RECOVERY.NET Un progetto di psichiatria di comunità

RECOVERY.NET Un progetto di psichiatria di comunità

 

Questa notizia è stata segnalata da Monica (Momo) Zatti di Iseo (BS).

Monica fa parte del movimento LE PAROLE RITROVATE

 

Vivere la vita al meglio delle proprie possibilità nonostante le limitazioni dovute alla malattia: questa è la definizione di Recovery, ed è da qui che nasce Recovery.Net: laboratori per una psichiatria di comunità, un progetto che si rivolge ad utenti ed operatori dei servizi di salute mentale, come anche all’intera comunità locale.

 

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Chi siamo

 

Siamo una rete costituita da aziende socio-sanitarie, cooperative sociali, università, associazioni di familiari ed utenti.

Condividiamo l’impegno nella costruzione di una comunità locale sensibile e concretamente attiva nel promuovere la salute mentale di ciascuno, attraverso un sistema di opportunità rispetto al quale ogni persona può contribuire efficacemente.

Pratichiamo l’idea che, anche davanti a patologie che cambiano la vita -come i disturbi mentali più gravi- per chiunque c’è uno spazio da esplorare, aperto alla possibilità di vivere in modo pieno e soddisfacente nonostante le limitazioni dovute alla malattia.

Con la Partecipazione di...

ASST del Garda

ASST di Cremona

ASST di Bergamo Ovest

Regione Lombardia

Fondazione della Comunità Bresciana

Fondazione della Comunità Mantovana

Fondazione della Comunità Bergamasca

Confcooperative Brescia

Consorzio Solidalia – Romano di Lombardia (BG)

Comune di Brescia – Assessorato alla Partecipazione

Comune di Brescia – Assessorato alle Politiche per la famiglia, la Sanità e alle Politiche giovanili

Comune di Brescia – Assessorato alla Cultura, Creatività e Innovazione

Comune di Montichiari – Dipartimento Affari Generali e Servizi al Cittadino

Ufficio di Piano Ambito Territoriale Treviglio (BG)

Risorsa Sociale Gera D’Adda

ASST Fatebenefratelli Luigi Sacco – Milano

UOC Psichiatria 1ASST Lariana

SIEP – Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica

SIMG

Centro Formativo Provinciale Giuseppe Zanardelli di Brescia

AIB – Associazione Industriale Bresciana

Associazione Laura Saiani Consolati – Brescia

Associazione Nessuno è un’isola – Brescia

Associazione Ipsilon – IPS Inserimenti lavorativi Orientati al Nuovo – Bologna

Associazione Alleanza per la Salute Mentale – Brescia

Associazione per la Salute mentale “Aiutiamoli” – Treviglio (BG)

Cooperativa Sociale Itaca – Morengo (BG)

Associazione Il Girasole Onlus – Caravaggio (BG)

Coop. Sociale AEPER – Bergamo

Città di Montichiari –

Rete Progetto Genera-Azioni

Consorzio “Progetto Solidarietà” di Mantova

Rete Progetto “Generazione BOOMERANG”ASST di Mantova

Associazione formazione G. Piamarta (a.f.g.p.)

 

Per maggiori informazioni

 

https://www.recoverynet.it/

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www.menteinpace.it 

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Dati aggiornati al 24-1-2023

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Video Spot di MENTEINPACE

ADRENALINA PURA!!

regia di 

Andrea Castellino

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PROGETTO

"COSA SI FA DI BELLO?"

anni 2020-2021

PROGETTO: "COSA SI FA DI BELLO?"
anni 2020-2021
cosa si fa di bello.pdf
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PROGETTO

"ANCORA INSIEME" Relazione finale

PROGETTO "ANCORA INSIEME"
Relazione finale
ANCORA INSIEME - REL. FINALE.pdf
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PROGETTO RESTART AND RECOVERY. Una rete di comunità per la salute mentale
Cooperativa Proposta 80
PROGETTO Restart and Recovery.pdf
Documento Adobe Acrobat 1'011.6 KB

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ZONA FRANCA 

è un laboratorio di inclusione sociale, in cui si sperimentano forme alternative di partecipazione, protagonismo ed espressione.

 

È ideato e prodotto dalla Cooperativa Proposta 80 

in collaborazione con l’Associazione Culturale Kosmoki 

e dagli

utenti del Servizio di Salute Mentale del Dipartimento di Salute Mentale di Cuneo.

 

Collaborano al progetto la Città di Cuneo, la Cooperativa Momo, MenteInPace, DiAPsi Cuneo e la Casa del Quartiere Donatello.                       

  

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Daniele Mencarelli

Fame d'aria

 Mondadori

Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con "Fame d'aria", Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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