LE PAROLE RITROVATE: resoconto del 22° Incontro Nazionale (Renzo De Stefani)

Carissime & Carissimi

 

Si è concluso il nostro 22° Incontro nazionale che quest’anno si è finalmente potuto tenere a Roma da giovedì 10 a sabato 12 novembre. Abbiamo condiviso i 3 giorni romani ricchi, come sempre, di emozioni, di gioie quanto di dolori, ma accompagnato dal nostro mantra incrollabile, fiducia e speranza!!!  

DA renzodestefani48@gmail.com

ma 15/11/2022 - 12:21

 

E come non provare fiducia e speranza a sentire le storie di recovery di tanti meravigliosi utenti, le news che tante realtà italiane di Parole ritrovate ci hanno portato, la bellissima storia del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Melegnano che da alcuni anni ha abolito le contenzioni e che ci ha raccontato il suo Direttore, Enrico Giuliani, uomo di grande spessore che ci ha accompagnato nel percorso del Reparto di Melegnano dimostrandoci, fatti alla mano, che quando c’è cuore e testa, tutto è possibile, anche abolire il dramma della contenzione, dagli amici brasiliani di Ijui, presenza abituale ai nostri incontri nazionali, con le ultime iniziative della loro famosa Casa AMA, i racconti di diverse realtà romane/laziali che hanno permesso a tutti noi di contaminarci con alcune esperienze della capitale, che pur non organiche a Parole ritrovate, ci hanno portato stimoli e suggestioni importanti.  E dulcis in fundo la mattinata finale di sabato aperta dalla storia della nascita del coordinamento nazionale delle realtà che in Italia praticano il supporto tra pari, un coordinamento che portando gli ESP (Esperti in Supporto tra Pari) dentro i sistemi di salute mentale ne sovverte inevitabilmente e ovviamente positivamente la cultura e la pratica; a seguire il collegamento con gli amici Giapponesi di Kagoshima dove ha sede Laguna, una casa editrice straordinaria che vorremmo avere anche in Italia e di cui vi parlerò dopo e a finire col Progetto India, l’avventura voluta fortemente dalle Suore Domenicane di Prato, con Madre Paola a tenere dritta la barra e che ha coinvolto tanti pratesi e da alcuni anni anche Parole ritrovate. E quando stavamo per chiudere è arrivata la sorpresa più bella! Matteo Zuppi, Cardinale arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, la Conferenza Episcopale Italiana, è riuscito, facendo sicuramente le corse, a mantenere l’impegno che si era preso di venire a trovarci. Purtroppo molti avevano già lasciato la sala dell’Incontro, ma per chi era rimasto, è stato un bagno di luce e di amore, portati da un uomo che davvero è sempre e comunque dalla parte degli ultimi e che ha piena consapevolezza che le troppe famiglie dove la malattia mentale sta ancora picchiando duramente devono trovare, anche con il suo personale impegno, risposte a cui hanno assoluto diritto. E quando ci siamo lasciati, con l’impegno di ritrovarci a Bologna, per riprendere il discorso appena iniziato abbiamo capito che per la salute mentale italiana poteva nascere, grazie anche a “don Matteo”,  finalmente una nuova stagione.

 

Giovedì 10 novembre pomeriggio

Come da molti anni il giovedì pomeriggio è dedicato alle storie di recovery di tutti gli utenti che lo desiderano. Abbiamo ascoltato storie che, inizialmente vissute nel dramma arrivato improvviso della malattia, un poco alla volta hanno ritrovato la strada della vita, ne hanno ripreso in mano il volante, hanno saputo interpretare quei percorsi di recovery che oggi, in tutto il mondo sono la chiave di volta per riprendere responsabilità, dignità, presenza attiva e riconosciuta nella comunità. Abbiamo ascoltato una ventina di storie e se ce ne fosse stato il tempo avremmo voluto sentirne tante di più! È venuta a trovarci Tiziana Biolghini, consigliere comunale di Roma e delegata della Citta metropolitana alle tematiche sociali (cofinanziatrice assieme al CSV dell’Incontro!), e ancor prima amica carissima da sempre del mondo di Parole ritrovate. Grazie Tiziana della tua presenza e delle parole che ci hai regalato figlie della tuo impegno e della tua vita spesa nei nostri mondi.

 

Venerdì 11 novembre mattina

Anche qui la tradizione si è ripetuta e si sono succeduti gli interventi dei gruppi convenuti a Roma da tanta parte d’Italia. Costretti dai tempi abbiamo dato voce a 12 realtà, una più ricca ed entusiasta dell’altro. Ed è l’entusiasmo del raccontarsi che fa di Parole ritrovate un format unico nel panorama della salute mentale italiana . Abbiamo ritrovato vecchi amici che non vedevamo da anni, abbiamo ascoltato le ultime iniziative nate in tante città italiane, abbiamo in particolare gioito per la presenza di alcuni gruppi che per la prima volta partecipavano a un nostro Incontro. E la prima si sa è sempre la più bella!  Una carrellata molto importante perché da un lato ci fa vedere che Parole ritrovate sono presenti in tante realtà d’Italia e che avere l’occasione di ascoltare e scambiarsi esperienze, dà sempre a tutti l’occasione di cogliere stimoli nuovi, attraverso i quali, se mai l’avessimo perdute, ritrovare la fiducia e la speranza che sono la linfa vitale di Parole ritrovate, che nel nostro approccio del fareassieme trovano cittadinanza piena! Hanno fatto seguito i resoconti dei 2 Incontri nazionali che abbiamo tenuto a Corte Franca in giugno sulle buone e cattive pratiche presenti nei sistemi di salute mentale (e purtroppo le cattive pratiche la fanno ancora da padrone nella maggior parte dei nostri Servizi di salute mentale), e a Verona in ottobre sull’abitare autonomo, un mondo a cui Parole ritrovate tiene particolarmente perché è un percorso ‘obbligato’ per ritrovare spazio vitale nella Comunità e al contempo superare quelle tantissime strutture a cosiddetta alta protezione dove troppo spesso il clima è neo-manicomiale e le persone vi passano anni senza avere la possibilità di riprendersi il diritto alla vita. Una giornata ricca di interventi dal Veneto ma anche da altre regioni italiane che ci hanno fatto conoscere esperienze nuove a cui attingere per migliorare ciascuno a casa sua la propria realtà nel delicato e importante mondo dell’abitare.   Ha chiuso la mattinata un intervento molto atteso: una storia piena di luce che ci ha raccontato Enrico Giuliani il Responsabile del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) di Melegnano che da alcuni anni ha abolito le contenzioni. In Italia ci sono circa 320 SPDC, e nonostante  le tante e autorevoli prese di posizione volte ad abolirvi le contenzioni, sono poco più di 20 gli SPDC che lo stanno facendo. Parole ritrovate quest’anno ha voluto dare spazio particolare a quello che in gergo si chiama  no restraint = no contenzioni. Perché una buona salute mentale non può accettare, non può convivere con le contenzioni, l’atto in assoluto forse più devastante che un utente della salute mentale può subire. Enrico ci ha preso per mano e ci ha raccontato come nel SPDC di Melegnano si è riusciti ad abolirle attraverso alcuni passaggi fondamentali.

Il primo creare un clima di lavoro che veda tutta l’équipe del Reparto convintamente unita nella scelta del no restraint. Il secondo formarsi in tutte le competenze che servono per affrontare la persona in crisi spendendosi nelle buone relazioni, strumento essenziale per evitare di arrivare alla contenzione. Il terzo munirsi di questionari capaci di inquadrare la situazione di ogni ospite del Reparto e di quanto sia a rischio di contenzione. E poi un passaggio fondamentale, il primo a dare il ‘buon esempio’ deve essere chi ha la responsabilità del Reparto. In pratica vuol dire che quando nel Reparto si è a rischio di contenzione, che abbiamo detto è l’atto più devastante in cui può incorrere un utente, il Primario è sempre presente, giorno o notte non fa differenza. Allo stesso modo in cui un Primario chirurgo è chiamato quando si presenta un intervento di particolare impegno. E ancora un dato che ci ha molto colpito. Alla fine dello scorso anno un SPDC a pochi chilometri da quello di Melegnano è stato chiuso e la sua utenza ‘trasferita’ a Melegnano. Nel Reparto chiuso le contenzioni erano pratica normale e il suo responsabile in occasione della chiusura si espresse pubblicamente dicendo che Melegnano non sarebbe certo riuscito ad abolirle. È passato un anno e le contenzioni dell’utenza di quel Reparto sono anche loro scese a zero!!!  A dimostrazione, fatti alla mano, che quando c’è cuore e testa, tutto è possibile, anche abolire il dramma della contenzione!

 

Venerdì 11 novembre pomeriggio

Si parte col collegamento con gli amici brasiliani di Ijui, città del Rio Grande do Sul, presenza ormai abituale ai nostri Incontri nazionali, in carne e ossa prima del Covid, in videoconferenza negli ultimi anni. È sempre un grande piacere ritrovarsi con gli amici brasiliani e ascoltare come la loro Casa AMA e del fareassiemefazerjuntos in portoghese, un punto di riferimento per tanti utenti della salute mentale, stia mettendo in campo sempre nuove iniziative! A seguire il pomeriggio è vissuto di racconti di diverse realtà romane e laziali, Albano e Frosinone per citarne  2 particolarmente attive, che hanno permesso a tutti noi di contaminarci con alcune realtà della capitale e del Lazio, che pur non necessariamente organiche a Parole ritrovate, ci hanno portato stimoli e suggestioni importanti. Si è cominciato con un’esperienza di chiusura di un Centro Diurno realizzata attraverso l’inserimento dei suoi utenti nella vita del quartiere e della comunità. Quello che fa una buona salute mentale territoriale! Uno spazio particolare l’ha occupato il mondo dello sport da sempre legato al mondo della salute mentale, molto spesso per il buon tramite della UISP rappresentata dal suo vicepresidente. Uno spazio che Parole ritrovate è intenzionato a valorizzare sempre di più. Perché sport è protagonismo e fareassieme e noi pure! Esperienza importante quella che ha visto il passaggio di un gruppo di utenti da comunità ad alta protezione ad appartamenti supportati verso l’autonomia. Un contributo importante l’ha portato una rete di associazioni che mettendosi ‘assieme’ è riuscita a costruire ponti tra di loro e più in generale con la comunità. Molto seguito l’intervento di una Cooperativa che si occupa di ragazzi autistici e che è nata ispirandosi ai nostri principi. Gestisce tramite il lavoro dei ragazzi un ‘gigantesco’ orto e un ristorante che merita visitare! E altri interventi sono seguiti e qualcuno il vostro segretario se l’è sicuramente perso. Abbiate pazienza ma l’età colpisce….! Ha dato un suo contributo importante Paola Capoleva, vicepresidente del CSV (Centro Servizi Volontariato) del Lazio che ha contribuito a sostenere finanziariamente l’Incontro (cosa molto importante!) e si è impegnata a seguire sempre più da vicino i nostri mondi (cosa che peraltro già fa e bene da tanti anni). Grazie Paola!

 

Sabato 12 novembre mattina

Difficile immaginare una migliore mattinata conclusiva del nostro 22° Incontro nazionale. Siamo partiti con la storia della creazione, estremamente importante, della rete nazionale di una cinquantina di realtà che praticano il supporto tra pari, ossia il sostegno che persone che hanno vissuto il disagio e fatto percorsi di recovery offrono a loro pari ancora nel pieno del disagio. Sono gli ESP, Esperti in Supporto tra Pari. Francesca Guzzetta che ne è la laboriosa referente ci ha raccontato come è partita la rete e come si è soprattutto consolidata dando attualmente vita a 3 gruppi di lavoro impegnati nel campo della formazione, del riconoscimento istituzionale della figura dell’ESP, della contaminazione di realtà che ancora sono ai margini in tema di supporto tra pari. Una avventura di grande importanza non solo perché Parole ritrovate ne è stata uno dei 2 iniziali promotori, ma soprattutto perché il supporto tra pari è sempre più considerato dalla letteratura internazionale una pratica che porta nei sistemi di salute mentale qualità, percorsi di cura orientati alla recovery, ritorno alla vita per utenti che usufruendo del supporto di loro pari ritrovano fiducia e speranza, responsabilità e cittadinanza! A seguire il collegamento con gli amici giapponesi di Kagoshima con cui da anni abbiamo un rapporto di stretta collaborazione. Ai baci e agli abbracci via etere, accompagnati da Mai, splendido traduttore e accompagnatore di decine di giapponesi in Italia, ci siamo goduti 2 video davvero straordinari (tanto più considerando che il Giappone  è  terra drammaticamente ferma ai manicomi) che ci hanno accompagnato attraverso i vari reparti di Laguna,  una Casa editrice dove lavorano in prevalenza utenti della salute mentale. Si considerano ESP giapponesi, nostri fratelli minori, e sentirli raccontare le loro storie  di ritorno alla vita è stata un’emozione grandissima e di imprese di questo tipo ne vorremmo vedere tante in Italia! Gli amici giapponesi hanno assunto l'approccio del fareassieme di Parole ritrovate e scherzando, ma non troppo, abbiamo pensato che l’anno prossimo potremmo organizzare un incontro di Parole ritrovate italo-giapponese in una  qualche città giapponese, Kagoshima in primis! Grazie amici giapponesi ci avete regalato un’ora che difficilmente dimenticheremo. A seguire il Progetto India, a Kochin nel Kerala, l'ultimo nato delle avventure internazionali di Parole ritrovate. Il Progetto darà vita in una struttura di 3000 mq, messa a disposizione delle Suore Domenicane di Prato, ispiratrici e responsabili del progetto, accoglienza per 50 donne che usciranno da un tragico manicomio e sarà la sede di un  Centro di salute mentale territoriale sul modello italiano e unico modo per contrastare il proliferare dei manicomi.

 

Momento centrale di questa ultima giornata di Incontro la partecipazione del Cardinale Matteo Zuppi, Presidente della CEI (Conferenza Episcopale Italiana). Una partecipazione che il mondo di Parole ritrovate ha accolto come un regalo di straordinaria importanza, sapendo quanto il Cardinale, che dopo pochi minuti è diventato “don Matteo”, è uomo che degli ultimi ha fatto davvero la sua ragione di vita! In una  stimolante chiacchierata a più voci fatta con 'don Matteo' abbiamo condiviso almeno  5 punti in cui ci siamo reciprocamente riconosciuti.

 

1. L'importanza del mettere davvero al centro utenti e familiari in una salute mentale che in Italia ancora in troppi luoghi e troppo spesso vive di un approccio centrato su un approccio medico-centrico che non aiuta quei percorsi di ripresa sociale che oggi sono noti come percorsi di recovery e rimettono la persona col disagio al  volante della sua vita e lo riportano dentro la comunità.  

2. Il valore dell'approccio del fareassieme di Parole ritrovate che senza negare il sapere professionale degli operatori crede profondamente nel sapere esperienziale di utenti e familiari e che solo mescolando i 2 saperi la salute mentale riconsegna dignità, responsabilità e cittadinanza alle persone e alle famiglie che vivono un disagio psichico importante.

3. La volontà da parte della CEI di un maggiore impegno sui temi della salute mentale, con una attenzione alla crescita del disagio nel mondo giovanile. A partire dal dato di realtà  che le problematiche della salute mentale sono tra i principali drammi che affliggono almeno 2 milioni di famiglie nelle nostre comunità.

4. L'importanza dei progetti che Parole ritrovate ha attivato negli anni in diversi paesi esteri, dal Nord Europa alla Cina, dal Giappone al Brasile sino ai 2 progetti più importanti: la costruzione di una scuola professionale a Muyeye un poverissimo villaggio in Kenya con i fondi raccolti dalle tante realtà italiane di Parole ritrovate  e la costruzione in India, a Kochin, del Progetto di cui abbiamo appena parlato.

5. E infine l'impegno di ritrovarsi con “don Matteo” nel prossimo futuro a Bologna per dare seguito a tutto quanto in questo bellissimo incontro abbiamo cominciato a condividere con la passione che anima sempre le cose che meritano di essere fatte per riportare a pieno titolo nelle nostre comunità chi ne è stato per troppo tempo escluso.

 

Prima di lasciarci, come avevamo fatto 15 anni fa a Pechino abbiamo indossato 50 magliette per comporre la scritta “Le Parole ritrovate per una buona salute mentale” che vedrete nella foto allegata assieme a quella con don Matteo.

 

Concludo con alcuni pensieri in libertà. Sono stati 3 giorni tanto belli quanto impegnativi per chi era alla macchina complessa dell’organizzazione. Cito Giovanni (Fiori) per tutti che ha rischiato l’infarto per tutto l’impegno che ha dovuto mettere in campo. Giovanni adesso riposo riposo riposo!!! Giorni che infine hanno dimostrato ai pochi scettici che tutto si può fare, anche a Roma!!!! E infine un invito a tutti quanti, e spero siano tanti, avranno voglia di scrivere i loro pensieri sull’Incontro di Roma. Mandateli a questa mail e io li raggruppo e li giro alla mailing list nazionale.

 

Vi ricordo che il prossimo coordinamento nazionale sarà sabato 10 dicembre dalle 9.30 alle 12.30. Sarà ancora in videoconferenza usando il solito link messo come sempre gentilmente a disposizione da Franco di Verona: 

https://us02web.zoom.us/j/84756110868

Faremo naturalmente un bilancio dell’Incontro di Roma e definiremo il “ritiro spirituale” (che si terrà all’inizio del prossimo anno), alias la 2 giorni di analisi dello stato dell’arte di Parole ritrovate e i progetti che vogliamo mettere in campo per il futuro. 

 

Dal vostro jurassico e sempre più disastrato segretario

Baci tanti

 

Renzo De Stefani

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