PROSSIMO VENERDÌ ULTIMO APPUNTAMENTO DI “CINEMA SOTTO LE STELLE”

 

 

foto di Gianfranco Conforti, volontario di MenteInPace                                                                            

 

 

Venerdì scorso, 6 agosto, c’è stato il terzo appuntamento della Rassegna CINEMA SOTTO LE STELLE, con la proiezione del film  “LE INVISIBILI” di Louis-Julien Petit.

 

Ottima la collaborazione fra utenti e operatori del Centro Diurno, volontari, operatori della Casa del Quartiere Donatello nell’allestire lo spazio per la proiezione.

 

Prima del film è stato proiettato un breve video sugli inserimenti lavorativi attuati dal Servizio di Salute Mentale. La scorsa settimana era stato proiettato un video sul Centro per i Disturbi Alimentari di Cuneo.

 

Proprio dal 6 agosto sono entrate in vigore le nuove norme che richiedono il possesso del GREEN PASS (sia in versione cartacea che digitale, sullo smart phone) anche per la partecipazione ad eventi, seppur all’aperto e con il rispetto del distanziamento e della tracciabilità.

 

La partecipazione è stata nuovamente numerosa. Non sono mancate alcune incomprensioni, ma tutto si è risolto al meglio.

 

La prossima proiezione, prevista per venerdì 13 agosto, ore 21,15 presso il Parco “La Pinetina”, Via Bongiovanni angolo Via Riberi a Cuneo sarà il film COME UN GATTO IN TANGENZIALE di Riccardo Milani.

  .

Trama del film

COME UN GATTO IN TANGENZIALE

 

Giovanni presiede un think tank che sta conducendo per conto del Parlamento europeo uno studio sulla situazione delle periferie italiane, cui verranno concessi fondi a sostegno di attività imprenditoriali per persone in difficoltà economica. Rientrato da Bruxelles, Giovanni scopre che la figlia tredicenne Agnese si è fidanzata con Alessio, un coetaneo del malfamato quartiere romano Bastogi. Giovanni segue Agnese e lungo la strada per Bastogi ha modo di incrociare la vulcanica Monica, madre di Alessio, che gli frantuma il parabrezza dell'auto con una mazza da baseball. Una volta giunto nel palazzo in cui abitano Monica e Alessio, Giovanni tenta di dissuadere la figlia dal frequentare gente di così bassa estrazione sociale. Nemmeno Monica è entusiasta all'idea che il figlio si fidanzi con una persona altolocata, così Giovanni cerca di allearsi con la donna per far ragionare i ragazzi.

 

INFORMAZIONI UTILI

SARÀ NECESSARIO ESSERE PROVVISTI DEL GREEN-PASS.

I posti sono limitati, secondo le normative Covid, a 100 per mantenere il distanziamento. All’accesso viene preso il nome ed un recapito telefonico e viene consegnato un numero per quantificare le presenze. Consigliamo pertanto di arrivare in leggero anticipo.

 

In caso di maltempo le proiezioni si faranno presso il Cinema Don Bosco.

 

La rassegna organizzata da:

 

MenteInPace, ASL CN1- Dipartimento di Salute Mentale, Casa del Quartiere Donatello, Comitato di Quartiere Donatello, Cooperativa “Proposta 80”, Cooperativa Sociale “Momo”, Città di Cuneo

 

con il contributo di

 

Fondazione CRC, Spazio Mediazione & Intercultura, “Se non ora quando?”, Amnesty International,

 

U.S. ACLI, Cinema Teatro Don Bosco.

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Farhad Bitani

L'ultimo lenzuolo bianco

Edizioni Neri Pozza

 

«Sono tante, forse troppe, le cose che ho visto nei miei primi trentatré anni di vita. Adesso le racconto. Ho lasciato le armi per impugnare la penna. Traccio i fatti senza addolcirli, senza velarli. Dopo aver vissuto l’infanzia, l’adolescenza e la prima giovinezza nell’ipocrisia, ho un tremendo bisogno di verità».

Inizia così la sconvolgente testimonianza di Farhad Bitani, ex capitano dell’esercito, un giovane uomo che ha attraversato da osservatore privilegiato la storia dell’Afghanistan: dal potere dei mujaheddin ai talebani fino al governo attuale, che vive sotto l’ombrello occidentale.
Farhad nasce a Kabul nel 1986, ultimo di sei fratelli. Suo padre è un generale dell’esercito di Mohammad Najibullah Ahmadzai, il quarto e ultimo presidente della Repubblica Democratica dell’Afghanistan. Ma, con la presa del potere da parte dei 
mujaheddin, nel 1992, le cose cambiano. Solo rinnegando il passato e diventando un mujahed, il padre di Farhad avrà salva la vita.

Da quel momento l’esistenza del giovane Farhad cambia radicalmente. La sua famiglia si trasferisce in una grande casa, presidiata dagli uomini della scorta. È a loro che Farhad chiede in prestito le armi, per i suoi giochi di bambino. Quello che sogna è un futuro da combattente, alla testa di un manipolo di uomini. Sparare, uccidere, avere potere e ricchezza: non c’è nulla che desideri di più. Ma le cose sono destinate a mutare ancora. Quando i talebani strappano il potere ai mujaheddin, la sua famiglia cade in disgrazia. Mentre suo padre si trova in prigione, Farhad conosce la fame, la miseria, l’indottrinamento forzato all’Islam. Condotto allo stadio, viene costretto ad assistere alle lapidazioni del venerdì, le punizioni per gli infedeli, coloro che trasgrediscono le leggi del fondamentalismo. Sarebbe facile cedere all’imbarbarimento, credere a ciò che viene inculcato, diventare come coloro che professano la pace, alimentando la guerra. Ma se fosse possibile un destino diverso? Si può attraversare l’inferno e uscirne redenti?
Da guerriero islamista a dialogatore per la pace, attraverso questo libro possente e drammatico Farhad Bitani offre al mondo il vero volto dell’Afghanistan, raccontando in maniera vivida la guerra civile, la violenza gratuita, le perversioni del potere e l’uso della religione come strumento politico. 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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