LA TORTURA PSICOLOGICA CHIAMATA ISOLAMENTO (Bruno)

LA TORTURA PSICOLOGICA CHIAMATA ISOLAMENTO 

 

“la famosa cella d’isolamento è il metodo di tortura che viene messo in atto in tutte le carceri Italiane su noi detenuti…”

 

DA varieventuali@rossetorri.it

29/12/2021 22:49

A  menteinpace@libero.it  

 

Buongiorno, eccomi nuovamente qui pronto a raccontarvi un argomento già affrontato poco tempo fa e oggi voglio ritornare a dire determinati pensieri che alla fine sono realtà, dati di fatto che penso sia necessario ripetere.

Iniziamo a dire che la famosa cella d’isolamento è il metodo di tortura che viene messo in atto in tutte le carceri Italiane su noi detenuti in caso di una violazione del regolamento interno della struttura o qualche volta viene messo in atto anche per la tutela del detenuto con “divieti d’incontro con altri detenuti”.

Questa famosa cella, è formata da; 1 WC, 1 TAVOLINO SALDATO AL MURO, 1 LETTO DEGRADATO, 1 PANCA FISSA AL PAVIMENTO.

Non esistono “tv, radioline o altro” …. quando entri lì, devi partire con il presupposto che non hai e non c’è nulla, sei solo tu e quattro mura che ti circondano con un blindo con le sbarre.

Le giornate sono veramente lunghe, stremanti, infinite, in quanto sei solo, non hai nessun metodo per svagare la testa, per cercare di fare passare le ore velocemente. L’unica cosa che si può fare, è DORMIRE il più possibile per non diventare pazzo, o in altri casi se te lo consentono si può scrivere o leggere un libro … altre cose non puoi fare.

La permanenza varia in base a quanto isolamento ti viene inflitto come sanzione, solitamente non deve superare i 15 giorni, ma in molti casi possono diventare mesi e mesi in casi specifici.

Una situazione veramente DISUMANA essendo che ancora a tutt’oggi che siamo nel 2021 esiste ancora quella stanza degli orrori.

Con il lungo andare, può provocare danni a chi non è in grado di affrontarla con coraggio e forza psicologica e fisica. Un’ esperienza così disumana, deliri, nervosismo, arrivare al punto di parlare da solo, questi possono essere sintomi che si manifestano in alcune persone sottoposte all’isolamento per troppo tempo. E secondo voi questa è una punizione??
Personalmente, io la definisco una “tortura vera e propria”, essendo che a livello psicologico e fisico ti devasta veramente tantissimo!!

Non ci sono veramente parole a tutto ciò, c’è solo da combattere per non diventare pazzo.
E pensare che ci sarebbero altre soluzioni molto più umane che si potrebbero mettere in atto. Una domanda mi sorge spontanea; “ma tutti gli enti che dovrebbero garantire una carcerazione umana a ogni detenuto, dove sono?? Cosa fanno”??

Semplice la risposta …. Se ne fregano, perché noi per loro siamo solo “numeri, matricole per identificarci”.

Non contiamo nulla per lo stato … spendono tante belle parole in tv quando succedono casi dove detenuti vengono picchiati da chi dovrebbe garantire sicurezza al detenuto, o magari quando qualche detenuto stremato si toglie la vita dalla disperazione, allora lì si che si fanno vedere e sentire le alte cariche dello Stato, ma naturalmente come sempre sono solo PAROLE per cercare di coprire realmente quello che è capitato, MA DI FATTI NON NE FANNO, questa è la vera e propria vergogna dello Stato Italiano e degli enti che gestiscono noi detenuti. Gli enti che devono tutelare il detenuto non hanno fatto nulla per evitare tutte queste brutte situazioni.

Il carcere non è uno strumento riabilitativo, anzi, è tutto il contrario in quanto già siamo privi di libertà, e per di più veniamo messi ancora sotto tortura a livello mentale e fisico come sopra citato.

Siamo nel 2021, sarebbe anche ora che nelle carceri Italiane cambiasse qualche cosa, perché andando avanti così si peggiora solamente!!

Cari lettori, questa e la pura verità di come funzionano le cose all’interno di molti carceri.
Spero solo che, prima o poi, chi ha il potere di farlo si metta una mano sulla coscienza e faccia cambiare veramente tante cose nelle carceri Italiane,per poter rendere la detenzione di ogni detenuto dignitosa ma con i fatti e non con le parole come fanno ancora tutt’ora.
Vi ringrazio per la vostra attenzione, sperando nei vostri commenti, suggerimenti, che per noi sono veramente molto importanti e utili.

 

Un saluto allo staff della Fenice che ci è sempre accanto nel bene e nel male!!

 

BRUNO

 

 

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In un bosco nei dintorni di Ginevra, in circostanze casuali, si consuma il cruento omicidio del vicedirettore della HEGA, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di economia sanitaria mondiale.

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L’Autore

Psichiatra, dal 1999 al 2010 è stato direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Abuso di Sostanze dell’Organizzazione mondiale della Salute a Ginevra. In precedenza ha lavorato all’Ospedale psichiatrico di Trieste sotto la direzione di Franco Basaglia e Franco Rotelli, ed è stato a capo del Laboratorio di Epidemiologia e Psichiatria sociale presso l’Istituto Mario Negri.

Membro onorario del Royal College of Psychiatry, attualmente è segretario generale del Lisbon Institute of Global Mental Health. Ha all’attivo oltre duecento articoli su riviste scientifiche internazionali.

Tra i suoi ultimi volumi pubblicati ricordiamo: Psicopolitica. Città, salute, migrazioni (DeriveApprodi, 2019); Sulla povertà della psichiatria (DeriveApprodi, 2017); Discorso globale, sofferenze locali. Analisi critica del Movimento di salute mentale globale (il Saggiatore, 2014).

 

 

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