I NONNI DEL COVID-19 (poesia di Concetta Stuppia)

I nonni del Covid 19

 

Era il nonno

che portava in bici

il nipotino.

Era la nonna

che cucinava

gli agnolotti per tutti.

Era il nonno che giocava a carte

in attesa di fare il vigile

all’uscita delle elementari

Era la nonna

che faceva la volontaria

alla mensa dei poveri

Era il nonno che

sapeva aggiustare

tutto

Era la nonna

che insegnava

a leggere e contare

Era il nonno

che aveva il seggiolino

a norma

sulla vecchia auto

Era la nonna

che portava i nipoti

in chiesa e

insegnava “l’Angelo di Dio”

Era il nonno

che misurava la pressione

al centro anziani

Era la nonna che ti portava

in campagna

a vedere le galline

Era il nonno

che andava a ballare

il liscio e persino

il chachacha

Era la nonna

che si accollava il dolore dei separati

Era il nonno

che portava i bambini

ai giardinetti

Era la nonna

che si faceva sporgere

le mollette e

stendeva i panni

al sole

Era la nonna

che ti faceva

giocare con le pentole

Era il nonno

che spingeva

il passeggino

al sole

Era la nonna

che ti lasciava

giocare con l’acqua

al lavandino

sullo sgabello

Era la nonna

che ti curava

il ginocchio sbucciato

e ti disinfettava con l’alcool soffiando

sulla ferita

Era il nonno che leggeva

il giornale e puliva

la verdura per il minestrone

Era il nonno

che ti insegnava

a giocare a bocce

Era la nonna

che rammendava

la felpa strappata

giocando

Era il nonno

che portava la pasta al forno

calda calda ai suoi figlioli

Erano loro, i nostri vecchi,

la nostra ricchezza

umana e sociale

Erano i nonni e le nonne

i vecchi e le vecchie

soli o con badanti

ricchi o con pensioni sociali

intubati o no

Che son passati

per un “camino”

Erano e sono i nonni d’Italia

 

Memento homo quia pulvis es et in pulverem reverteris.

(ricordati uomo che sei polvere e polvere ritornerai)

 

 

Concetta Stuppia

 

 

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Commenti: 3
  • #1

    Ivana Dutto (martedì, 24 marzo 2020 14:34)

    Tenera e concreta questa poesia!!
    Va a solleticare le memorie ben nascoste, seppur vive, di cui sono fatte le nostre radici. Ricordi, sapori, profumi, voci, amore puro che hanno fatto di noi la pianta che siamo...

  • #2

    Raffaella (martedì, 24 marzo 2020 18:20)

    Grazie Concetta, è bene ricordare e onorare la figura dei nonni, anche se in questo triste momento, senza i quali la nostra giovinezza non sarebbe stata la stessa, infatti la tenerezza ed il loro affetto per i nipoti non hanno eguali!! Ancora Grazie per le tue sante parole!

  • #3

    Mariella (mercoledì, 25 marzo 2020 13:16)

    Grazie...

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Benedetto Saraceno

LE LINGUE DELLA PAURA

Edizioni Alpha Beta Verlag

 

In un bosco nei dintorni di Ginevra, in circostanze casuali, si consuma il cruento omicidio del vicedirettore della HEGA, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di economia sanitaria mondiale.

L’autore materiale è un alto funzionario della stessa agenzia, Andreas Krause, per il quale la vittima rappresenta l’unico ostacolo apparentemente insormontabile alle proprie ambizioni di carriera. Assediato dal timore di essere scoperto e dai sospetti che cominciano ad addensarsi su di lui, si ritrova lentamente risucchiato in un gorgo di paure e ossessioni, che degenera in un’autentica paranoia. Arriva addirittura ad assoldare un killer per sbarazzarsi di un collega che, secondo il suo lucido delirio, sarebbe pronto a denunciarlo. In breve tempo la sua vita privata e professionale va a rotoli, e ogni tentativo di fare marcia indietro e confessare il proprio delitto è vanificato da continue oscillazioni emotive e confusi progetti di fuga. Nel chiuso, ovattato quanto spregiudicato ambiente diplomatico internazionale affiorano intanto intrighi e personaggi di dubbia moralità, disposti a tutto pur di non perdere potere e privilegi. Tra rituali bizantini, scandali messi sotto silenzio e subdoli conflitti d’interesse, emerge un quadro a tinte fosche tratteggiato con inquietante precisione. Nella sua pur riluttante connivenza, di questo perverso mosaico Krause è un tassello fondamentale.

 

Le lingue della paura è un raffinato noir psicologico, una storia intrisa di cinismo, avidità e umana fragilità, con un finale sorprendente.

 

L’Autore

Psichiatra, dal 1999 al 2010 è stato direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Abuso di Sostanze dell’Organizzazione mondiale della Salute a Ginevra. In precedenza ha lavorato all’Ospedale psichiatrico di Trieste sotto la direzione di Franco Basaglia e Franco Rotelli, ed è stato a capo del Laboratorio di Epidemiologia e Psichiatria sociale presso l’Istituto Mario Negri.

Membro onorario del Royal College of Psychiatry, attualmente è segretario generale del Lisbon Institute of Global Mental Health. Ha all’attivo oltre duecento articoli su riviste scientifiche internazionali.

Tra i suoi ultimi volumi pubblicati ricordiamo: Psicopolitica. Città, salute, migrazioni (DeriveApprodi, 2019); Sulla povertà della psichiatria (DeriveApprodi, 2017); Discorso globale, sofferenze locali. Analisi critica del Movimento di salute mentale globale (il Saggiatore, 2014).

 

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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