BACI TANTI Il saluto di Renzo De Stefani

Carissime & carissimi

 

Ho viaggiato, come molti di voi sanno, attraverso il mondo della salute mentale per più di 40 anni e ne ho fatto, senza volerlo, ma anche senza poterne col tempo fare a meno, la mia casa.

Il viaggio, come tutti i viaggi sta finendo e le emozioni che sento dentro richiamano l’inquietudine, l’incertezza, la nostalgia ancor prima di essere uscito per l’ultima volta ‘ufficialmente’ da quello che troppe volte orgogliosamente ma erroneamente ho chiamato il ‘mio’ Servizio. Per poi riprendermi almeno nel pensiero e capire quello era semmai il ‘nostro’ Servizio, il Servizio di una città, Trento nel nostro caso, a cui dovevamo offrire tutto il nostro impegno e la nostra passione perché chi aveva perso la voglia di vivere la ritrovasse assieme a noi.

Mentre inevitabilmente penso a cosa riempirà la mia vita a partire dal 1 febbraio, e non capisco ancora se e quando troverò una risposta che mi piaccia, ci sono 2 brevi pensieri che vorrei lasciarvi.

Il primo è un ringraziamento. Per aver imparato attraverso i più profondi dolori della vita i mille significati dell’esistenza. Un ringraziamento a quelle persone che chiamiamo utenti  e che più di qualsiasi libro mi hanno insegnato cosa è la ‘malattia mentale’, a quelle persone che chiamiamo familiari e che mi hanno da sempre stupito per la loro capacità di sopravvivere a dolori che troppo spesso mi sono sembrati intollerabili, a quelle persone che chiamiamo operatori e che quando riescono a cogliere il valore e l’importanza reciproca della relazione profondamente umana che non sempre, ma spesso, si stabilisce tra di loro e il mondo degli utenti e dei familiari, diventano maestri di vita, per loro stessi, per chi soffre al loro fianco, per me quando li colgo in questa sorprendente dimensione, a quelle persone, e sono state tantissime, che hanno attraversato il Servizio per i motivi più diversi e con la loro presenza ci hanno aiutato a tenere sempre aperte le nostre porte e ci hanno aiutato a pagare quel debito che abbiamo acceso durante i tempi bui dei manicomi e che in tante parti di Italia e del mondo ancora non abbiamo finito di pagare.

Il secondo è un augurio. Che quanto di bello, di utile alle donne e agli uomini che sono arrivati da noi rotti nell’animo, a Trento come in qualunque altra città d’Italia e del mondo, abbiamo saputo dare, prosegua nel tempo e trovi percorsi sempre più capaci di riparare quegli animi e di imparare sempre di più a percorrere assieme le strade del recupero, del ritorno alla vita. fareassieme, fiducia e speranza sono state le parole chiave che ci hanno accompagnato per quasi 20 anni. L’augurio è che ci accompagnino ancora e che la casa che ci ospita trovi sempre più vita, gioia, voglia per tutti noi di trovare la chiave del giardino segreto dove ritrovare, se l’abbiamo persa, la voglia di vivere e la capacità di farlo. La nostra casa ovviamente sono Le Parole ritrovate ed è una casa che sa di buono e di dolce e che si aspetta da noi tutto l’amore che merita!

In quaranta anni sono infinite le cose che mi hanno dato gioia in questo nostro mondo e sarei terribilmente sciocco se non cogliessi tutta la fortuna che mi ha accompagnato. E di cui sono debitore in modi e occasioni diverse a ciascuno di voi.

A tutti noi, compreso il vostro vecchio segretario, continuare la partita e fare di questo nostro piccolo grande  mondo di Parole ritrovate un luogo sempre migliore per tutti quelli che lo abitano, qualunque sia l’etichetta che ci portiamo addosso.

Un abbraccio dolce di commozione

Baci tanti

Renzo

PS

Ci troveremo a Bologna in marzo in una data che non siamo ancora riusciti a fissare ma che spero riusciremo a decidere presto e a comunicarvi immediatamente. Ci aspettano tanti impegni e abbiamo bisogno che il nostro movimento trovi tutta la passione e la voglia che gli ha fatto fare straordinarie cose nei suoi 20 anni di vita.

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Marie Francois Delatour

 

Alimentazione e salute mentale

 

Pendragon.Edizioni

 

dalla Newsletter n.623 di PSICORADIO

 

In questa puntata parliamo dei corpi delle persone con un disturbo psichico; quel corpo che è quasi un rimosso, quando si parla di salute mentale. Corpi che troppo spesso sono vittima degli effetti collaterali di psicofarmaci e di cattivi stili di vita di cui ci si occupa troppo poco, come fossero conseguenze inevitabili del disturbo psichico.

Un esempio: alcuni psicofarmaci provocano un forte acquisto di peso, anche 10 o 20 chili, che in breve tempo trasforma il corpo.

Marie Francois Delatour , presidente del CUFO (Comitato Utenti, Familiari e Operatori), che riunisce 34 associazione della salute mentale, insieme alla nutrizionista Anna di Muzio , ha scritto un libro dal titolo “ Alimentazione e salute mentale ”, edito da Pendragon.

“ Lo spunto principale del libro è stata proprio la preoccupazione dei familiari e dei pazienti rispetto agli effetti collaterali di molti psicofarmaci. - racconta Delatour - Da qui nel 2015 è partito un percorso con l’Azienda USL di Bologna, per migliorare il benessere fisico delle persone con disagio psichico, attraverso piani alimentari, diete personalizzate, attività fisica e un continuo monitoraggio degli obiettivi raggiunti dai singoli pazienti.

I risultati sono stati subito evidenti: riduzione del peso, migliore qualità del sonno, un’attività intestinale più regolare e in alcuni casi anche una riduzione delle quantità di farmaci assunti ”. Il programma ha coinvolto famiglie, utenti accolti in gruppi appartamento o in altre strutture residenziali; molti all’inizio del progetto non cucinavano mai in casa e spesso non sapevano realizzare neanche le ricette più semplici. Poi “ hanno scoperto il piacere di cucinare insieme e anche della convivialità della tavola. Il cibo è diventato lo strumento per stare con gli altri”.

“ Alimentazione e salute mentale” non insegna solo a mangiare meglio : una parte del libro è dedicata a teorie di cui oggi si sente parlare sempre più spesso, che collegano alcuni disturbi mentali con il sistema immunitario, lo stato di alcuni organi, primo tra tutti l’intestino, ed i livelli di infiammazione presenti nel corpo. Per esempio, viene ricordata la recente traduzione di un libro di Edward Bullmore - neuropsichiatra, neuroscienziato e dal 1999 professore di psichiatria all'università di Cambridge: La mente in fiamme – un nuovo approccio alla depressione , (Bollati-Boringhieri). Il testo inizia con spiegazioni sul funzionamento del sistema immunitario e con risultati di studi secondo i quali l’infiammazione del corpo puo’ rientrare tra le cause della depressione (per chi vuole approfondire ) .
Secondo questo approccio, curare un disturbo psichico non vuol dire solo attenuarne i sintomi, ma prendersi cura del paziente nel suo complesso, corpo e mente - che non sono ambiti così separati.

 

 

clicca sulla scheda del libro: 

http://www.pendragon.it/libro.do?id=2849

 

Turismo
in Langa

 

Regala un’emozione… nelle Langhe

In occasione del Natale 2019, l’Associazione Turismo in Langa vi propone alcune idee regalo nella meravigliosa cornice delle Langhe e del Roero.

clicca su http://www.turismoinlanga.it/it/regala-unemozione-nelle-langhe/

PANETTONE GELATO

 

Ogni anno a Natale il panettone non può mancare sulla tua tavola, ma quest’anno vorresti cambiare un po’? Eccovi accontentati! Questa è una soluzione velocissima per creare un dessert al cucchiaio goloso e gradito da tutti, a partire da un panettone classico. Ti mostro come preparare il panettone gelato, questa volta farcito con gelato alla stracciatella, ma puoi sbizzarrirti secondo i tuoi gusti, con gelato dai gusti cremosi o alla frutta, oppure utilizzare un panettone al cioccolato, o ancora, un panettone classico all’uvetta, senza canditi, e arricchito con gocce di cioccolato. 

 

Per la ricetta clicca su

https://unabloggerincucina.it/panettone-gelato/