LA PAURA (di Sebj)


LA PAURA




Non so se questo quadro verrà mai pubblicato, visto che a me stimola sentimenti strani: 

paura, inquietudine, terrore.

Mi piacerebbe sapere: cosa risveglia in voi?

A me ricorda, quando ero piccolina, dormivo sempre con le braccia e le mani sul mio corpo, perché se un braccio penzolava fuori dal letto avevo paura che qualche cosa me lo prendesse (proprio così, una notte avevo sentito sfiorare, in sogno, il mio braccio da un mostro, o chissà da quale ragno enorme e peloso. Tutto questo è bastato per riempire il mio immaginario e, se devo essere sincera, ancora oggi le mie braccia riposano accanto al mio corpo: potrebbe esserci quel ragno che mi insegue da quando ero piccola)…..

Iniziamo come al solito dalla nascita del mio “quadro”: la preparazione dei materiali, molto accurata in questo caso perché devo assemblare del materiale di recupero e ogni singolo pezzo doveva avere la forma che mi colpiva.

Sentivo il bisogno di comunicare con il suddetto “la paura” per esprimere come mi sento in questo periodo…..

……oggi è sabato, ieri ho provato sentimenti strani, i brividi mentre assemblavo ogni piccola parte:

le figure attentamente legate alla rete per creare il vuoto tra una e l’altra. (la rete significa prigione, solitudine interiore).

Le PIETRE ogni singolo pezzo cercato con cura, nulla lasciato al caso, diciamo pure che ho dato una forma e una vita alla mia paura: IL RAGNO che si trova al centro. Chi è che non ha paura dei ragni? I suoi tentacoli che continuano oltre la pietra verso l’infinito aggrappandosi alla rete trasformandosi in filo spinato (altro segno importante di inquietudine IL FILO SPINATO si trova sempre in primo piano nelle foto dei prigionieri di Auschitz, certo non mi sento  di paragonarmi assolutamente a loro, ma quel filo spinato rende molto bene l’idea di inquietudine)

Il pezzo di marmo, freddo al tatto (le tombe funebri sono quasi sempre di marmo) e diciamolo pure, a chi non è mai capitato di sognare di essere in una tomba chiusa e cercare di spingere per uscire? Le figure delle mani rivolte verso l’alto, quasi cercando aiuto.

Non sono presenti i soliti volti: un volto di donna che guarda diritto verso la sua strada, davanti a sé il volto spezzato e rugoso di un'altra persona, che ha paura del futuro e, stanca ormai di vivere le fatiche di una vita!!!

 

Sebj

MenteInPace, Cuneo

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RENZO DE STEFANI E JACOPO TOMASI

 

LE PAROLE RITROVATE

LA RIVOLUZIONE DOLCE DEL FAREASSIEME

NELLA SALUTE MENTALE

 

Prefazione di Fabio Folgheraiter

 

 


Le Parole ritrovate sono un movimento che negli ultimi vent’anni ha cercato di rivoluzionare la salute mentale in Italia. Lo ha fatto    in maniera “dolce”: attraverso la passione e l’impegno quotidiano   di migliaia di persone. Questa rivoluzione si ispira a un principio: dare voce alle persone. Fare in modo che anche utenti e familiari abbiano un ruolo attivo e siano coinvolti nelle decisioni che con- tano attraverso quell’approccio che è diventato noto in tutta Italia come fareassieme. Sembra un principio semplice, ma purtroppo non è scontato. Nell’Italia della salute mentale, che viaggia a molte velocità diverse, ci sono ancora realtà dove le persone che soffrono di disturbi psichici – e le loro famiglie – sono spesso abbandonate    e inascoltate. Lasciate ai margini.

Le Parole ritrovate, in questi vent’anni, hanno messo in atto mol- tissime iniziative per far ritrovare le parole a queste persone. E ascoltare davvero i loro bisogni. Per una salute mentale più umana   e più giusta.

 

Questo libro racconta proprio la storia di Le Parole ritrovategrazie ai contributi – preziosi e variegati – di chi questa rivoluzione l’ha messa in atto con azioni e iniziative concrete: dalle attività nei Dipartimenti, ai convegni, passando per originali traversate dell’o- ceano in barca a vela o viaggi in treno fino a Pechino. Il comune denominatore è che ogni iniziativa ha visto protagonisti medici e utenti, operatori e familiari. Tutti, in questo libro, raccontano un cambiamento possibile. Tante esperienze – in Italia, ma non solo – che prese singolarmente possono sembrare piccole, ma unite l’una all’altra dipingono un quadro di fiducia e speranza.

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