IN TEMPO DI COVID 19 (Alice Lorenzin)

Dalla chat whatsApp di MenteInPace

 

IN TEMPO DI COVID 19

 

 

 

 

Piccolo esercizio di stile su eventi di scarso interesse, in tempo di Covid 19 (ovviamente nessuno è costretto, nemmeno per educazione, a leggere queste righe, le scrivo per me, esercizio dicevo).

 

Mi comporto bene, seguo le regole e non esco quasi mai.

I miei giovani dirimpettai, che stanno lì da poco, si sono offerti tramite bigliettino infilato sotto la porta di farmi la spesa. Quasi non li conoscevo prima, la spesa me la lasciano davanti alla porta poi entrano in casa loro e mi avvertono via whatsapp... La cosa mi sembra piuttosto allucinante, che mondo strano.

Non ci vediamo ma ogni giorno adesso ci scambiamo messaggi, perlomeno buongiorno e buona sera. Cerco di fare commenti un pò spiritosi, quando l'umore lo consente, per non essere noiosa.

Oggi invece decido di uscire io per comperare mascherine e ho anche una gran voglia di buon pane fresco.

La farmacia vicina, le mascherine non le ha : domani. La panetteria è chiusa.

Proseguo audacemente verso piazza Galimberti, è un po’ che non mi sono inoltrata così lontano.... A un certo punto, non so perchè, giro a destra e mi ritrovo in via Seminario. Passo davanti al negozio di ferramenta, è aperto. Guardo da fuori e mi accorgo che ha prodotti disinfettanti. Ah, bene, cose utili, entro, mi si dice che ci sono anche le mascherine, due tipi che mi vengono dettagliatamente illustrati, scelgo il modello da 13 €, per come si presenta mi sembra caro ma pare che si possa lavare varie volte a 30° e che scada il 25 luglio. Mi sembra strana, questa scadenza, la mascherina è ben chiusa in una busta sigillata. Leggo l'etichetta, « è costituita da 4 strati di cui 2 di filtro » e ha « una valida protezione antibatterica », è  prodotta a Nichelino da « The Kondor ». Se la produce The Kondor, posso sicuramente stare tranquilla...

Mentre pago, dalla borsa mi cade il telefonino ma non lo sento quindi resta lì, invece io me ne vado, ignara.

Raggiungo la piazza. Vedo una fila di gente. Ognuno si trova a quella che si usa definire distanza di sicurezza dal precedente e dal seguente (che poi sarà veramente così ? magari il nostro comune nemico chiamato Covid viaggia su tratti più lunghi per raggiungere qualche cellula umana nella quale infilarsi per restare vivo e riprodursi).

E' gente che aspetta per fare la spesa al piccolo Mercatò. Decido di andare a

vedere come stanno le cose un po’ più avanti, da Giraudo. È aperto e non c'è quasi nessuno. Al piano c'è un mini market, ben rifornito e sotto, in fondo, oltre al reparto caramelle e dolciumi chiuso, si trova il reparto fresco, salumi, formaggi, gastronomia. Mi viene l'acquolina in bocca, guardo, scelgo, cedo anche alla tentazione del guanciale per cucinarmi una pasta all'amatriciana, e mi accorgo che c'è persino del pane fresco.

Sono a posto.

Mi riavvio, e quando sono in piazza Galimberti vedo col mio telefono qualcuno che si sbraccia, sembra, nella mia direzione. Siccome sono miope, presbite, ho una maculopatia in atto e la cataratta da operare, devo proprio avvicinarmi per accorgermi che è una mia amica. Mi chiede dov'è il mio telefono, sgrano gli occhi e indico la borsa. Mi dice che l'hanno chiamata ; il mio Oppo, la marca del dispositivo –chissà perchè provo antipatia per questa parola, dispositivo – mi aspetta nel negozio di ferramenta. Tra i miei contatti, il signor ferramenta ha chiamato proprio lei che abita come me nel centro storico. Fortuna. E' andata a casa mia e ovviamente non mi ha trovata. Comunque mi spiega la vicenda e mi tocca tornare dal signor ferramenta : non devo ringraziare lui ma il cliente onesto che ha visto l'oggetto a terra e glielo ha consegnato. Ringrazio mentalmente il signor non so chi. Di questi tempi, il telefono serve più del solito.

Tutto è bene ciò che finisce bene, e visto che non sapevo di aver perso il telefono, non mi sono nemmeno agitata....

Bello, una mattinata diversa e avventurosa …

A Pasqua, io e i miei gentili vicini condivideremo lo stesso pranzo pasquale, ordinato alla trattoria Roma e consegnato a casa loro. La mia parte, la depositeranno davanti alla mia porta e quando saranno tornati in casa loro, mi manderanno un messaggio whatsapp. Dopo pranzeremo tutti e tre, tra di noi il muro e commenteremo le pietanze via whatsapp.

 

 

Alice Lorenzin

Volontaria di MenteInPace

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PANDEMIA, PANDE…NOSTRA

Emozioni e riflessioni in tempo di Covid-19

 

Edizioni NEROSUBIANCO

196 pag., formato A4, a colori

 

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Sentire le voci può fare paura. Cristina Contini è una donna che da anni vive a contatto con le voci. La sua storia, la sua sensibilità, la sua decisione di mettersi a servizio delle persone in sofferenza e il suo lavoro in ambito psichiatrico, a disposizione degli ultimi, testimoniano quanto sia importante l'ascolto. L'ascolto per assumere consapevolezza, per affrontare e superare la paura, per far sì che tutte le parti di sé tornino a integrarsi, trovando una coerenza nell'agire e nell'essere. In "Una vita, due vite. Corso e percorso di voci", Cristina Contini si racconta, dall'esperienza del coma fino alla creazione dei primi gruppi di auto-mutuo-aiuto per uditori e alla fondazione dell'Associazione Nazionale Sentire le Voci, che oggi collabora con professionisti e operatori dei dipartimenti di salute mentale delle ASL di tutta Italia e offre accoglienza e aiuto agli uditori e alle loro famiglie. È il racconto di un percorso, la spiritualità, i silenzi, le scelte, la loro intensità, l'importanza delle parole, per arrivare a comprendere la necessità per ciascuno di noi di "sentire" la propria vita.

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Cuneotrekking è il principale portale dedicato alle escursioni nelle Alpi cuneesi. Nato nel 2007 dalla passione per la montagna di Elio e Valerio Dutto, padre e figlio, nel corso degli anni ha visto il team crescere e si è affermato come punto di riferimento per l’escursionismo, superando le 500 escursioni descritte e i 2 milioni di visitatori nei soli primi sei mesi del 2020.

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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