Da più parti abbiamo conferma che le malattie mentali sono in continuo aumento, nonostante siano migliorate le conoscenze specifiche e l’efficacia delle cure. Questi fatti dimostrano che le radici sociale e psicologica del disagio psichico hanno aumentato la loro importanza nei confronti della radice biologica. L’impoverimento accresciuto e diffuso di molte popolazioni nel mondo contribuisce a determinare condizioni di maggiore fragilità. Il rapido cambiamento dell’ambiente sociale e culturale e delle abitudini di vita porta ad un crescente isolamento delle persone.

In questa realtà, nonostante il progredire delle conoscenze, troppo frequentemente i pregiudizi contribuiscono a mantenere un’impronta, uno stigma che, isolando socialmente le persone sofferenti ed i loro familiari, aumenta a dismisura le loro difficoltà.

E’ proprio su questo punto che “MenteInPace” cerca di agire. Costituitasi nel 2003 ed iscritta nel Registro Provinciale del Volontariato, l’Associazione è aperta a chiunque sia interessato alle problematiche della sofferenza emozionale. Attualmente i suoi associati sono utenti dei Servizi di Salute Mentale, loro familiari, operatori, studenti, cittadini.

Siamo un’associazione di volontariato, senza fini di lucro, che cerca di costruire e sviluppare informazioni ed iniziative per favorire la conoscenza, la partecipazione, lo scambio di esperienze, la costruzione di una rete sociale di supporto, finalizzando l’attività al superamento del pregiudizio nei confronti della malattia psichiatrica.

Riteniamo che l’esperienza del disagio psichico possa manifestarsi in ogni persona, in momenti particolari della sua esistenza. Questo è un motivo in più che ci unisce nella difesa della salute mentale, un bene comune, non separabile dalla salute fisica e dal benessere sociale, così come afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

 

Cosa facciamo?

 

La nostra attività consiste nell’ideazione, organizzazione e sviluppo di iniziative come feste, mostre, cineforum, attività teatrali svolte dal laboratorio "Fuori per caso", attività sportive e culturali.

Attività svolte con persone che vivono o hanno vissuto esperienze di disagio, con volontari, studenti, operatori delle strutture e dei servizi di salute mentale.

  Montagnaterapia a Bergemolo (CN)

TOTALE VISITE AL SITO

www.menteinpace.it 

146.211

Dati aggiornati al 24-1-2023

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Video Spot di MENTEINPACE

ADRENALINA PURA!!

regia di 

Andrea Castellino

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PROGETTO

"COSA SI FA DI BELLO?"

anni 2020-2021

PROGETTO: "COSA SI FA DI BELLO?"
anni 2020-2021
cosa si fa di bello.pdf
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PROGETTO

"ANCORA INSIEME" Relazione finale

PROGETTO "ANCORA INSIEME"
Relazione finale
ANCORA INSIEME - REL. FINALE.pdf
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PROGETTO RESTART AND RECOVERY. Una rete di comunità per la salute mentale
Cooperativa Proposta 80
PROGETTO Restart and Recovery.pdf
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ZONA FRANCA 

è un laboratorio di inclusione sociale, in cui si sperimentano forme alternative di partecipazione, protagonismo ed espressione.

 

È ideato e prodotto dalla Cooperativa Proposta 80 

in collaborazione con l’Associazione Culturale Kosmoki 

e dagli

utenti del Servizio di Salute Mentale del Dipartimento di Salute Mentale di Cuneo.

 

Collaborano al progetto la Città di Cuneo, la Cooperativa Momo, MenteInPace, DiAPsi Cuneo e la Casa del Quartiere Donatello.                       

  

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CASA DEL QUARTIERE DONATELLO

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Daniele Mencarelli

Fame d'aria

 Mondadori

Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con "Fame d'aria", Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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