LE PILLOLE DI VINCENZO (4)

LE PILLOLE DI VINCENZO (4)

Le uniche pillole che fanno bene senza avere effetti collaterali

 

Arrivati a questo punto mi viene naturale, rifacendomi ad una pubblicità : "no vaccino - no party". Sarebbe troppo comodo, come mi insegnò sempre una mia cara prof, di ridurre a slogan un tema di cotanta importanza. Tralasciando l'aspetto medico, di per sé fondamentale, mi riaggancio all'opinione del preside che si può leggere sul "Caragliese" ove è spiegato il concetto delle libertà. Proprio citando B. Croce viene messo in risalto che occorre parlare al plurale perché le libertà sono patrimonio comune. Il mio prof-avvocato, oramai non più vivente, parlava di "neminem laedere", in latino certe locuzioni sono "oro". È evidente che un individuo/a può scegliere di vivere da "eremita" non ricorrendo più alla vita sociale. Ma nel caso, parlerei di stragrande maggioranza delle persone, abbiamo necessità l'un dell'altra e ciò porta alla conclusione che vaccinarsi sia l'unica via per uscire dal "covid-19". Il problema è ciò rimane scontato che tre quarti della popolazione mondiale non è assicurata, e ciò non va bene! Occorre quindi che in primis chi può, per le motivazioni suddette deve vaccinarsi et in secundis cercare al più presto di occuparsi di altri Paesi, in terzis sperare quanto prima di trovare la pillola per immunizzarsi. Chissà...

 

Vincenzo Fiorito

 

volontario di MenteInPace

Cuneo

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Commenti: 2
  • #1

    Anto (lunedì, 13 settembre 2021 17:01)

    Penso che non cambi niente stessi principi attivi poi se la stragan maggioranza ha fatto il vaccino cosa può capitare.,...più di quanto è successo come dice Susanna non sono perfetta ma perfettibile e ci sta così e per le cose non se se sia mai esistita la sfera che ci dice tt come il giorno come la notte quindi penso sia meglio vedere giorno per giorno da una parte capisco che tt vogliono sperimentare discutibile ...ma bisnness no e questo che mi spaventa

  • #2

    anto (lunedì, 13 settembre 2021 21:18)

    pensi sia inutile ma un po zuccherina come si può dire a me viene in mente così....non penso cambi cmq sia giustamente tt vaccinati ma ha gli stessi principi attivi e poi le persone che non hanno voluto vaccinarsi mettendo a rischio la loro vita e quella degli altri non credo siano stati corretti vero che in 7 mesi difficile pensare che si sia trovato il vaccino dopo migliaia di vittime della pandemia e delle non cure offerte ad anziani tt deve fare parte di un contesto anche di cura e la gente non si fida come può fidarsi.....spero comq che trovino e sperimentano cose sicure non a scopo di lucro io un tampone lo pagato 130 euro ti sembra comq giusto farlo ma quando tt ciò non è chiaro a noi ma a loro....non voglio essere disfattista ma non siamo da esperimento comq io ho fatto tt e due vaccini e ammetto che non so a vosa e servito se non vi copre del tt

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Farhad Bitani

L'ultimo lenzuolo bianco

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«Sono tante, forse troppe, le cose che ho visto nei miei primi trentatré anni di vita. Adesso le racconto. Ho lasciato le armi per impugnare la penna. Traccio i fatti senza addolcirli, senza velarli. Dopo aver vissuto l’infanzia, l’adolescenza e la prima giovinezza nell’ipocrisia, ho un tremendo bisogno di verità».

Inizia così la sconvolgente testimonianza di Farhad Bitani, ex capitano dell’esercito, un giovane uomo che ha attraversato da osservatore privilegiato la storia dell’Afghanistan: dal potere dei mujaheddin ai talebani fino al governo attuale, che vive sotto l’ombrello occidentale.
Farhad nasce a Kabul nel 1986, ultimo di sei fratelli. Suo padre è un generale dell’esercito di Mohammad Najibullah Ahmadzai, il quarto e ultimo presidente della Repubblica Democratica dell’Afghanistan. Ma, con la presa del potere da parte dei 
mujaheddin, nel 1992, le cose cambiano. Solo rinnegando il passato e diventando un mujahed, il padre di Farhad avrà salva la vita.

Da quel momento l’esistenza del giovane Farhad cambia radicalmente. La sua famiglia si trasferisce in una grande casa, presidiata dagli uomini della scorta. È a loro che Farhad chiede in prestito le armi, per i suoi giochi di bambino. Quello che sogna è un futuro da combattente, alla testa di un manipolo di uomini. Sparare, uccidere, avere potere e ricchezza: non c’è nulla che desideri di più. Ma le cose sono destinate a mutare ancora. Quando i talebani strappano il potere ai mujaheddin, la sua famiglia cade in disgrazia. Mentre suo padre si trova in prigione, Farhad conosce la fame, la miseria, l’indottrinamento forzato all’Islam. Condotto allo stadio, viene costretto ad assistere alle lapidazioni del venerdì, le punizioni per gli infedeli, coloro che trasgrediscono le leggi del fondamentalismo. Sarebbe facile cedere all’imbarbarimento, credere a ciò che viene inculcato, diventare come coloro che professano la pace, alimentando la guerra. Ma se fosse possibile un destino diverso? Si può attraversare l’inferno e uscirne redenti?
Da guerriero islamista a dialogatore per la pace, attraverso questo libro possente e drammatico Farhad Bitani offre al mondo il vero volto dell’Afghanistan, raccontando in maniera vivida la guerra civile, la violenza gratuita, le perversioni del potere e l’uso della religione come strumento politico. 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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