ESSERE CREATIVI PER RACCONTARE E RICORDARE (Mario Silvestro)

 

6/4/2020 13:20

DA silvemario@libero.it

A   menteinpace@libero.it   

 

Buongiorno,

penso, come avevamo detto alcuni giorni fa, che la proposta di Paco di raccogliere materiale di varia provenienza relativo a questo particolare e difficile periodo, la sua pubblicazione ora sul sito di MIP e poi, selezionato, sotto forma di e-book o cartacea, sia una buona idea.

Potrebbe essere utile chiedere ad alcune persone un loro contributo, come era stato fatto per "Qualcuno ci saprà ascoltare?".

Anche l'idea di Andrea di contattare/intervistare telefonicamente persone seguite dal servizio, oltre ad essere utile per il contatto che stabilisce, potrebbe contribuire alla raccolta di contributi significativi.

Ma il libro proposto da Beatrice rimane un bel progetto. Certo si è dimostrato difficile da realizzare così come abbiamo provato: il lavoro collettivo rende molto più complessa l'impresa. 

Peraltro i due lavori non sono in contrapposizione, se Ivana ha una qualche idea in proposito, se pensa di poterci lavorare, magari in collaborazione con qualcuno, può farlo: se riuscisse a mettere giù un "canovaccio" del romanzo questo potrebbe poi essere arricchito dai contributi di altri. 

Buona giornata

 

Mario Silvestro

Presidente di MenteInPace, Cuneo

 

Chi volesse inviare scritti, pensieri, poesie che rappresentino i propri vissuti in questo periodo può scrivere a menteinpace@libero.it indicando le proprie generalità ed il luogo di residenza (se non si gradisce che il proprio nome sia visibile specificare).

Gianfranco Conforti

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Farhad Bitani

L'ultimo lenzuolo bianco

Edizioni Neri Pozza

 

«Sono tante, forse troppe, le cose che ho visto nei miei primi trentatré anni di vita. Adesso le racconto. Ho lasciato le armi per impugnare la penna. Traccio i fatti senza addolcirli, senza velarli. Dopo aver vissuto l’infanzia, l’adolescenza e la prima giovinezza nell’ipocrisia, ho un tremendo bisogno di verità».

Inizia così la sconvolgente testimonianza di Farhad Bitani, ex capitano dell’esercito, un giovane uomo che ha attraversato da osservatore privilegiato la storia dell’Afghanistan: dal potere dei mujaheddin ai talebani fino al governo attuale, che vive sotto l’ombrello occidentale.
Farhad nasce a Kabul nel 1986, ultimo di sei fratelli. Suo padre è un generale dell’esercito di Mohammad Najibullah Ahmadzai, il quarto e ultimo presidente della Repubblica Democratica dell’Afghanistan. Ma, con la presa del potere da parte dei 
mujaheddin, nel 1992, le cose cambiano. Solo rinnegando il passato e diventando un mujahed, il padre di Farhad avrà salva la vita.

Da quel momento l’esistenza del giovane Farhad cambia radicalmente. La sua famiglia si trasferisce in una grande casa, presidiata dagli uomini della scorta. È a loro che Farhad chiede in prestito le armi, per i suoi giochi di bambino. Quello che sogna è un futuro da combattente, alla testa di un manipolo di uomini. Sparare, uccidere, avere potere e ricchezza: non c’è nulla che desideri di più. Ma le cose sono destinate a mutare ancora. Quando i talebani strappano il potere ai mujaheddin, la sua famiglia cade in disgrazia. Mentre suo padre si trova in prigione, Farhad conosce la fame, la miseria, l’indottrinamento forzato all’Islam. Condotto allo stadio, viene costretto ad assistere alle lapidazioni del venerdì, le punizioni per gli infedeli, coloro che trasgrediscono le leggi del fondamentalismo. Sarebbe facile cedere all’imbarbarimento, credere a ciò che viene inculcato, diventare come coloro che professano la pace, alimentando la guerra. Ma se fosse possibile un destino diverso? Si può attraversare l’inferno e uscirne redenti?
Da guerriero islamista a dialogatore per la pace, attraverso questo libro possente e drammatico Farhad Bitani offre al mondo il vero volto dell’Afghanistan, raccontando in maniera vivida la guerra civile, la violenza gratuita, le perversioni del potere e l’uso della religione come strumento politico. 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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