RACCONTARE I MANICOMI ITALIANI Ciclo di seminari on-line

RACCONTARE I MANICOMI ITALIANI

soggettività, spazio, internamento e narrazioni

dagli anni Sessanta ad oggi

 

Ciclo di seminari

on-line

 

 

DA bianca.dibari@edu.unito.it

17/01/2022 – 10:19

A menteinpace@libero.it

 

Gentilissime, gentilissimi,

 

il 19 gennaio alle ore 14,30 ci sarà il primo incontro del ciclo di seminari

Raccontare i manicomi italiani - Prendere parola.

 

PER COLLEGARTI COPIA IL LINK SOTTOSTANTE

 

https://www.cfs.unipi.it/c/

 

220119-manicomi

 

Vi ricordiamo inoltre le date dei successivi seminari, ma per le modalità di svolgimento (online o mista) dovremo attendere qualche settimana:

 

2-3 marzo 2022 – Torino: Raccontare l’internamento manicomiale

12-13 Aprile 2022 – Torino: Spazi chiusi e geografie delle soggettività

15-16 Giugno 2022 - Parma: Città e manicomio. Storia, archivi e rappresentazioni dell’ex ospedale psichiatrico di Colorno

 

Se possibile, vi chiediamo di aiutarci a far circolare l'informazione tra i vostri contatti e attraverso i vostri canali di comunicazione.

 

Il ciclo di seminari è promosso da:

Dipartimento di Studi Storici – Università di Torino,

Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere – Università di Pisa e

Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali – Università di Parma

in collaborazione con

AISO – Associazione italiana di storia orale,

Centro di Documentazione sulla Psichiatria – Asl To3,

Centro di Storia della Psichiatria – Reggio Emilia,

CISO Piemonte – Centro italiano di storia sanitaria e ospitaliera,

Città di Collegno,

Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali – Università di Parma,

Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali – Università di Cagliari,

Dipartimento di Salute Mentale – Asl To3,

Dipartimento di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali – Università di Palermo, Luoghi|Persone|Patrimoni. Centro di ricerche di storia dell'assistenza e delle politiche socio-sanitarie – Dipartimento di Studi Storici – Università degli Studi di Torino, Città di Collegno, A.S.L. TO3, Museo Laboratorio della Mente, Dipartimento di Salute Mentale – A.S.L. Roma 1.

 

Resto a disposizione per chiarimenti e informazioni.

 

Cordialmente, Davide Tabor

 

davide.tabor@unito.it

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Commenti: 1
  • #1

    Aolessandra Dogliani (mercoledì, 20 aprile 2022 12:30)

    Buongiorno,
    in qualità di disability manager e assistente sociale di Confindustria Cuneo sarei interessata alle giornate formative di giugno. Potresti mandarmi il link a a.dogliani@confindustriacuneo.it? sono previsti crediti formativi per gli assistenti sociali?

    Resto in attesa di vostro rimando in merito e vi auguro buona giornata.
    Alessandra Dogliani

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Dati aggiornati al 24-1-2023

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ZONA FRANCA 

è un laboratorio di inclusione sociale, in cui si sperimentano forme alternative di partecipazione, protagonismo ed espressione.

 

È ideato e prodotto dalla Cooperativa Proposta 80 

in collaborazione con l’Associazione Culturale Kosmoki 

e dagli

utenti del Servizio di Salute Mentale del Dipartimento di Salute Mentale di Cuneo.

 

Collaborano al progetto la Città di Cuneo, la Cooperativa Momo, MenteInPace, DiAPsi Cuneo e la Casa del Quartiere Donatello.                       

  

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Daniele Mencarelli

Fame d'aria

 Mondadori

Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con "Fame d'aria", Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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