LA PAURA (di Sebj)


LA PAURA




Non so se questo quadro verrà mai pubblicato, visto che a me stimola sentimenti strani: 

paura, inquietudine, terrore.

Mi piacerebbe sapere: cosa risveglia in voi?

A me ricorda, quando ero piccolina, dormivo sempre con le braccia e le mani sul mio corpo, perché se un braccio penzolava fuori dal letto avevo paura che qualche cosa me lo prendesse (proprio così, una notte avevo sentito sfiorare, in sogno, il mio braccio da un mostro, o chissà da quale ragno enorme e peloso. Tutto questo è bastato per riempire il mio immaginario e, se devo essere sincera, ancora oggi le mie braccia riposano accanto al mio corpo: potrebbe esserci quel ragno che mi insegue da quando ero piccola)…..

Iniziamo come al solito dalla nascita del mio “quadro”: la preparazione dei materiali, molto accurata in questo caso perché devo assemblare del materiale di recupero e ogni singolo pezzo doveva avere la forma che mi colpiva.

Sentivo il bisogno di comunicare con il suddetto “la paura” per esprimere come mi sento in questo periodo…..

……oggi è sabato, ieri ho provato sentimenti strani, i brividi mentre assemblavo ogni piccola parte:

le figure attentamente legate alla rete per creare il vuoto tra una e l’altra. (la rete significa prigione, solitudine interiore).

Le PIETRE ogni singolo pezzo cercato con cura, nulla lasciato al caso, diciamo pure che ho dato una forma e una vita alla mia paura: IL RAGNO che si trova al centro. Chi è che non ha paura dei ragni? I suoi tentacoli che continuano oltre la pietra verso l’infinito aggrappandosi alla rete trasformandosi in filo spinato (altro segno importante di inquietudine IL FILO SPINATO si trova sempre in primo piano nelle foto dei prigionieri di Auschitz, certo non mi sento  di paragonarmi assolutamente a loro, ma quel filo spinato rende molto bene l’idea di inquietudine)

Il pezzo di marmo, freddo al tatto (le tombe funebri sono quasi sempre di marmo) e diciamolo pure, a chi non è mai capitato di sognare di essere in una tomba chiusa e cercare di spingere per uscire? Le figure delle mani rivolte verso l’alto, quasi cercando aiuto.

Non sono presenti i soliti volti: un volto di donna che guarda diritto verso la sua strada, davanti a sé il volto spezzato e rugoso di un'altra persona, che ha paura del futuro e, stanca ormai di vivere le fatiche di una vita!!!

 

Sebj

MenteInPace, Cuneo

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 Claudio Giunta

«Ma se io volessi diventare una fascista intelligente?»

L'educazione civica, la scuola, l'Italia

Rizzoli, 2021

 

Agile, ironico, allo stesso tempo equilibrato e tagliente, ma soprattutto profondamente antimanicheo, questo libro riflette con intelligenza sugli spazi, i tempi, i metodi e i contenuti di un approccio alla scuola che non sembra più in grado di intercettare i veri bisogni educativi dei ragazzi italiani, e osserva secondo una prospettiva nuova un insegnamento cruciale che fin qui è stato affrontato in maniera sconclusionata, retorica e persino controproducente.

«Ma se io volessi diventare una fascista intelligente, perché mai la scuola e lo Stato dovrebbero impedirmelo?» Claudio Giunta se l'è sentito chiedere da una studentessa alla fine di una lezione in un liceo. Una domanda niente affatto banale – anzi, acuta e attualissima – che avrebbe meritato una risposta chiara e articolata, se un insegnante non l'avesse subito bollata come «provocazione», troncando ogni possibilità di dialogo. Questo libro nasce anche dal desiderio di dare una risposta sensata al quesito che la studentessa ha posto con ovvio intento polemico: «Lo Stato e la scuola» osserva Giunta «non dovrebbero impedirle di diventare una fascista intelligente, ma dovrebbero agire in modo tale da non fargliene venire la voglia, e prima della voglia l'idea».

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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