INAUGURATA CASA SANTA CHIARA A SALUZZO

“Sappiamo che nella nostra società c’è il bene, ma c’è anche il male. E il male purtroppo fa più notizia del bene. Forse questa goccia, come diceva Madre Teresa di Calcutta, non farà notizia, ma questo poco importa. Ciò che conta è che può essere un luogo di accoglienza e sostegno per donne che hanno bisogno di ricominciare. Per questo abbiamo voluto intitolare questo luogo ad una grande donna, che ha dovuto combattere per la sua vocazione”.

 

DA info@altritasti.it

8/12/2022 18:00

A menteinpace@libero.it

 

Le parole del Vescovo Cristiano Bodo e del Direttore Carlo Rubiolo hanno accompagnato sabato 3 dicembre l’apertura delle porte di Casa Santa Chiara d’Assisi, nuova struttura di accoglienza della Caritas diocesana di Saluzzo in via Fiume 11...

Il cohousing, realizzato grazie ai fondi 8×1000 di Caritas Italiana ed al sostegno della Fondazione CRC, sarà dedicato ad aiutare in modo specifico donne in situazioni di fragilità socio-economica, vittime di abusi, violenza, maltrattate. Un luogo per dare speranza, per restituire fiducia in se stesse e nelle proprie possibilità, un riparo temporaneo per costruire le basi di una ripartenza verso l’autonomia.


All’inaugurazione erano presenti numerose volontarie e volontari della Caritas diocesana che il Direttore Rubiolo ha ringraziato, insieme alla presidente dell’Associazione Avass Tiziana Drago ed ai professionisti che si sono spesi anche pro bono per effettuare i lavori, allestire e rendere sicure e confortevoli le sette stanze e gli ambienti comuni (cucine e bagni) che accoglieranno fino a 15 donne, anche con figli.


Particolarmente significativa è stata la presenza dell’Assessora alle Pari Opportunità Attilia Gullino, del capitano dei Carabinieri Davide Basso, le operatrici del Consorzio Monviso Solidale, le volontarie delle Associazioni Mai+Sole e Penelope a testimonianza del grande lavoro in rete che la Caritas diocesana ha svolto e continua ad auspicare sul territorio per la buona riuscita di queste progettualità.


"Dal 2023 speriamo che Casa Santa Chiara d’Assisi diventi un luogo sicuro e protetto in cui offrire speranza a queste donne. Speriamo che queste stanze rimangano sempre vuote: questo significherebbe che siamo arrivati ad un livello di civiltà che tutti auspichiamo", ha detto il Direttore Carlo Rubiolo, aprendo poi le porte al cohousing che è stato attrezzato all’interno con arredi, mobili ed elettrodomestici per lo più recuperati dal Servizio Mobili della Caritas e decorato con murales e tessuti realizzati da Valeria Cardetti, illustratrice che ha ideato il logo di questo nuovo servizio, ispirandosi alla Porziuncola che si trova all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli di Assisi, luogo in cui Santa Chiara venne accolta dopo la sua scelta di rinuncia e povertà.


Per informazioni su Casa Santa Chiara: 
Centro di Ascolto Caritas diocesana

 

Fonte:

Altritasti Cuneo, Langhe e Roero n° 295 - Anno VI - Giovedì 8 Dicembre 2022, Associazione di Promozione Sociale Altritasti

 

https://www.altritasti.it/index.php/cuneo-e-provincia/5475-inaugurata-casa-santa-chiara-a-saluzzo

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Daniele Mencarelli

Fame d'aria

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Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con "Fame d'aria", Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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