TELEFONO DONNA (Alice Lorenzin)

TELEFONO  DONNA

 

Di recente è tornata la ricorrenza annuale della « giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne ».  In Italia, anche in Francia, e nei paesi occidentali, avviene un femminicidio circa ogni 3 giorni per mano maschile, e il numero è persino in aumentato, dice l’Istat che fa e diffonde le statistiche. La pandemia Covid ha peggiorato le cose, facile intuire il perché. Stare sempre rinchiusi per forza in casa, insieme in poco spazio, non migliora di sicuro i rapporti familiari difficili e conflittuali, sono sicura che tutti lo capiscono. I femminicidi sono i casi più eclatanti, ma ci sono donne picchiate, stuprate, altre che subiscono minacce varie, violenze psicologiche…. Anche in casa, e le donne subiscono. In nome della famiglia, dei figli. O per dipendenza economica. O per altri motivi. 

Ci si può, ci si dovrebbe chiedere come mai nelle nostre società esista questo fenomeno ma sarebbe un altro discorso molto complesso….

Certo le donne non uccidono un uomo ogni 3 giorni.

Che dire? Gli slogan «STOP alla violenza sulle donne » purtroppo non risolvono il problema.

 

Un po’ di giorni fa stavo per buttare lo scontrino della spesa e mi è caduto lo sguardo sul secondo scontrino allegato, quello che di solito propone buoni sconto su qualche articolo. Leggo invece  »buono messaggio ». Mi stupisco e ovviamente mi concentro.

 

  Il messaggio  dice

« insieme contro la Violenza sulle donne! « 

corredato da un numero telefonico e un commento:

« Chiama il 1522.

Se sei vittima di violenza o stalking, il numero è gratuito e attivo 24H su 24 »

 

 Non so quanti abbiano letto quel messaggio. Di solito gli scontrini finiscono velocemente nel cestino. E forse, per attirare l’attenzione su questo problema e sul numero 1522, sarebbe stato meglio attaccare qualche bel manifesto, magari rosso, sul vetro, quello che si spinge per entrare nel negozio, ben visibile. Ma avrebbe probabilmente disturbato certi clienti, alcuni dei quali ricorrono magari ogni tanto alla violenza tra le mura domestiche, violenza perlomeno verbale con ingiurie, manipolazioni psicologiche ecc…  Siamo tutti consapevoli, per qualche nostra esperienza vissuta, del male, delle  ferite e dei danni che possono fare certe parole, sopratutto se ripetute continuamente, sulle persone fragili. Anche sulle altre…

 

Dei femminicidi si parla nella stampa, le ministre del governo hanno persino « licenziato » (termine tecnico) un decreto legge destinato a contrastare le violenze di genere. Che dovrebbe spingere le donne a denunciare le violenze subite, a fornire loro un aiuto.

Quando la donna è stata uccisa, certo che è troppo tardi  Ma le tante violenze che si esercitano in casa, e non si vedono? 

Se una donna ha bisogno di aiuto, sostegno, informazioni, se non sa a chi rivolgersi, caso frequente, e si sente sola, chiami il 1522, è un numero nazionale facile da memorizzare: troverà donne sempre pronte ad ascoltarla. Il 1522 offre un servizio multilingue di aiuto immediato se necessario, e di orientamento.

E può dare informazioni e indirizzare verso le associazioni anti-violenza presenti sul territorio .

Come l’associazione TELEFONO DONNA di Cuneo.

 

Sempre attiva la segreteria telefonica. Si può lasciare un messaggio per poi essere richiamata da una delle volontarie, accuratamente formate per il loro compito.

Oltre ovviamente all’ascolto della donna che si sente in difficoltà, l’associazione può proporre un accompagnamento individualizzato in tutto il percorso, spesso difficile e doloroso di uscita dalla violenza, in collaborazione con i Servizi sociali territoriali.

Nelle situazioni di emergenza o pericolo, è possibile ricevere una consulenza legale offerta da avvocate specializzate, in  grado di dare informazioni sui diritti e su eventuali azioni legali. E le vittime della violenza potranno incontrare psicologhe per un supporto psicologico,  perchè spesso è molto difficile affrontare la paura, la dipendenza dal partner, e riuscire a  riprendere in mano la propria vita.

Tutto il personale che entra in contatto con le donne è ovviamente di genere femminile.

 

tel 0171 631515

mail:  info@telefonodonnacuneo.it

sito : www.telefonodonnacuneo.it

CLICCA PER ANDARE AL SITO DI TELEFONO DONNA

 

Suggerisco un giro sul sito.

 

Alice Lorenzin

 

Volontaria di MenteInPace

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Benedetto Saraceno

LE LINGUE DELLA PAURA

Edizioni Alpha Beta Verlag

 

In un bosco nei dintorni di Ginevra, in circostanze casuali, si consuma il cruento omicidio del vicedirettore della HEGA, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di economia sanitaria mondiale.

L’autore materiale è un alto funzionario della stessa agenzia, Andreas Krause, per il quale la vittima rappresenta l’unico ostacolo apparentemente insormontabile alle proprie ambizioni di carriera. Assediato dal timore di essere scoperto e dai sospetti che cominciano ad addensarsi su di lui, si ritrova lentamente risucchiato in un gorgo di paure e ossessioni, che degenera in un’autentica paranoia. Arriva addirittura ad assoldare un killer per sbarazzarsi di un collega che, secondo il suo lucido delirio, sarebbe pronto a denunciarlo. In breve tempo la sua vita privata e professionale va a rotoli, e ogni tentativo di fare marcia indietro e confessare il proprio delitto è vanificato da continue oscillazioni emotive e confusi progetti di fuga. Nel chiuso, ovattato quanto spregiudicato ambiente diplomatico internazionale affiorano intanto intrighi e personaggi di dubbia moralità, disposti a tutto pur di non perdere potere e privilegi. Tra rituali bizantini, scandali messi sotto silenzio e subdoli conflitti d’interesse, emerge un quadro a tinte fosche tratteggiato con inquietante precisione. Nella sua pur riluttante connivenza, di questo perverso mosaico Krause è un tassello fondamentale.

 

Le lingue della paura è un raffinato noir psicologico, una storia intrisa di cinismo, avidità e umana fragilità, con un finale sorprendente.

 

L’Autore

Psichiatra, dal 1999 al 2010 è stato direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Abuso di Sostanze dell’Organizzazione mondiale della Salute a Ginevra. In precedenza ha lavorato all’Ospedale psichiatrico di Trieste sotto la direzione di Franco Basaglia e Franco Rotelli, ed è stato a capo del Laboratorio di Epidemiologia e Psichiatria sociale presso l’Istituto Mario Negri.

Membro onorario del Royal College of Psychiatry, attualmente è segretario generale del Lisbon Institute of Global Mental Health. Ha all’attivo oltre duecento articoli su riviste scientifiche internazionali.

Tra i suoi ultimi volumi pubblicati ricordiamo: Psicopolitica. Città, salute, migrazioni (DeriveApprodi, 2019); Sulla povertà della psichiatria (DeriveApprodi, 2017); Discorso globale, sofferenze locali. Analisi critica del Movimento di salute mentale globale (il Saggiatore, 2014).

 

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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