9-10-11 Ottobre 2014  Viaggio a Trento per l’incontro nazionale de Le Parole Ritrovate

Potrei parlare e scrivere tante pagine su disagi, difficoltà, situazioni al limite che coinvolgono tanta gente a livello nazionale. Tante cose che riguardano la parte psicologica nonché fisica di gravità media e, in certi casi, alta. Anni fa Trento, e in particolare alcune persone, hanno cominciato a creare una rete che potesse aiutare tante di queste situazioni. Nell’arco di una decina d’anni la situazione si è modificata in termini molto vantaggiosi per tante persone che oltre ad aver avuto miglioramenti o casi di guarigione completa si sono loro stessi adoperati per aiutare altri ad uscire dalle loro difficoltà.

Questo Convegno annuale è aperto a qualunque gruppo dove l’utenza è in prima linea per ascoltare e aiutare, appoggiata dai vari servizi. Questi gruppi hanno voluto comunicare cose serie, interessanti e anche emotive.

In quei giorni del Convegno chi vi scrive ha fatto un po’ fatica, sia fisica che psicologica ma realizzata con piacere e positività. Molti scambi e tanta voglia di andare avanti, nonostante la burocrazia che mette ostacoli; tutti noi ci proviamo e faremo del nostro meglio per ottenere ancora altri risultati. Perché tutte le persone, ma soprattutto quelle svantaggiate, hanno bisogno del nostro aiuto. Spero che anche a Cuneo si possa aprire questo tipo di strada, completamente nuova, anche se abbiamo iniziato da poco. Se c’è accordo e si hanno buoni propositi anche noi potremmo fare dei buoni passi in avanti e aiutare sia quelli che ci stanno vicini che tutte le persone che hanno bisogno di noi.

Spero che queste parole facciano riflettere anche gli indecisi perché la noia e l’abbandono non portano a niente. Avere un obiettivo importante dovrebbe raddoppiare le nostre forze.

Un grosso saluto a tutti.

 

 

Roberto Pacifico

MenteInPace, Cuneo

 

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Mario Maffi

1957. UN ALPINO ALLA SCOPERTA DELLE FOIBE

Gaspari Editore

 

Cinquant’anni dopo, i ricordi della ”missione segreta” emergono dalla memoria di Mario Maffi e si trasformano in racconto scritto, inseriti in una rapida rivisitazione autobiografica a tutto campo. “Scendere” in una foiba è come scendere nella storia, cogliendola in uno dei suoi momenti più spietati: i crani mescolati alla ruggine di una bicicletta, le ossa sparse tra cocci di vetro e pagliericci, sono una visione infernale. Per metà tomba e per metà discarica, la foiba rappresenta il rovesciamento dei valori, l’umiliazione dei corpi morti che si aggiunge alla ferocia sui vivi. È una pagina in più che ci restituisce i contorni di una tragedia lontana, attorno alla quale c’è ancora tanto da studiare e da scoprire: una pagina che porta anche noi lettori al fondo della “foiba”, con la suggestione inquietante di un buio carico di significati e di simboli. (dalla Prefazione di Gianni Oliva).

 

Mario Maffi racconta interessanti aneddoti di storia cuneese nel periodo della seconda guerra mondiale sino al dopoguerra, a cui aggiunge la missione segreta nelle foibe, assegnatagli come alpino esperto in speleologia. 

 

Note biografiche sull'autore

 

Mario Maffi,
(Cuneo 1933-2017) ufficiale esperto di mine ed esplosivi, speleologo e fotografo, viene convocato nel 1957 dal ministero della Difesa per una missione segreta che lo porta a diventare inconsapevole testimone di una delle più atroci pagine del secondo dopoguerra: le foibe. Tale esperienza rimase per 50 anni solo nella sua memoria perché coperta dal segreto militare.
È autore di studi storico militari fra cui L’onore di Bassignano - il maggiore piemontese che non volle fucilare gli alpini del Val d’Adige (Gaspari 2010).