LA “BESTIOLA ‘NCȎRȎNÀ” (poesia di Milli Ballari Abbona)

La “bestiola ‘ncȏrȏnà”

 

 

Ciutȏ ciutȏ, l’è rivà

d’an paiss pitost lȏntan

na “bestiola ‘ncȏrȏnà”

e scatena ‘n bel can can.

Se presenta all’imprȏvis,

cȏma ‘n diluviȏ universal,

el nost bel e car paiss

va nel caos general.

Tüti all’erta: a sentensiȏ le sirene

della tele nasiȏnal,

ma dal video certe scene

nen mȏstrele, a fariȏ menȏ mal.

Poi je ‘l tȏrno della sciensa,

dȏtȏr brau e preparà,

ben dotati d’esperiensa…

ma al prim cȏnseil: devi tüti steune a cà.

Cȏl savȏn laveve ‘l man,

cȏma se feisȏ ‘d pȏrcaciȏn,

dai parent e dagli amis ste lȏntan

se no rivȏma cȏl tampȏn.

A l’han sempre rasȏn lȏr,

ma sȏn tropi a cȏmandè

virologi, epidemiologi, tüti grandi prȏfessȏr,

ma sempre prȏnt a cȏntestè.

Desse proeva d’armȏnia

e nȏi seguȏma i bȏn cȏnsej

fe sparì la pandemia…

e Montalbano da lȏntan a cria:

“l’evi rȏtme gli zebedei”.

Ma la storia l’è nen finìa,

la “bestiola ‘ncȏrȏnà”

l’à tȏcà l’ecȏnȏmia:

el Cȏnt, so pare, a l’è propi sagrinà,

ciama aramba i so amis

per trȏve na strategia

e salvè el nost gran paiss

che, ȏrmai, l’è ‘n agȏnia.

Da tre meis sȏn sarà ‘n cà

e cȏn mi l’Italia intera

a l’han cò fermà: l’attività,

e i seugn? E le speranse? Che chimera!

Me fermȏ si, perché veuj ringrassiè,

cȏn cristiana carità,

chi le dasse tant da fè

per salvè l’ȏmanità

agli infermieri, ai vȏlȏntari e ai dȏtȏr

il mio Grazie pien pien d’amȏr.

 

Milli Ballari Abbona

Cuneo

 (89 anni)

 

Segnalata da Concetta Stuppia, volontaria di MenteInPace

 

Traduzione

 

Zitto zitto è arrivato/ da un paese piuttosto lontano/una bestiola incoronata/ e scatena un bel can can.

Si presenta all’improvviso/ come un diluvio universale/ il nostro bello e caro Paese/ va nel caos generale.

Tutti all’erta: sentenziano le sirene/ della tele nazionale/ ma dal video certe scene/ non mostrarle farebbero meno male.

Poi c’è il turno della scienza/ dottori bravi e preparati/ ben dotati di esperienza/ ma al primo consiglio: dovete starvene tutti a casa.

Col sapone lavatevi le mani/ come se fossimo degli sporcaccioni/ dai parenti e dagli amici state lontani/ se no arriviamo col tampone.

Hanno sempre ragione loro/ ma sono troppi a comandare/ virologi, epidemiologi, tutti grandi professori/ ma sempre pronti a contestare.

Dateci prova d’armonia/ e noi seguiamo i buoni consigli/ fate sparire la pandemia…/ e Montalbano da lontano grida/ mi avete rotto gli zebedei.

Ma la storia non è finita/ la bestiola incoronata/ ha toccato l’economia/ il Conte, suo padre, è proprio preoccupato/ chiama vicini i suoi amici/ per trovare una strategia/ e salvare il nostro grande Paese/ che ormai è in agonia.

Da tre mesi sono chiusa in casa/ e con me l’Italia intera/ hanno anche fermato le attività/ e i sogni? E le speranze? che chimera!

Mi fermo qui, perché voglio ringraziare/ con cristiana carità/ chi si è dato tanto da fare/ per salvare l’umanità/ agli infermieri, ai volontari e ai dottori/ il mio grazie pieno pieno d’amore.

 

 

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Commenti: 3
  • #1

    Concetta (lunedì, 25 maggio 2020 11:04)

    Brava Milli non perché sono amica tua da quasi 50 anni. ....ma perché sei brava!!!!salvare il nostro dialetto rimane per alcuni vecchi ancora il nostro diletto! !!!!

  • #2

    Carla (mercoledì, 27 maggio 2020 10:51)

    Sei unica ! Bravissima e complimenti! Io salvo ancora l'occitano a Dronero



  • #3

    Magda Spedini (giovedì, 28 maggio 2020 11:24)

    Bravissima. Il dialetto piemontese mi ha fatto tornare al tempo della mia giovinezza quando abitavo a Cuneo. Ancora Complimenti

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