TRA PALCO, PSICHE E REALTÀ (Psicoradio)

TRA PALCO, PSICHE E REALTÀ

“È cambiato tutto intorno a me; mi sono sentito più accettato dagli altri, più integrato nella società. In un termine solo: normalità, fuori da quei pregiudizi che tutti dicono di non avere. Qui ho avuto la possibilità di sentirmi nuovamente normale, una cosa semplice ma bellissima”.

 

 

DA psicoradio@gmail.com

23-11-2021 14:10

A  menteinpace@libero.it  

 

Questo “miracolo” è stato realizzato in un luogo di lavoro: il teatro. In Emilia Romagna infatti opera da diversi anni una rete di compagnie teatrali (più di 20) promosse dai Dipartimenti di salute mentale, i cui attori sono persone con disturbi psichici. Ne parliamo ricordando il Convegno “Teatro per la salute mentale, fra cura, cultura, diritti e società. Non siamo mai scesi da Marco Cavallo” (19 e 23 novembre), organizzato dai Dipartimenti di salute mentale dell'Emilia Romagna, dall'Istituto Minguzzi e tra gli altri anche da Arte e Salute aps - che ha fatto nascere Psicoradio, media partner del convegno.

“Frequentavo un centro diurno ed è stato proprio lì che un'operatrice mi ha fatto conoscere questo mondo. Questa esperienza la sento mia”, racconta una delle attrici delle compagnie “Tabù?" e "Tambù” di Imola. “Il nostro è un magazzino di idee, dove scriviamo e recitiamo quello che scriviamo” spiega invece il regista della compagnia “Jolly” di Parma. Questa è l’unica compagnia che opera dentro una REMS – Residenze per l'esecuzione della misura di sicurezza - dove sono internate le persone che hanno commesso reati, ma incapaci di intendere e di volere. Non è sempre facile, racconta, perché “a volte il teatro, come la vita, ci pone sfide e ostacoli e non sempre si è pronti o si ha voglia di mettersi in gioco. Allora nel nostro magazzino di idee facciamo una pausa e anche questo è importante”.


Tra le tante voci presenti - attori, registi e chi lavora fra teatro e mondo della psiche - Angelo Fioritti, direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Bologna, spiega che “quando parliamo di salute mentale intendiamo la promozione del potenziale umano. Anche le persone che hanno una malattia mentale possono godere di ottima salute. Quindi questo ci porta a investire in salute, attività sportive, espressive, di comunicazione, teatrale... ed è un investimento per la salute”. Inoltre, alcuni studi presentati durante il webinar, dimostrano che facendo teatro “si acquisisce la capacità di mettersi nei panni degli altri, giocare ruoli diversi nella vita reale... con rimandi positivi anche per chi assiste agli spettacoli. Perché si sviluppa una comprensione diversa verso chi ha un disturbo mentale”.

Il nostro viaggio col teatro della salute mentale continuerà anche nelle successive puntate. Tra attori e registi, sentirete la psichiatra Ivonne Donegani; le abbiamo chiesto a cosa serve, per un Dipartimento, investire nel teatro. E poi, la domanda che in tanti (soprattutto gli scettici) si fanno: ci sono prove “scientifiche”, ricerche, che hanno indagato gli effetti del teatro per chi soffre di un disturbo psichico? Bruna Zani, ex preside della facoltà di psicologia di Bologna e oggi direttrice dell’Istituto Minguzzi ci parla, appunto di ricerche fatte dall’Università e dall’OMS.

 

 

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Benedetto Saraceno

LE LINGUE DELLA PAURA

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In un bosco nei dintorni di Ginevra, in circostanze casuali, si consuma il cruento omicidio del vicedirettore della HEGA, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di economia sanitaria mondiale.

L’autore materiale è un alto funzionario della stessa agenzia, Andreas Krause, per il quale la vittima rappresenta l’unico ostacolo apparentemente insormontabile alle proprie ambizioni di carriera. Assediato dal timore di essere scoperto e dai sospetti che cominciano ad addensarsi su di lui, si ritrova lentamente risucchiato in un gorgo di paure e ossessioni, che degenera in un’autentica paranoia. Arriva addirittura ad assoldare un killer per sbarazzarsi di un collega che, secondo il suo lucido delirio, sarebbe pronto a denunciarlo. In breve tempo la sua vita privata e professionale va a rotoli, e ogni tentativo di fare marcia indietro e confessare il proprio delitto è vanificato da continue oscillazioni emotive e confusi progetti di fuga. Nel chiuso, ovattato quanto spregiudicato ambiente diplomatico internazionale affiorano intanto intrighi e personaggi di dubbia moralità, disposti a tutto pur di non perdere potere e privilegi. Tra rituali bizantini, scandali messi sotto silenzio e subdoli conflitti d’interesse, emerge un quadro a tinte fosche tratteggiato con inquietante precisione. Nella sua pur riluttante connivenza, di questo perverso mosaico Krause è un tassello fondamentale.

 

Le lingue della paura è un raffinato noir psicologico, una storia intrisa di cinismo, avidità e umana fragilità, con un finale sorprendente.

 

L’Autore

Psichiatra, dal 1999 al 2010 è stato direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Abuso di Sostanze dell’Organizzazione mondiale della Salute a Ginevra. In precedenza ha lavorato all’Ospedale psichiatrico di Trieste sotto la direzione di Franco Basaglia e Franco Rotelli, ed è stato a capo del Laboratorio di Epidemiologia e Psichiatria sociale presso l’Istituto Mario Negri.

Membro onorario del Royal College of Psychiatry, attualmente è segretario generale del Lisbon Institute of Global Mental Health. Ha all’attivo oltre duecento articoli su riviste scientifiche internazionali.

Tra i suoi ultimi volumi pubblicati ricordiamo: Psicopolitica. Città, salute, migrazioni (DeriveApprodi, 2019); Sulla povertà della psichiatria (DeriveApprodi, 2017); Discorso globale, sofferenze locali. Analisi critica del Movimento di salute mentale globale (il Saggiatore, 2014).

 

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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