COLLETTIVO "MAI ULTIMI". UNIVERSITÀ DI TORINO

  

DA sostieni@cpdconsulta.it

5/1/2023 17:01

A  menteinpace@libero.it  

 

Gentilissimi, 
Vogliamo portare alla vostra attenzione un’importante iniziativa nata di recente all’interno dell’Università degli Studi di Torino grazie a un collettivo di studenti che vuole promuovere i diritti delle persone con disabilità, DSA (disturbi specifici dell’apprendimento), BES (bisogni educativi speciali), ADHD (disturbo dell’attenzione e dell’iperattività) e disturbi dello spettro autistico. 


Si chiama MAI Ultimi e si è costituito a maggio del 2022 con l’obiettivo di perseguire molteplici finalità, in particolare per combattere le logiche abiliste che continuano a persistere nel mondo universitario, per avere una presenza costante ai tavoli di discussione del diritto allo studio e per sostenere nel suo complesso i cittadini con disabilità. 

 
Adesso intende farsi conoscere ancora di più e raggiungere più persone possibili, quindi chiede la partecipazione di tutti affinché gli studenti con disabilità, DSA, BES, ADHD e/o autistici dell’Università degli Studi di Torino, di qualsiasi dipartimento, entrino a far parte del collettivo MAI Ultimi, mandando una mail a:

 

 mai.ultimiunito@gmail.com oppure in direct sul profilo 

Instagram @maiultimiunito o Facebook @MAI Ultimi


La CPD sostiene con entusiasmo questa nuova realtà studentesca che si propone di portare una maggiore inclusione anche nell’ambito accademico torinese e vi invita pertanto a diffonderne il più possibile la notizia e le sue attività attraverso la vostra opera e i vostri canali. 

 

Per maggiori informazioni vi inviamo il link per la Pagina Facebook di MAI Ultimi ed il questionario.

 

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PROGETTO: "COSA SI FA DI BELLO?"
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"ANCORA INSIEME" Relazione finale

PROGETTO "ANCORA INSIEME"
Relazione finale
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ZONA FRANCA 

è un laboratorio di inclusione sociale, in cui si sperimentano forme alternative di partecipazione, protagonismo ed espressione.

 

È ideato e prodotto dalla Cooperativa Proposta 80 

in collaborazione con l’Associazione Culturale Kosmoki 

e dagli

utenti del Servizio di Salute Mentale del Dipartimento di Salute Mentale di Cuneo.

 

Collaborano al progetto la Città di Cuneo, la Cooperativa Momo, MenteInPace, DiAPsi Cuneo e la Casa del Quartiere Donatello.                       

  

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Daniele Mencarelli

Fame d'aria

 Mondadori

Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con "Fame d'aria", Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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