LE RAGAZZE DI ASTI: tre storie, tre associazioni, per “leggere” il male dell’anima

LE RAGAZZE DI ASTI”

DANIELA ALBERTELLI, ALESSANDRA APPIANO, ELISA SCHININA’

SABATO 18 MAGGIO – ORE 17,30

TEATRO ALFIERI

Con la partecipazione di

Alessandra Casella

Lella Costa

Vanni Cornero

Paolo Milone

 

DA info@lavocedielisa.org

A  menteinpace@libero.it  

 

Circa un anno fa, Daniela ha concluso la sua vita.

Ad ucciderla è stato un male subdolo, che si era insinuato in lei spegnendo il gioioso entusiasmo che le era congeniale. Il volo di Daniela non è stato il culmine di un momento buio, ma il corto circuito di una malattia troppo spesso non riconosciuta come tale, persino da chi ne è colpito.

Il pensiero che ci ha guidati,da allora, è stato quello di accendere un faro per stanare dal buio quel persecutore assassino chiamato depressione.

Per farlo abbiamo iniziato da un passo facile: costituire un gruppo di ascolto per aiutare a riconoscere la depressione.

Non avevamo strumenti tecnici, né conoscenze scientifiche che ci consentissero di immaginare un risultato di successo che andasse oltre la nostra più umana volontà. Invece, forse proprio perché il nostro profondo coinvolgimento era tanto forte ed evidente, trovammo subito molti amici a sostenerci e condividere il nostro obiettivo.

Tra i primi Nanni Delbecchi con la sua associazione “Amici di Salvataggio” ed Antonia Bassignana con “La voce di Elisa”. A questi si sono aggiunte persone con desiderio di fare del bene al prossimo, professionisti, uomini e donne che hanno perso un loro caro travolto dallo stesso male: la malattia mentale e la depressione.

Abbiamo battezzato la nostra associazione “Un libro per Daniela” perché Daniela per i libri aveva tanto amore da desiderare, come è stato, che divenissero il suo lavoro.

Quel che intendiamo fare il diciotto maggio è comunicare il percorso appena compiuto ed immaginare quello futuro coinvolgendo istituzioni e media per condividerlo con un numero di persone sempre più grande. Un obiettivo impegnativo per una associazione che può contare solo sulle proprie risorse.

 

INFO Luciano 328 7554675

Carlotta 329 9467258

 

AMICI DI SALVATAGGIO – ASSOCIAZIONE ALESSANDRA APPIANO

La mattina di domenica 3 giugno 2018 ALESSANDRA APPIANO è fuggita dall’ospedale Villa Turro San Raffaele di Milano, dove era ricoverata per una grave depressione. Il suo corpo senza vita, con il braccialetto identificativo dei degenti e l’ago cannula della fleboclisi, è stato ritrovato sulla tettoia dell’Hotel RAMADA. E’ stato il marito NANNI DELBECCHI, avvisato dalle forze dell’ordine, a dare all’ospedale la notizia del decesso. Da quel momento Nanni e un piccolo gruppo di amici –la vera famiglia di Alessandra e Nanni- non hanno abbandonato l’idea di far nascere questa associazione, e questo luogo virtuale dove Alessandra possa continuare a esistere, e non solo. L’Associazione “Amici di Salvataggio” è nata per questo motivo, e al tempo stesso affinché gli enormi interrogativi senza risposta legati alla fine di Alessandra Appiano vengano affrontati, certi tabù vengano infranti, nella speranza che la medesima maledizione non si abbatta su altri. L’associazione non ha scopo di lucro e persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. In particolare intende promuovere la comunicazione delle problematiche sanitarie, sociali e legali legate al disagio mentale, con attenzione specifica alle disuguaglianze di classe e di genere. In particolare, desidera aprire una finestra sul nesso tra disturbi dell’umore e istinto suicidario e creare momenti di condivisione tra i cosiddetti “SURVIVOR”. In coerenza con la lunga esperienza professionale e di volontariato di Alessandra, l’Associazione si propone diverse attività; incontri, proiezioni, dibattiti, attribuzione di riconoscimenti di carattere sociale, giornalistico e letterario. Il primo novembre 2018 Alessandra è stata accolta nel novero dei cittadini benemeriti e illustri della città di Milano il cui nome è presente nel famedio del Cimitero Monumentale, con questa motivazione letta dal sindaco Giuseppe Sala. “Scrittrice, giornalista, autrice e conduttrice di numerose trasmissioni televisive, vinse nel 2002 il Premio Bancarella con “Amiche di salvataggio”. I suoi libri, tradotti e letti in tutta Europa, esplorano l’universo femminile contemporaneo con arguzia e ironia. Milano nel 2013 le conferì l'Ambrogino d'oro, massima onorificenza civica, per il suo impegno nel volontariato e nel sociale con Fondazione Exodus: sua l’ideazione del Mercato della Solidarietà giunto alla sua XVIII° edizione. Dal 2015 è stata ambasciatrice di OXFAM.”

 

Associazione “La Voce di Elisa ODV”

Salute mentale e prevenzione del disagio psichico

 

L'Organizzazione di Volontariato "La Voce di Elisa ODV" nasce dall'incontro di due storie: la storia di Elisa, che ha sofferto e ha combattuto perché la sua voce fosse ascoltata, e la storia del Progetto Giovani, programma di intervento precoce in età adolescenziale e giovane adulta del Dipartimento di Salute Mentale dell'ASL CN1, che da anni lavora sul territorio della ASLCn1.

Da questo incontro è nata una nuova storia, che vuole radicare sul territorio la cultura del benessere psichico affrontando i problemi e le dinamiche insite del periodo adolescenziale e della prima età adulta, creando spazi di ascolto, intervento, condivisione, immaginazione, costruzione.

“La Voce di Elisa” è un’organizzazione fondata da medici, psicologi, educatori, infermieri e assistenti sociali, con il supporto di genitori e volontari, e la sua attività è indirizzata alla prevenzione del disagio psicologico e delle patologie psichiatriche nei giovani.

Durante tutti questi anni il Progetto Giovani ha cercato di dare spazio e voce alle difficoltà di tanti ragazzi sul territorio: parlare, raccontare, “fare rumore” sulle tematiche della prevenzione e della salute mentale. “Facciamoci conoscere dalla gente, usciamo dal coro, noi con disturbi dell'umore esistiamo, non siamo solo Voci Invisibili” (Elisa Schininà, “Noi, voci invisibili”, Ed. Le Château).

“La Voce di Elisa” rappresenta il tentativo di uscire dagli ambulatori e di affrontare finalmente il tema della prevenzione in salute mentale su tutti i fronti.

L’associazione organizza eventi ed incontri con lo scopo di promuove, tramite campagne e attività, la consapevolezza e la difesa della salute mentale contro lo stigma sociale.

Nel mese di ottobre ricorre il “Festival del rumore”, palinsesto con cui intende promuovere un’azione di sensibilizzazione culturale sul tema del benessere psichico attraverso un nutrito programma di eventi e approfondimenti, legati alla giornata Mondiale della Salute Mentale (Word Mental Health Day), iniziativa che si celebra il 10 ottobre di ogni anno, istituita nel 1992 dalla Federazione Mondiale per la salute mentale (WFMH) e riconosciuta dalla Organizzazione Mondiale della Sanità.

Uno degli obiettivi della associazione è la promozione e la sensibilizzazione sul tema del benessere mentale con un’attenzione particolare al mondo adolescenziale e giovanile.

La salute mentale intesa nell'accezione positiva, come risorsa centrale per consentire a ogni individuo di esprimere il proprio potenziale, sviluppando quelle che l'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) definisce le Life skills (OMS, 1994).

 

 

Un Libro per Daniela

 Associazioe Culturale senza scopo di lucro codice fiscale 92080850057 Sede legale Via Bellini 2 14100 ASTI

 

 Qualche giorno dopo la scomparsa di Daniela alcuni suoi amici insieme ai familiari hanno deciso di fondare questa associazione con lo scopo di ricordarla e di condividere le sue passioni prima fra tutte i libri.

La sua passione per la lettura vive ora nel progetto di “Un Libro per Daniela” creare un libro, una favola, che possa illuminare il cammino di grandi e piccoli.

Oltre ai libri abbiamo deciso di cercare di far luce sull’ombra della depressione.

La nostra visione è quella di un luogo sicuro, un rifugio, dove chiunque possa trovare il supporto di cui ha bisogno, ed anche soltanto un abbraccio. Il nostro impegno è di accogliere con gesti e azioni, anche piccoli, coloro che bussano alla nostra porta, garantendo loro assistenza e consiglio.

Il progetto “Luogo Sicuro” è frutto dell’amore e della determinazione di una persona che ha affrontato una tragedia immensa, lottando contro una malattia spesso non riconosciuta neanche da chi ne soffre.

Un luogo dove la comprensione sostituisce il giudizio, l’accoglienza sostituisce l’alienazione, dove si ritorni ad essere persone.

Un luogo fisico di accoglienza, sostegno, dialogo che è stato realizzato grazie al supporto di amici che si sono resi disponibili ad accogliere le persone che ne hanno l’esigenza.

Un luogo dove esperti e medici dedicano il loro tempo per offrire aiuto e assistenza.

La depressione è una patologia, purtroppo, che può condurre all’ emarginazione sociale e a percezioni distorte del malato, come se fosse arrogante o superiore, o come se provasse un senso di inferiorità rispetto agli altri. In realtà, la causa è una malattia che provoca effetti devastanti.

Tuttavia, non siamo impotenti di fronte a questa realtà.

Daniela, il faro luminoso della nostra missione, ci guida nel viaggio per combattere la depressione. Una lettrice appassionata, trovava conforto e speranza nelle pagine dei suoi amati libri.

Attraverso una serie di eventi e workshop, desideriamo offrire momenti di condivisione, comprensione e speranza. Ogni evento è una tappa verso la luce, un passo verso la comprensione e un invito ad abbracciare chi, al momento, si sente perduto.

 

 

Lo psichiatra e scrittore Paolo Milone

“Il suicidio non è un atto volontario”

 

Paolo Milone, genovese, è uno psichiatra che ha lavorato in un centro di salute mentale e poi in un reparto ospedaliero di psichiatria d’urgenza. Ma Paolo Milone è anche uno scrittore, raro esempio, con Mario Tobino che coniuga la scienza medica della sua specializzazione con la capacità di raccontare le sue esperienze umane nell’esercizio della professione. I due libri che finora ha scritto: “L’arte di legare le persone” e “Astenersi principianti” (pubblicati da Einaudi) sono un indiscutibile successo di critica e pubblico.

“Cercando di non essere troppo tecnico – spiega Milone- la depressione si può definire una alterazione nella funzionalità dei neurotrasmettitori cerebrali. Ha una base genetica, o familiarità, non eccessiva, ma presente. Questa malattia funziona come il virus di un computer: prende il comando della tua mente, influenza la tua volontà, diventi abulico, astenico, hai rallentamenti del pensiero e provi mancanza di speranza e di senso critico.”

“Il malato non ha coscienza di quel che gli accade – prosegue Milone -come un diabetico o un iperteso non si accorge all’inizio di essere diabetico o iperteso. Una volta che la depressione ha preso il comando del cervello, altera tutte le funzioni psichiche: quello che si prova è solo un grande dolore, le idee sono solo tristi, la volontà non esiste più, il pensiero e l’azione sono rallentati, la attenzione è limitata, non hanno alcuna speranza di migliorare. Vivono in un mondo depressivo, doloroso, e in questo modo si avvicinano all’idea del suicidio. Ma l’idea del suicidio è dovuta alla malattia non a loro. Non è la loro volontà che ragiona e decide rispetto al suicidio, ma la depressione”.

“Chi compie questo gesto – sottolinea lo psichiatra - si trova in uno stato oniroide in cui, se fallisce nel suo intento, al risveglio, spesso, non si riconosce più, ed ha paura di quello che ha fatto. Quindi dire che una persona scelga di suicidarsi non solo è sbagliato ma è offensivo verso la persona che compie l’atto. Il potenziale suicida si trova in uno stato psicotico serio per cui devono entrare in campo servizi medici in grado di identificare, capire e curare la patologia”.

 

“Il meccanismo che si innesta è quello del cessare di resistere – conclude Milone – Il malato non pensa: starò bene solo quando sarò morto, ma si domanda perché continua a vivere. Quindi il suicidio è una rinuncia, un abbandono alla corrente. Non è una decisione volontaria”.

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