LA PAURA (di Sebj)


LA PAURA




Non so se questo quadro verrà mai pubblicato, visto che a me stimola sentimenti strani: 

paura, inquietudine, terrore.

Mi piacerebbe sapere: cosa risveglia in voi?

A me ricorda, quando ero piccolina, dormivo sempre con le braccia e le mani sul mio corpo, perché se un braccio penzolava fuori dal letto avevo paura che qualche cosa me lo prendesse (proprio così, una notte avevo sentito sfiorare, in sogno, il mio braccio da un mostro, o chissà da quale ragno enorme e peloso. Tutto questo è bastato per riempire il mio immaginario e, se devo essere sincera, ancora oggi le mie braccia riposano accanto al mio corpo: potrebbe esserci quel ragno che mi insegue da quando ero piccola)…..

Iniziamo come al solito dalla nascita del mio “quadro”: la preparazione dei materiali, molto accurata in questo caso perché devo assemblare del materiale di recupero e ogni singolo pezzo doveva avere la forma che mi colpiva.

Sentivo il bisogno di comunicare con il suddetto “la paura” per esprimere come mi sento in questo periodo…..

……oggi è sabato, ieri ho provato sentimenti strani, i brividi mentre assemblavo ogni piccola parte:

le figure attentamente legate alla rete per creare il vuoto tra una e l’altra. (la rete significa prigione, solitudine interiore).

Le PIETRE ogni singolo pezzo cercato con cura, nulla lasciato al caso, diciamo pure che ho dato una forma e una vita alla mia paura: IL RAGNO che si trova al centro. Chi è che non ha paura dei ragni? I suoi tentacoli che continuano oltre la pietra verso l’infinito aggrappandosi alla rete trasformandosi in filo spinato (altro segno importante di inquietudine IL FILO SPINATO si trova sempre in primo piano nelle foto dei prigionieri di Auschitz, certo non mi sento  di paragonarmi assolutamente a loro, ma quel filo spinato rende molto bene l’idea di inquietudine)

Il pezzo di marmo, freddo al tatto (le tombe funebri sono quasi sempre di marmo) e diciamolo pure, a chi non è mai capitato di sognare di essere in una tomba chiusa e cercare di spingere per uscire? Le figure delle mani rivolte verso l’alto, quasi cercando aiuto.

Non sono presenti i soliti volti: un volto di donna che guarda diritto verso la sua strada, davanti a sé il volto spezzato e rugoso di un'altra persona, che ha paura del futuro e, stanca ormai di vivere le fatiche di una vita!!!

 

Sebj

MenteInPace, Cuneo

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Seguimi con gli occhi

 

di Nadia Galliano

Trama del libro:

Emma è giovane, ma da due anni ha messo in stand by la sua vita. Per la precisione dal giorno in cui ha scoperto – troppo tardi – che suo fratello era malato di HIV. Nico si è spento rapidamente e l’ha lasciata sola all’improvviso.

Con una rabbia primitiva verso una malattia che l’ha colta di sorpresa, senza darle il tempo di capire, Emma si è allontanata da tutto ciò che le era familiare. Durante un lungo percorso, insieme a Met, Carlo, Teresa, Camilla, Federico, Andrea e Adele, cercherà le risposte alle sue domande, scoprendo una realtà molto più ricca e profonda di quanto credesse.

 

Nadia Galliano

 

Nadia Galliano, classe 1988, è un medico di Caraglio (CN).

Si sta specializzando in Psichiatria e collabora con la sezione salute del Corriere della Sera, in particolare riguardo a temi inerenti il virus HIV.
Seguimi con gli occhi è il suo primo romanzo, nato dalla collaborazione con
l’associazione Anlaids.

 

 

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