PAZZIA (Paola Spini)

Ci sentivamo osservati, come animali da laboratorio, e come tali interessanti ai loro occhi. Ma la nostra umanità non li toccava…Scrutavano dentro di noi; ci dissezionavano.

I sentimenti, gli stati d’animo prendevano un altro nome. Diventavano sintomi. E ci ingabbiavano.

Se piangi, sei depressa; se parli, sei euforica; se non parli, sei apatica…ma come cavolo devi essere per uscire da qui dentro? Andare via era l’unico scopo. Poi avremmo scoperto che il male ci seguiva. Il tarlo che avevamo dentro non ci avrebbe più lasciato. Avremmo invocato le odiate pastiglie, per stoppare il cervello che non si ferma mai, e non ti lascia dormire, fino a farti impazzire…per smettere di pensare, di guardare tanto in fondo da vedere anche quello che non c’è. Oppure si spegne. Ti senti nessuno. L’essere più spregevole della terra…e ti vorresti rintanare, nascondere agli occhi degli altri, ai loro sguardi indagatori…

Solo le pastiglie, dopo un po’ di tempo, ti tirano fuori.

È vero, siamo diversi.

Facciamo paura.

Ne ho tanta anch’io.

Di me stessa.

 

Da “Il castello dei poveri”,

opera teatrale della Compagnia di Teatro Sociale GLI INTRONAUTI

 

Tratto da: Paolo Balmas (a cura di), INTRONAUTI, voci da un teatro fuori di scena, Tipolito Europa, Cuneo, 2020, pagg. 70-71

 

 

Si può richiedere il libro INTRONAUTI all'indirizzo ipaziaintro@gmail.com, indicando il numero di copie desiderate e l'indirizzo di spedizione, se fuori Cuneo.

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 Matteo Spicuglia

Noi due siamo uno

Storia di Andrea Soldi, morto per un Tso

add editore

 

Il 5 agosto 2015 la città è caldissima, qualcuno è già in vacanza, altri cercano un po’ d’aria nei giardini del quartiere.

Anche Andrea Soldi è seduto su una panchina, ma quella è la “sua” panchina sempre, in ogni stagione. Lì si rifugia quando i pensieri lo assalgono, lì trova conforto e si sente a casa. Andrea soffre da anni di schizofrenia, la madre, il padre e la sorella sono il suo sostegno e piazza Umbria il posto del cuore.

Ha quarantacinque anni, non è violento, non è mai stato pericoloso, eppure, quel 5 agosto morirà a causa di un Trattamento sanitario obbligatorio eseguito da alcuni vigili urbani e dal personale medico. Il processo è arrivato ora alla fase d’appello, ma questa forse è la cosa meno importante della storia.

Dopo la morte, la famiglia Soldi ha trovato alcune pagine che erano il diario di Andrea in cui la trascrizione lucidissima della sofferenza illumina il percorso psicologico e i silenzi che per anni lo avevano avvolto.

Matteo Spicuglia è un giornalista che ha seguito il caso e che non ha voluto fermarsi alla cronaca: a partire da quel diario allarga lo sguardo dalla panchina su cui è morto Andrea alla realtà dei TSO, dalla sua esistenza difficile al mondo della malattia psichica, dalla famiglia torinese alle tante altre che si trovano a convivere con pregiudizi e inadeguatezza dei servizi medici e sociali nella gestione di patologie che soffrono ancora lo stigma sociale.

Nel diario Andrea aveva scritto di sperare che la sua fatica e il suo dolore non passassero invano; questo libro è il motivo per cui ciò non avverrà.

 

Per visualizzare il sito della casa editrice e la pagina dedicata al libro

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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