PROSSIMO FILM ALLA PINETINA: LA DONNA ELETTRICA (Comunicato stampa)

Venerdì scorso, 19 luglio, a causa di un problema tecnico, del quale ci scusiamo, è stato necessario modificare la prevista programmazione: è stato proiettato “Conta su di me” anziché “La donna elettrica” che sarà ora proposto il prossimo venerdì 26.

 

 

                                                   

 

Venerdì 26 luglio, presso il parco “La Pinetina”, ore 21.30, è in programma l’ultimo film della rassegna cinematografica estiva “Cinema insieme” proposta da MenteInPace, Centro Diurno S.S.Mentale, Casa del Quartiere Donatello, Comune di Cuneo, Cooperative Sociali Momo, Proposta 80 e Colibrì, ACLI, le Associazioni Spazio Mediazione & Intercultura,  Amnesty International, Se non ora quando?, Arci Gay, con il sostegno di Fondazione CRC e CSV Società Solidale, all’interno del progetto “Ancora Insieme”.

Quest’anno parliamo di vite in bilico, rapporti in continua tensione tra necessità di certezze e bisogni di cambiamento. Storie che si raccontano, attraverso le immagini, per ricordarci la complessità della vita.

 

Sarà proposto “La donna elettrica” di Benedikt Erlingsson, con H. Geirharosdottir, J. Siguroarson, D. Por Jonsson, M. Tryguason Eliasen – Francia Islanda Ucraina – 2018 – Dur. 101’.

 

Racconta la storia di Halla, che sembra una donna come le altre, ma dietro la routine di ogni giorno nasconde una vita segreta: armata di tutto punto compie spericolate azioni di sabotaggio contro le multinazionali che stanno devastando la sua terra, la splendida Islanda. Quando però una sua vecchia richiesta d’adozione va a buon fine e una bambina si affaccia a sorpresa nella sua vita, Halla dovrà affrontare la sua sfida più grande...

 

Come sempre ingresso gratuito.

 

 

In caso di maltempo il film sarà proiettato nel salone del Centro Diurno del S.S.Mentale adiacente al parco.

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Daniele Mencarelli

Fame d'aria

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Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con "Fame d'aria", Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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