SELF HELP COOPERATIVA SOCIALE ONLUS

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notizia segnalata da Anna Gatti

movimento nazionale Le Parole Ritrovate

Padova

 

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CHI SIAMO

La realtà del Self help a Verona nasce nel 1990 in ambito psichiatrico per iniziativa di un gruppo di utenti, operatori e medici psichiatri, su sollecitazione dello stesso servizio psichiatrico che constatava i propri limiti istituzionali a risolvere alcuni problemi, quali:

·         prevenire l’ingresso nel circuito psichiatrico di persone con problematiche psico-sociali;

·         contrastare i nuovi processi di cronicità;

·         fornire risposte di senso a bisogni immateriali e soggettivi (affettivi, relazionali, amicali, di ipotesi di vita, ecc.);

·         favorire percorsi individuali di cittadinanza;

·         perseguire obiettivi di inclusione sociale e di superamento dello stigma;

·         rispondere a bisogni sociali concreti nelle aree del lavoro e delle soluzioni abitative alternative alla famiglia.

A partire da queste motivazioni, nasceva nel 1995 l’Associazione di volontariato “Self Help San Giacomo”, intesa come luogo di identificazione sociale non stigmatizzante e di protagonismo sociale di quelli che fino a quel momento erano solamente degli utenti della psichiatria.

Infatti quei bisogni istituzionali sopra espressi andavano ad incrociare il desiderio di molti utenti, in particolare giovani, di riuscire a:

·         superare la connotazione psichiatrica;

·         essere protagonisti nella soluzione dei propri bisogni;

·         intraprendere percorsi di concreta realizzazione dei propri desideri di vita, superando i meri contesti di riabilitazione professionale.

Nel 2001 gli operatori, i soci, i volontari coinvolti nell’esperienza del Self Help danno vita alla Cooperativa Sociale di tipo A “Self Help”. Nel 2010 la cooperativa diventa a scopo plurimo costituendo il ramo B di attività che si occupa dello sviluppo di opportunità lavorative. Sempre in stretto partenariato con i Servizi e gli Enti pubblici; la Cooperativa e l’Associazione implementano progressivamente una rete di risposte al disagio stesso alla quale fanno oggi riferimento, in forme diverse, oltre 1000 persone.

 

 

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SITO WEB DI SELF HELP: http://www.selfhelpverona.it/

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ADRENALINA PURA!!

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Andrea Castellino

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"COSA SI FA DI BELLO?"

anni 2020-2021

PROGETTO: "COSA SI FA DI BELLO?"
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"ANCORA INSIEME" Relazione finale

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Relazione finale
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PROGETTO RESTART AND RECOVERY. Una rete di comunità per la salute mentale
Cooperativa Proposta 80
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ZONA FRANCA 

è un laboratorio di inclusione sociale, in cui si sperimentano forme alternative di partecipazione, protagonismo ed espressione.

 

È ideato e prodotto dalla Cooperativa Proposta 80 

in collaborazione con l’Associazione Culturale Kosmoki 

e dagli

utenti del Servizio di Salute Mentale del Dipartimento di Salute Mentale di Cuneo.

 

Collaborano al progetto la Città di Cuneo, la Cooperativa Momo, MenteInPace, DiAPsi Cuneo e la Casa del Quartiere Donatello.                       

  

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Daniele Mencarelli

Fame d'aria

 Mondadori

Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con "Fame d'aria", Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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