DISTURBI ALIMENTARI, IL RUOLO DEI SOCIAL (Ilaria Mauri)

DISTURBI ALIMENTARI, IL RUOLO DEI SOCIAL: “IL CONFRONTO CON I MODELLI IDEALI AUMENTA IL RISCHIO DI MALATTIA. LE RAGAZZE PARAGONANO PESO E TAGLIA A QUELLI DELLE INFLUENCER”

Abbiamo deciso ( Il Fatto Quotidiano on line  – NdR) di dedicare un focus proprio alla relazione che intercorre tra social e disturbi alimentari, facendo, con l'aiuto della dottoressa Francesca Farina, psicologa e psicoterapeuta esperta in Disturbi del comportamento alimentare, il punto della situazione; e poi raccogliendo la testimonianza dell'Associazione Erika che, in sinergia con l'Ospedale Niguarda di Milano, affianca pazienti e genitori nel percorso terapeutico.

 

 

DA news.alcologia@gmail.com

4/1/2023 20:20

A  menteinpace@libero.it  

 

di  Ilaria Mauri

 

Ve ne siete accorti anche voi e in tantissimi ci avete raccontato le vostre esperienze: i vestiti sono sempre più strimiziti. Nelle scorse settimane, noi di FqMagazine abbiamo analizzato il fenomeno, provando a spiegare perché questo accade e come sia possibile che le taglie riportate sui cartellini degli abiti si riferiscano a misure ormai sempre più arbitrarie. I brand, infatti, stabiliscono quanti centimetri assegnare ad ogni capo in base a precise strategie di marketing, un gioco pericoloso che ha pesanti effetti sulla psiche, in particolare degli adolescenti, nei quali può anche indurre patologie come disturbi alimentari, autolesionismo e depressione. Un ruolo cruciale, in questo sistema, è giocato dai social network, Instagram e TikTok in primis, dove i giovani non solo assorbono modelli e canoni estetici, ma vengono anche potentemente influenzati dai contenuti che l’algoritmo propone loro incessantemente. L’uso problematico di queste piattaforme può essere considerato, infatti, un fattore di rischio e precipitante del disturbo alimentare, in una fase delicata come la transizione adolescenziale. Per questo abbiamo deciso di dedicare un focus proprio alla relazione che intercorre tra social e disturbi alimentari, facendo, con l’aiuto della dottoressa Francesca Farina, psicologa e psicoterapeuta esperta in Disturbi del comportamento alimentare, il punto della situazione; e poi raccogliendo la testimonianza della dottoressa Margherita Magni, psicoterapeuta e responsabile clinico di Erika Associazione per la lotta ai disturbi del comportamento alimentare ODV, fondata nel 2000 da un gruppo di genitori di pazienti che hanno sofferto di un disturbo alimentare. L’Associazione opera in sinergia con la Struttura Complessa di Dietetica e Nutrizione Clinica del Grande Ospedale Metropolitano di Niguarda ed affianca genitori e pazienti nel percorso terapeutico.

 

(…)

 

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: 

 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/01/04/disturbi-alimentari-il-ruolo-dei-social-il-confronto-con-i-modelli-ideali-aumenta-il-rischio-di-malattia/6895504/

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Daniele Mencarelli

Fame d'aria

 Mondadori

Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con "Fame d'aria", Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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