DIPENDENZE E BULLISMO. Dal carcere di Ivrea (Michelangelo D.)

DIPENDENZE E BULLISMO

Dal carcere di Ivrea

 

Come si legge sempre più spesso nelle notizie di cronaca dei giornali, i reati commessi dalle baby gang sono in costante aumento soprattutto nelle grandi città.

DA varieventuali@rossetorri.it

22/2/2022 23:56

A  menteinpace@libero.it  

 

Riflettendo qui, nella mia cella, ripercorrendo il passato, osservando gli evidenti cambiamenti sociali, vedo di fronte a me una società dove si trascorre sempre più tempo davanti alla TV, “assorbiti” da internet, in balia dei social e delle relazioni virtuali. Le figure tradizionali di riferimento: genitori, insegnanti, educatori perdono sempre di più la loro capacità di avere un ruolo centrale nella formazione dell’identità e nella possibilità di trasmettere valori, ideali e regole sane e ben definite.

In questa società “liquida”, dove si è tutti costantemente sottoposti al condizionamento dei media, troppo spesso ci si nutre di veleni , disvalori, falsi miti … come ho fatto io. Alle regole si contrappone il fascino della trasgressione, alle relazioni vere di amicizia basate sul rispetto reciproco si preferiscono le mille relazioni virtuali, il fascino della fiction, delle seduzioni del piacere immediato, del denaro, del potere, del successo a tutti i costi.
Tutto sembra andare nella direzione di una società “liquida” che plasma identità sempre più “liquide”. Questo nuovo modus vivendi genera e accelera certamente atteggiamenti e modi di persone che sentono sempre più la necessità di indossare nuove maschere, di identificarsi in diversi personaggi a seconda delle aspettative, delle pressioni ricevute. Così facendo molti tendono a perdere la propria identità, non sanno più chi sono realmente e quali sono i bisogni più veri e profondi. Si fa di tutto pur di sentirsi accettati, ammirati … ma di fatto ci si sente più soli.

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Michelangelo D.
Uomo Ombra

Tratto da: http://lafenice.varieventuali.it/?p=1164

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Benedetto Saraceno

LE LINGUE DELLA PAURA

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In un bosco nei dintorni di Ginevra, in circostanze casuali, si consuma il cruento omicidio del vicedirettore della HEGA, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di economia sanitaria mondiale.

L’autore materiale è un alto funzionario della stessa agenzia, Andreas Krause, per il quale la vittima rappresenta l’unico ostacolo apparentemente insormontabile alle proprie ambizioni di carriera. Assediato dal timore di essere scoperto e dai sospetti che cominciano ad addensarsi su di lui, si ritrova lentamente risucchiato in un gorgo di paure e ossessioni, che degenera in un’autentica paranoia. Arriva addirittura ad assoldare un killer per sbarazzarsi di un collega che, secondo il suo lucido delirio, sarebbe pronto a denunciarlo. In breve tempo la sua vita privata e professionale va a rotoli, e ogni tentativo di fare marcia indietro e confessare il proprio delitto è vanificato da continue oscillazioni emotive e confusi progetti di fuga. Nel chiuso, ovattato quanto spregiudicato ambiente diplomatico internazionale affiorano intanto intrighi e personaggi di dubbia moralità, disposti a tutto pur di non perdere potere e privilegi. Tra rituali bizantini, scandali messi sotto silenzio e subdoli conflitti d’interesse, emerge un quadro a tinte fosche tratteggiato con inquietante precisione. Nella sua pur riluttante connivenza, di questo perverso mosaico Krause è un tassello fondamentale.

 

Le lingue della paura è un raffinato noir psicologico, una storia intrisa di cinismo, avidità e umana fragilità, con un finale sorprendente.

 

L’Autore

Psichiatra, dal 1999 al 2010 è stato direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Abuso di Sostanze dell’Organizzazione mondiale della Salute a Ginevra. In precedenza ha lavorato all’Ospedale psichiatrico di Trieste sotto la direzione di Franco Basaglia e Franco Rotelli, ed è stato a capo del Laboratorio di Epidemiologia e Psichiatria sociale presso l’Istituto Mario Negri.

Membro onorario del Royal College of Psychiatry, attualmente è segretario generale del Lisbon Institute of Global Mental Health. Ha all’attivo oltre duecento articoli su riviste scientifiche internazionali.

Tra i suoi ultimi volumi pubblicati ricordiamo: Psicopolitica. Città, salute, migrazioni (DeriveApprodi, 2019); Sulla povertà della psichiatria (DeriveApprodi, 2017); Discorso globale, sofferenze locali. Analisi critica del Movimento di salute mentale globale (il Saggiatore, 2014).

 

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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