“PROGETTO GIOVANI” contro il disagio (DiAPsi Savigliano-Fossano-Saluzzo)

“PROGETTO GIOVANI”

contro il disagio

 

A sostegno di ragazzi e famiglie, è attiva l’iniziativa della

Asl CN1 e della Associazione Di.A.Psi.

                       

DA info@diapsi.it

1/11/2021 16:43

A  menteinpace@libero.it  

 

Parlare del disagio giovanile, comprenderne le dinamiche e trovare soluzioni. Oggi è quanto mai importante, urgente e necessario lavorare su questo orizzonte di consapevolezza, in una società in cui nell’ultimo anno e mezzo si è registrato un vertiginoso aumento di azioni anti-conservative: il suicidio costituisce la seconda causa di morte (dopo gli incidenti stradali) nei giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni e l’autolesionismo colpisce in Europa circa 1 adolescente su 5.

Per cercare di arginare questo fenomeno con concrete azioni di sensibilizzazione e prevenzione, la Consulta delle Famiglie”, con la Presidente Liliana Cimiero, ha organizzato tre incontri sul tema "Genitori in corso”.
Il disagio interiore dei giovani si presenta con aspetti molto vari, a partire da situazioni lievi e inizialmente meno gravi, come il "ritiro", fino a quadri clinici via via più complessi e patologici che progressivamente possono diventare così seri da mettere a rischio non solo la salute mentale del ragazzo ma anche la sua vita. La realtà ci racconta di un grande numero di ragazzi e ragazze che soffrono di disturbi della sfera emotiva e del tono dell'umore, ma è un argomento spesso evitato anche perché poco conosciuto. Le misure restrittive durante la pandemia hanno impattato significativamente sulla salute mentale di bambini e adolescenti, facendo iniziare o aggravare o destabilizzare la situazione di chi già soffriva o era predisposto a disturbi psichici. La pandemia ha fatto emergere più chiaramente quanto sia esteso e grave questo problema. Sui quotidiani nazionali sono comparsi grossi titoli che denunciano l’aumento delle richieste di aiuto per le forme più gravi di psicopatologia, come l’autolesionismo e il comportamento suicidario, con conseguente aumento dei ricoveri a fronte di una carenza di strutture dedicate, specialisti e di posti letto.

Ma è nel “prima” che si deve muovere e preoccupare: nello spazio e nel tempo della prevenzione, unica sfera per una possibile salvezza.

Prima di arrivare alla necessità di un ricovero questi ragazzi e queste famiglie devono essere aiutate su vari fronti ed in vari modi.

Nel 2013 dalla collaborazione tra il Centro di Salute Mentale dell’ASL CN1 e l’associazione Di.A.Psi. (Associazione Difesa Ammalati Psichici guidata dal Presidente Sig. Lorenzo Lanfranco) nasce il “Progetto giovani”, finalizzato alla creazione di un Servizio che, attraverso il lavoro di un’equipe multidisciplinare costituita da Psichiatra, Psicologa, Educatori Professionali ed Infermieri, fosse specializzato nella valutazione e nel trattamento precoce del disagio psicologico dei giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni. Da ottobre 2013 ad aprile 2020 i giovani accolti e presi in carico individualmente dal Progetto Giovani sono stati 190. La Dott.ssa Mara Barcella, responsabile del progetto, descrive che con l’attività svolta è stato creato uno spazio dove i giovani possono liberamente parlare dei propri disagi e viene data la possibilità, ove ritenuto necessario, di intraprendere un percorso psicologico o educativo. L’obiettivo è di intercettare il disagio giovanile e, attraverso interventi mirati e limitati nel tempo, prevenirne la cronicizzazione e il peggioramento.  Per accedere al progetto non serve un’impegnativa medica, ma basta un contattato via WhatsApp (Savigliano/Fossano e territori limitrofi 338-9395198, Saluzzo e territori limitrofi 346-7805781) ed i ragazzi verranno richiamati al più presto per un primo appuntamento conoscitivo. La valenza di questo progetto e la disponibilità di persone competenti è ancora più alta in questo particolare periodo storico, e confidiamo che – dopo lo stop imposto dalla pandemia - le attività possano essere riprese e proseguite con regolarità.

La presenza nel nostro territorio di una realtà così significativa come il “Progetto giovani” deve essere valorizzata ed aiutata. Per questo, oltre ad iniziative mirate alla comunicazione, il Progetto giovani è stato obiettivo delle tante e significative offerte ricevute in memoria di Elisa Schininà, giovane di 29 anni di Savigliano mancata ad agosto 2021; anche il ricavato del suo Libro "Voci invisibili" viene interamente destinato al progetto giovani.

La malattia psichiatrica, che è molto più presente nei nostri giovani di quanto comunemente si creda, deve essere conosciuta per essere rispettata e avere la "dignità" di ogni altra malattia, superando paure e pregiudizi. Perché solo così si potrà offrire un aiuto concreto a coloro che ne soffrono ed alle loro famiglie. Perché solo con la conoscenza e la consapevolezza del problema, daremo la possibilità a chi soffre di disturbi dell’umore di “uscire dal coro e non essere solo voci invisibili”, ricordando a tutti che “non si è mai soli”, ma c’è un “noi” che combatte insieme.

Nell’Angelus del 10 ottobre lo stesso Papa Francesco ha detto di pregare per chi è affetto da malattie mentali e per quei giovani che si suicidano: “preghiamo per loro e per le loro famiglie affinché non vengano lasciati soli ne'discriminati ma accolti e sostenuti”.

                                                                                                                 

 

Federica Bassignana

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Elisa Schininà

Noi voci invisibili

Le Château Edizioni, 2022

 

In questo testo, come un alpinista che affronta il tormento della fatica per scelta, l'autrice ha deciso di ripercorrere e analizzare tutti i gradi del travaglio che le ha procurato la malattia, senza compiangersi, con una scrittura piana e temperata; anche in lei la volontà di conoscere ha prevalso sulla sofferenza, dominata e sconfitta, seppure brevemente, attraverso l'analisi e la descrizione di quanto le stava accadendo. Elisa Schininà conosceva la potenza delle parole che hanno il dono di creare la realtà, anche quella impalpabile, torbida e strisciante della malattia mentale, per renderla comprensibile a se stessa e agli altri. In questo senso il libro rappresenta la sua Passione nelle due accezioni; quella del delirio che l'ha accompagnata verso l'esito finale e quella verso se stessa, la vita e gli altri a cui ha deciso di donare la sua esperienza, senza reticenze o ipocrisie. Una realtà bifronte nella quale la storia dell'autrice/protagonista ci appare attraverso una lente deformata con due Elisa che si parlano e si affrontano severamente per la vita e per la morte.

 

 

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