RIFLESSIONI SULLA RISPOSTA DELLA REGIONE PER LE COMUNITÀ PSICHIATRICHE

Sicuramente la risposta della Regione Piemonte alla lettera inviata dalla dott.ssa Nerina Dirindin, coordinatrice del Laboratorio di Capacitazione del progetto “Salute mentale e advocacy nelle comunità”, circa la modifica dello schema di contratto proposto (con Determinazione Dirigenziale della Direzione Sanità Welfare del 14 giugno) ai gestori delle Strutture Residenziali Psichiatriche è da considerarsi una disponibilità a modificare tale schema accogliendo le puntualizzazioni fatte da varie associazioni per la salute mentale.

 

Non entro nel merito invitando a leggere i testi integrali delle lettere (clicca qui).

 

I due punti evidenziati rischiavano di aumentare lo stigma nei confronti degli ospiti delle comunità psichiatriche considerandoli, per il solo fatto di essere pazienti psichiatrici, potenzialmente pericolosi tanto da allertare sempre le forze dell’ordine in caso di loro allontanamento e da predisporre una polizza assicurativa per responsabilità civile in caso di  “danni causati da utenti ad altri ospiti,  agli operatori, a terzi e alle cose”, dando per scontato che i danni possano essere causati solo dagli utenti.

 

Nella risposta della Regione Piemonte si legge che  si   è   preso   buona   nota   delle osservazioni”, dal che si dedurrebbe una condivisione dei punti sollevati. Non solo ma, più avanti, si sottolinea che si è “conformemente data indicazione alle aziende sanitarie”, il che fa supporre un invito alle varie ASL del Piemonte affinché tengano perlomeno conto delle modifiche proposte. Meglio ancora se le adotteranno. Mi rendo conto che questi due punti sono solo una parte dei tanti problemi inerenti non solo il corretto funzionamento delle strutture residenziali psichiatriche ma anche delle strutture territoriali, degli ambulatori, centri diurni, reparti psichiatrici ospedalieri e via dicendo.  Ma ritengo che sia stato utile essere precisi nell’evidenziare la discrepanza tra quanto enunciato nella DGR 84/2021 e le successive indicazioni per la stipula dei contratti.

 

Penso che le varie associazioni che operano nell’ambito della salute mentale in Piemonte e che condividono i punti messi in evidenza, a prescindere che abbiano o meno sottoscritto la lettera inviata alla Regione Piemonte, avranno interesse a verificare, nei loro ambiti territoriali, se le varie ASL accoglieranno l’invito fatto loro dai Dirigenti regionali.

 

I rappresentanti delle associazioni di utenti e familiari, facenti parte del “Coordinamento Regionale Area Psichiatria”, Barbara Bosi (ALMM, Associazione Lotta Malattie Mentali) e Graziella Gozzellino (DiAPsi Piemonte) saranno un punto di riferimento utile per monitorare l’adesione a quanto sollecitato.

 

Mi preme, in ultimo, ricordare positivamente come parecchi volontari della nostra associazione MenteInPace, consultati tramite la chat di whatsapp in data 12 luglio 2022, abbiano aderito nel giro di poche ore. Ciò indica quanto i temi sollevati nella lettera della dott.ssa Dirindin siano aspetti importanti e sentiti.

 

Un altro aspetto vorrei ricordare. Le associazioni di familiari, utenti, operatori e cittadini che operano nella salute mentale hanno tutto l’interesse a muoversi insieme per fare sentire le loro proposte. L’esito della segnalazione alla Regione Piemonte ne è una prova, viste le numerose adesioni sia di Organizzazioni di Volontariato che di singoli cittadini, tra cui numerosi psichiatri.

 

 

Gianfranco Conforti

 

volontario di MenteInPace

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