SI INAUGURA CASA AZZURRA A SAVIGLIANO (DiAPsi Fossano-Saluzzo_Savigliano)

Il Centro di Salute Mentale di Savigliano- Fossano da anni, accanto agli interventi di cura, ha organizzato e proposto ai pazienti percorsi riabilitativi così come definiti dall’OMS: “l’insieme di tutte le attività che tendono alla massimizzazione delle opportunità dell’individuo per il suo recupero e alla minimizzazione degli effetti disabilitanti della cronicità: questi obiettivi comportano la gestione ambientale ai livelli individuale, familiare e comunitario”.

Alcune di queste attività hanno avuto come sede dei locali in corso Roma 49 a Savigliano, scelti per la loro connotazione “poco sanitaria” e per la posizione facilmente raggiungibile dalle persone.

 Questi locali, utilizzati per oltre quindici anni, non presentano più, in termini di spazio, le caratteristiche necessarie per lo svolgimento delle attività.

La proposta presentata dall’associazione Di.A.Psi., che da anni collabora con il Servizio, di utilizzare come nuova sede la “casa azzurra” di strada Cavallotta 5 è stata colta favorevolmente.

Questo luogo, oltre ad offrire molti vantaggi in termini di spazi da utilizzare, è anch’esso facilmente raggiungibile, non isolato e consente il trasferimento di tutte le attività già attuate nei locali di corso Roma 49.

Attività come: il laboratorio di cucina, l’attività grafica e la cura del sé, che attualmente vedono un passaggio settimanale di circa 30 pazienti, potranno avere un ulteriore sviluppo, sia per quanto riguarda la partecipazione che il coinvolgimento sempre maggiore delle risorse del territorio.

Questi locali, come i precedenti, potranno essere utilizzati come spazio autogestito da un gruppo di pazienti che regolarmente si trovano durante la settimana e nel weekend, per trascorrere il proprio tempo libero. Questa consuetudine, consolidatasi nel corso degli anni, è coerente con l’obiettivo principale di tutti gli interventi riabilitativi: promuovere l’autonomia delle persone seguite, valorizzandone le risorse, e favorire il loro protagonismo in tutte le aree della vita (casa, lavoro, tempo libero, socialità).

 

Tra gli obiettivi del Centro di Salute Mentale trova da qualche anno un posto importante la Prevenzione declinata in tutte le sue sfumature.

Il “Progetto Giovani” , attuato dal 2013 è in linea con i Piani Nazionali, Regionali e locali di Prevenzione, che prevedono interventi di Prevenzione e promozione alla salute in popolazioni identificate a rischio come quella giovanile.

L’esordio di molte patologie psichiatriche avviene proprio nell’adolescenza e prima età adulta; l’andamento successivo e il rischio di cronicizzazione sono strettamente legati alla risposta che i giovani pazienti ottengono dalle strutture e dagli ambienti con cui entrano in contatto.

Intervenire precocemente significa favorire la prosecuzione di un normale percorso di sviluppo giovanile, offrendo alla persona ulteriori fattori protettivi e rafforzando un positivo inserimento nella comunità.

L'iniziativa è strutturata nelle seguenti attività: 

. interazioni con le risorse del territorio che si occupano di giovani per potenziare un lavoro di rete con associazioni  di  volontariato,  Servizi  dell'Asl  CN1  (Centro  di  Salute  Mentale,  Consultorio Familiare, Ser.D.), Comuni, Consorzio, educatori di strada;

. interventi di prevenzione primaria nelle scuole;

. terventi di prevenzione secondaria e terziaria con l’assunzione in cura di giovani pazienti     da parte del gruppo di lavoro multidisciplinare, al fine di evitare una cronicizzazione;

. colloqui psicologici individuali conoscitivi;

. somministrazione di test psicodiagnostici e scale di funzionamento sociale ai giovani pazienti al primo accesso;

. visite  psichiatriche  periodiche,  psicoterapia  individuale,  interventi  educativi  di  riabilitazione precoce;

. colloqui di supporto alle famiglie per renderli protagonisti attivi nel percorso di cura dei propri figli;

. colloqui psicologici di verifica, somministrazione di scale di funzionamento sociale (re-test) per valutazione dell’efficacia del percorso;

. riunioni mensili di verifica; . verifica finale dei risultati raggiunti.

Dall’inizio del progetto sono stati seguiti 160 giovani di cui il 40% ha terminato il percorso, il 20% è attualmente in carico, il 18% in fase iniziale.

Circa il 22% del totale dei giovani inseriti all’interno del progetto sono invece stati accompagnati ad altri servizi, per alcuni è stata fatta una consulenza e una parte è uscita anticipatamente dal percorso.

Il “Progetto Giovani” è stato individuato dalla Regione Piemonte all’interno delle iniziative di “buona prassi” da prendere come riferimento per altri servizi.

Anche per questo progetto la nuova sede della casa azzurra consentirà un ulteriore sviluppo in quanto permetterà di avere uno spazio ad esso dedicato e la progettazione e l’attuazione di  attività quali il gruppo di discussione di difficile realizzazione nei precedenti locali.

 Per questo progetto, centrale è il rapporto con il territorio, che potrà essere implementato grazie alla realizzazione, in questa sede, di iniziative pensate e realizzate con i soggetti del territorio che si occupano a vario titolo di giovani (associazioni, Educativa di strada ecc.).

Tale luogo permette quindi un intervento di rete coordinato e diffuso e si configura come luogo neutro non connotato dal punto di vista sanitario, non stigmatizzante, una palestra per l’autonomia fondamentale negli interventi precoci con gli adolescenti con un buon livello di funzionamento.

 

Progettare la prevenzione e la riabilitazione nella salute mentale, oltre che a lavorare insieme ai pazienti, significa anche costruire e mantenere una rete sociale in cui il paziente possa nuovamente inserirsi e che possa utilizzare.

La casa azzurra potrà permettere una maggior interazione con il territorio in quanto pensata, non come luogo esclusivo della psichiatria, ma come spazio utilizzabile, oltre che dall’associazione Di.A.psi. anche da altre associazioni del territorio in un’ottica di scambio e collaborazione.

 

Savigliano 19 settembre 2018                                 

Responsabile del Centro di Salute Mentale di Savigliano- Fossano

Dott.ssa Laila Melli.

 

Presidente Associazione Di.A.Psi: Lanfranco Lorenzo

 

 

INAUGURAZIONE UFFICIALE CON LE AUTORITA’

19 OTTOBRE 2018 ORE 11 CASA AZZURRA

VIA CAVALLOTTA 5°

 

SERATA DI PRESENTAZIONE ALLA CITTADINANZA

(Perché questa casa?)

28 OTTOBRE ORE 21 STRUTTURA POLIVALENTE

CRUSA NEIRA PIAZZETTA DELLA MISERICORDIA SAVIGLIANO

 

 

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Anna Bravo Daniele Jalla 

LA VITA OFFESA

Storia e memoria dei Lager nazisti nei racconti di duecento sopravvissuti

 

Franco Angeli

 

"Raccontare poco non era giusto, raccontare il vero non si era creduti. Allora ho evitato di raccontare. Sono stato prigioniero e bon - dicevo".

Il cammino percorso dalia memoria dei Lager è in gran parte indicato da questa oscillazione tra il bisogno di verità e la difficoltà ad affermarla, tra lo sforzo di contrastare l'indifferenza del mondo e il silenzio come protesta; ma anche tra la spinta soggettiva a ricordare e quella opposta a dimenticare. Ostacoli esterni e interni non hanno interrotto questo cammino, facendo arrivare fino a noi un grande e inespresso patrimonio di esperienze.

A quarant'anni di distanza, la raccolta delle storie di vita degli ex deportati promossa dall'Aned in Piemonte, l'ha trasformato in racconto dando voce a tutti, in particolare a coloro - e sono la stragrande maggioranza - che non avevano mai trovato ascolto al di fuori della famiglia e del piccolo gruppo degli amici. Dalla stessa volontà nasce questo libro in cui parlano 200 sopravvissuti, in un montaggio di più di 900 brani tratti dalle 10.000 pagine di trascrizione delle loro testimonianze.

E' un accumulo enorme di notizie, episodi, giudizi, riflessioni ed emozioni; un coro che nasce dall'incontro di voci diverse, un primo abbozzo di memoria collettiva. E insieme, uno spaccato della deportazione italiana, con la sua fisionomia complessa e con i suoi tanti e diversi protagonisti: giovani partigiani e partigiane, intere famiglie ebree, antifascisti di vecchia data, militanti operai, soldati renitenti ai bandi, gente presa a caso nei rastrellamenti. Dalle loro voci - perché di voci si tratta in questa ricerca di storia orale - lo studio dei campi di sterminio può trarre moltissimi spunti capaci di allargarne radicalmente la conoscenza e di rimettere in discussioni valutazioni consolidate.

Ma oggi, in un panorama culturale e politico che inventa un volto umano al fascismo e tollera di convivere con prospettive di distruzione irreversibile, queste testimonianze hanno anche il valore di una denuncia e di un ammonimento.

 

Anna Bravo insegna storia sociale all'Università di Torino; si è occupata, tra l'altro, di resistenza, di cultura dei gruppi non omogenei e di storia orale, pubblicando diversi lavori su questi temi. Ha fatto parte del comitato scientifico che ha diretto la raccolta delle storie di vita promossa dall'Aned del Piemonte.

 

Daniele Jalla lavora presso la Regione Piemonte, dove si occupa di storia e culture locali. Ha svolto ricerche e pubblicato vari lavori di storia orale della cultura operaia.

 

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INGREDIENTI PER 4 PERSONE

320 g di riso Arborio o Carnaroli 700 ml di brodo vegetale 1 cipolla 50 g di grana grattugiato 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva 1 noce di burro ghiacciato 1 bustina di zafferano in polvere o zafferano in pistilli 1 presa di sale grosso.

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