UN DONO DI MENTEINPACE PER CONTRASTARE LA SOLITUDINE (Comunicato MenteInPace)

 

 

Il 2020 è stato un anno in cui le nostre attività associative sono state regolari sino alla fine di Febbraio e poi si sono ridotte ai contatti telefonici. Niente più gite, né pranzi sociali, né proiezioni di film al Parco “La Pinetina”. L’unica cosa che si è riusciti a fare è la pubblicazione di un libro (edito dalla casa editrice Nerosubianco) sulla prima ondata della pandemia, in cui sono raccolti scritti di volontari, utenti, familiari oltre che articoli provenienti da varie newsletter di altre associazioni alla nostra mail e pubblicati sul nostro sito.

 

Questo Natale MenteInPace ha deciso di fare un regalo a quegli utenti, seguiti dal Centro Diurno del Servizio di Salute Mentale di Cuneo, che avevano preso parte alle attività da noi organizzate e che vivono soli. Saranno pacchi “personalizzati” perché si cercherà di esaudire gli interessi, le inclinazioni di chi riceve. Così chi si diletta tra i fornelli potrà ricevere un libro di cucina, chi ama l’arte un bonus per comprare specifici volumi, chi ama sferruzzare potrà avere gomitoli o un caldo berrettone e via dicendo.

 

Li porteremo direttamente, cercando di fermarci per fare due parole nel rispetto delle misure di sicurezza. Lo faremo perché pensiamo che il Natale debba essere, malgrado tutto ciò che sta accadendo, una festa in cui ci si scambia affetto, vicinanza ed emozioni e non solo regali. Questi sono importanti per sottolineare l’attenzione che si ha per gli altri ma non sono indispensabili. E soprattutto l’amore per gli altri non lo si misura in Euro; anche un regalo semplice, ma dato con il cuore può fare la differenza.

 

La differenza fra un Natale passato in triste solitudine ed uno vissuto sapendo che qualcuno ti ha pensato.

 

 

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 Matteo Spicuglia

Noi due siamo uno

Storia di Andrea Soldi, morto per un Tso

add editore

 

Il 5 agosto 2015 la città è caldissima, qualcuno è già in vacanza, altri cercano un po’ d’aria nei giardini del quartiere.

Anche Andrea Soldi è seduto su una panchina, ma quella è la “sua” panchina sempre, in ogni stagione. Lì si rifugia quando i pensieri lo assalgono, lì trova conforto e si sente a casa. Andrea soffre da anni di schizofrenia, la madre, il padre e la sorella sono il suo sostegno e piazza Umbria il posto del cuore.

Ha quarantacinque anni, non è violento, non è mai stato pericoloso, eppure, quel 5 agosto morirà a causa di un Trattamento sanitario obbligatorio eseguito da alcuni vigili urbani e dal personale medico. Il processo è arrivato ora alla fase d’appello, ma questa forse è la cosa meno importante della storia.

Dopo la morte, la famiglia Soldi ha trovato alcune pagine che erano il diario di Andrea in cui la trascrizione lucidissima della sofferenza illumina il percorso psicologico e i silenzi che per anni lo avevano avvolto.

Matteo Spicuglia è un giornalista che ha seguito il caso e che non ha voluto fermarsi alla cronaca: a partire da quel diario allarga lo sguardo dalla panchina su cui è morto Andrea alla realtà dei TSO, dalla sua esistenza difficile al mondo della malattia psichica, dalla famiglia torinese alle tante altre che si trovano a convivere con pregiudizi e inadeguatezza dei servizi medici e sociali nella gestione di patologie che soffrono ancora lo stigma sociale.

Nel diario Andrea aveva scritto di sperare che la sua fatica e il suo dolore non passassero invano; questo libro è il motivo per cui ciò non avverrà.

 

Per visualizzare il sito della casa editrice e la pagina dedicata al libro

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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