morte. Laura Pigozzi, psicoanalista, esplora in questo saggio come lo scacco della famiglia sia la radice di una tragedia sociale più vasta e ferocemente distruttiva. Attraverso il concetto di disobbedienza civile elaborato da Hannah Arendt, prende forma in queste pagine una inedita rilettura delle origini del totalitarismo che per la prima volta riesce a spiegare le conseguenze politiche della pulsione di morte freudiana e ci permette di riscoprire alcuni casi emblematici di rapporti genitoriali fallimentari, come quello di Hitler con sua madre. «L'adattamento di un giovane» ci ricorda l'autrice «ha sempre qualcosa di immorale» perché sia un soggetto che una comunità si fondano sulla divergenza. È nelle famiglie che i ragazzi dovrebbero allenarsi a trovare lo slancio verso l'esterno, diventando adulti. Fallire questa trasformazione significa condannarli a un'eterna infanzia, che apre le porte non solo ai dittatori bambini ma anche a quelli veri.

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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