LE ATTIVITÀ TEATRALI DEL CENTRO DI SALUTE MENTALE (Susanna Brunelli)

LE ATTIVITÀ TEATRALI DEL CENTRO DI SALUTE MENTALE DI VERONA 

 

Questo VIDEO che personalmente ritengo  molto bello  è stato prodotto dall’attività di teatro di un CSM di Verona , per salutare l’anno 2021. Io faccio parte di questo gruppo in quanto ancora utente frequentante oltre al gruppo inglese,  ma non per questo mi limito solo a frequentare, e quando mi hanno dato il foglio da compilare per valutare le attività proposte oltre a mettere le crocette da 0  a 10 , ho scritto questa riflessione che vorrei condividere con voi,  potrete trovare al n.4 del mio “Ventalogo” (per leggere il n. 4 CLICCA QUI) un accenno a quanto scritto qui nello specifico : 

 

Per quanto riguarda il teatro ritengo che sia almeno per me,  una forma espressiva che mi si addice, mi ha fatto e mi sta facendo molto bene , più che  una terapia farmacologica , è molto divertente e coinvolgente  aiuta ad esprimersi al meglio per chi è predisposto e ha voglia di esternare capacità innate , ma anche per chi è un po’ più introverso o è in una fase un po’ difficile della propria vita   ad entrare in una modalità che esce dagli schemi , attivando un nuovo percorso e abituandosi  gradualmente ad entrare in relazione con se stessi e gli altri, chi accetta di mettersi in gioco ne trae sicuramente dei benefici , secondo me , anche per  abituarsi a non aver timore di essere giudicati ,  permette di fare cose che in altri contesti sarebbero fuori luogo , si impara a mettersi nei panni degli altri , aiuta ad entrare in contatto con le proprie emozioni   e inoltre ci si conosce tra noi e poi anche esternamente nasce una sorta di amicizia e supporto.

 

Ermanno , il nostro mitico insegnante è bravissimo e professionale oltre che divertente.

 

Una nota importante è che viene fatto proprio nella sede teatrale , fuori dal CSM e anche questo è da considerare , cosi  le persone che frequentano l’ambiente psichiatrico lo sentono meno stigmatizzante .

Le attività del CSM sono utilissime ma a mio avviso a parte il teatro che è terapeutico per definizione , tutte le altre dovrebbero essere più focalizzate ad una vera riabilitazione,  il fine non è l'attività  stessa  ma  un mezzo per attivare o riattivare le risorse di ognuno  e lo sottolineo .

Devono avere, secondo me,  un valore  riabilitativo che usa lo strumento per arrivare a scopi più nobili che occupare una o due ore del tempo trascorso, mettere in evidenza caratteristiche personali e utilizzarle come modalità per facilitare la Recovery , anzi secondo me dovrebbe essere anche stabilito un tempo , rinnovabile a seconda della risposta della persona che usufruisce il servizio , certo è molto più impegnativo ma  sarebbe meno dispersivo e la persona coinvolta si abitua a ragionare in termini di obiettivi  facendo in modo che non ci sieda su questa possibilità ma ci sia una consapevolezza del motivo per cui si fa’ , questo vale sia per gli utenti ma anche per gli operatori, le persone hanno bisogno di energia e movimento , almeno questo è quello di cui io ho bisogno e ringrazio sempre di questa opportunità , la mia vuole essere una riflessione costruttiva per contribuire al miglioramento del servizio visto che mi è stato chiesto con questo foglio di gradimento .

Come ho detto per il teatro vale anche per l'attività di inglese , tutti gli educatori insegnanti passati e presenti sono ottimi nel svolgere la loro mansione, molto capaci e con una buona attitudine al coinvolgimento,  tuttavia visto che non siamo in una scuola di lingue ma in un centro di salute mentale mi piacerebbe che ci fosse una maggior fusione tra lo scopo di  imparare una lingua straniera che aiuta tantissimo ad allenare il cervello, l'attività ricreativa con quella riabilitativa , stimolare ad esternare il proprio disagio, senza ovviamente forzare, utilizzando la lingua in modo da ottimizzare e facilitare la Recovery.

 

Anche questa la ritengo una utilissima opportunità e sbirciando anche le altre tipo ceramica e pittura rimango affascinata da quello che viene prodotto, anche il laboratorio delle piccole idee lo trovo molto interessante per stimolare la creatività, ma insisto nel dire che lo scopo non è di sfornare artisti , pittori , interpreti o atleti ….. ma piuttosto di acquisire anche delle competenze o allenarsi al piacere di fare le cose in relazione con l'ambiente.

Inoltre credo che allenarsi ad un pensiero critico porta  sicuramente ad una maggiore autonomia e ad un confronto per il bene di tutti .

 

Sempre grazie !

 

Susanna  Brunelli

Verona

 

susi.brunelli@gmail.com

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Commenti: 1
  • #1

    Concetta (domenica, 13 marzo 2022 10:19)

    Brava Susanna. Condivido ciò che hai scritto e ovviamente condiviso. Sei grande in un piccolo mondo.

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A soffrire si impara, e l'infelicità è un'arte che si apprende fin da piccole, grazie all'insegnamento di chi ci ha precedute. Antenate, nonne, zie, prozie si snodano in una processione che arriva da lontano, ognuna con il proprio fardello, fino a chi ci è più vicino: la madre. Una madre svalutante e glaciale nel caso di Serena, protagonista di questa storia. Costretta ad allontanarsene nel tentativo di salvarsi, Serena interrompe i rapporti con lei, recidendo i legami con il passato, gli amici, il paese dell'infanzia pieno di ricordi. Fino a quando la madre terribile muore, e la figlia dopo una lunga assenza ritorna. Per ingaggiare un dialogo interiore con il fantasma della figura più importante della sua vita e scoprirne infine un lato insospettabile. Senza perdere la comicità e l'acume tipici del suo raccontare, Silvia Ziche si misura con il suo primo libro non umoristico, condividendo una storia privata eppure capace di parlare a quella parte indifesa, nascosta in molti di noi, a cui è mancata una carezza. Un viaggio coraggioso alle radici di un'assenza, nel cuore di una domanda che brucia: perché, proprio negli affetti più cari, siamo capaci di dare il peggio di noi.

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