SALUTE MENTALE: il Cardinal Zuppi all’incontro de 'Le Parole Ritrovate' (ansa.it)

Salute mentale: il cardinal Zuppi all’incontro de 'Le parole ritrovate'

"Più collaborazione tra medici e famiglie. Maggior impegno Cei"

 

COMUNICATO ANSA

 

 segnalato da Antonio De Honestis

sulla chat whatsapp nazionale de Le Parole Ritrovate

 

Difficilmente i promotori potevano immaginare una migliore mattinata conclusiva del 22/o Incontro nazionale a Roma de Le Parole ritrovate. Momento centrale di questa ultima giornata la partecipazione del cardinale Matteo Zuppi, Presidente della Cei. Una partecipazione che il mondo di Parole ritrovate ha accolto come un regalo di straordinaria importanza, sapendo quanto il cardinale, che dopo pochi minuti è diventato per tutti 'don Matteo', è uomo che degli ultimi ha fatto la sua ragione di vita.

In una chiacchierata a più voci fatta con Zuppi alla Sala Umberto sul tema della salute mentale, sono stati condivisi almeno 5 punti in cui i partecipanti si sono reciprocamente riconosciuti.

Il primo, "l'importanza del mettere davvero al centro utenti e familiari in una salute mentale che in Italia ancora in troppi luoghi e troppo spesso vive di un approccio 'medico-centrico' che non aiuta quei percorsi di ripresa sociale oggi noti come percorsi di recovery, capaci di rimettere la persona col disagio al volante della sua vita e riportarla dentro la comunità".

 

Il secondo, "il valore dell'approccio del fareassieme di Parole ritrovate che senza negare il sapere professionale degli operatori crede profondamente in quello esperienziale di utenti e familiari: solo mescolando i due saperi la salute mentale riconsegna dignità responsabilità e cittadinanza alle persone e alle famiglie che vivono un disagio psichico importante".

 

Il terzo, "la volontà da parte della Cei di un maggiore impegno sui temi della salute mentale, con una attenzione alla crescita del disagio nel mondo giovanile.

A partire dal dato di realtà che le problematiche della salute mentale sono tra i principali buchi neri che affliggono almeno 2 milioni di famiglie nelle nostre comunità".

Il quarto, "l'importanza dei progetti che Parole ritrovate ha attivato negli anni in diversi paesi esteri, dal Nord Europa alla Cina, dal Giappone al Brasile sino ai due progetti più importanti: la costruzione di una scuola professionale a Muyeye un poverissimo villaggio in Kenya con i fondi raccolti dalle tante realtà italiane di Parole ritrovate; e la costruzione in India, a Kochin, di un Centro di salute mentale capace di contrastare la risposta manicomiale e anche di accogliere un gruppo di 50 donne 'salvate' da uno dei più terribili manicomi del posto".

 

E infine, quinto punto, "l'impegno di ritrovarsi nel prossimo futuro a Bologna per dare seguito a tutto quanto in un bellissimo incontro tra il card. Zuppi e il mondo di Parole ritrovate che abbiamo cominciato a condividere con la passione che anima sempre le cose che meritano di essere fatte per riportare a pieno titolo nelle nostre comunità chi ne è stato per troppo tempo escluso".    

 

Tratto da: https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2022/11/12/salute-mentale-card.zuppi-a-incontro-le-parole-ritrovate_1578f33f-a23d-4e28-9831-d8462de85d3b.html

 

 

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Daniele Mencarelli

Fame d'aria

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Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con "Fame d'aria", Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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