ELOGIO ALLA MIA ANIMA (poesia di Susanna Brunelli)

Elogio alla mia anima

 

Ebbene si, mi voglio auto celebrare, perché dovrei trattenermi dal dirmi che mi voglio bene? Che mi amo, che sono brava? ebbene si

mi levo dall’impaccio e mi dico che mi piaccio.

Cosa mi impedisce di credere che ciò che faccio non è ghiaccio, che si scioglie, ma qualcosa di solido e di valido.

Ma scusa, agli altri dico; ma quanto sei bella, quanto sei bravo, faccio elogi sul tuo modo di comunicare o di vestire, di preparare cose buone da mangiare o di fare cose diverse, ma le mie cose vanno perse?

E se io avessi davanti me stessa che cosa direi?

Mi levo dall’impaccio e mi dico che mi piaccio

Aspetta però, non voglio dar voce al mio Ego ma alla mia anima, è lei la protagonista, la vera e unica presenza che rappresenta la mia essenza.

Non mi importa ciò che si pensa di me,

voglio solo essere ciò che è!

La mia anima che si esprime attraverso il mio corpo per vedere, parlare, toccare, udire, gustare…..non c’è distinzione tra il dire e il fare.

Mi levo dall’impaccio,faccio ciò che dico e dico ciò che faccio!

 

Susanna Brunelli

 

Spiegazione della Poesia

 ELOGIO ALLA MIA ANIMA

 

 

Ho pensato che molto spesso diamo troppa attenzione agli altri e trascuriamo noi stessi, non sempre siamo pronti a riconoscere le cose belle che facciamo, può essere una cosa semplice come fare una torta, un disegno, una attività fisica oppure aver fatto una buona azione nei confronti di qualcuno, anche fosse solo un sorriso o una pacca sulla spalla,essersi messi in ascolto, aver regalato qualcosa senza aspettarsi nulla in cambio.

 

Siamo pronti a vedere nell’altro caratteristiche che vorremmo avere noi e siamo  pronti ad esternare i nostri complimenti per qualcosa che ha fatto.

Ma nasce una sorta di imbarazzo se quel qualcuno siamo noi, pronti ad abbassare il concetto , l’idea che abbiamo di noi stessi, soffocando l’autostima , elemento necessario per sentirsi sempre al posto giusto e al momento giusto.

Cosa c’è di male ad autocelebrarsi un po’, certo fa bene all’ego, ma abbiamo anche un’anima e se le cose le facciamo con il cuore, possiamo dar voce alla parte più autentica, quella ”essenziale che è invisibile agli occhi”

Senza dover per forza piacere a tutti ma accettando di essere ciò che si è ed avendo un concetto sobrio di se stessi.

La nostra anima ha bisogno del corpo fisico per fare le cose qui su questa terra, necessario per usare tutti i nostri sensi, le nostre emozioni e sentire il contatto con l’altro, che è di vitale importanza, perché siamo umani e noi abbiamo bisogno di stare in relazione,

 condividere, imparare, giocare, stare assieme e anche fare assieme.

E allora perché non amarsi e rispettarsi un po’ di più ?

 

Susanna Brunelli

 susi.brunelli@gmail.com

 

Susanna fa parte del Movimento nazionale LE PAROLE RITROVATE.

 

È di Verona

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Commenti: 2
  • #1

    anto (giovedì, 12 agosto 2021 07:35)

    gia sfondi una porta aperta ma non sempre mi piaccio molto più quando mi sento arrabbiata comq si una bella poesia spero che le persone imparino a fare cose assieme altro giorno il parroco mi ha detto che non è come prima penso che dipende se le persone conoscerebbero te e il modo di chiedere senza far Chiasso perché tt abbiamo bisogno di tt .....anche sola .......vado avanti rendendo lieti i miei momenti bella poesia

  • #2

    Gianfranco Conforti (giovedì, 12 agosto 2021 08:33)

    Brava Anto...hai detto bene...tutti abbiamo bisogno di tutti ma anche sola vado avanti...dobbiamo aprirci agli altri ma ricordando che il nostro cammino continua principalmente sulle nostre gambe. Non è grave cadere...è brutto se, rialzandoti (perchè, tranne in rari casi, sempre ci si rialza) non hai imparato dalla tua caduta....Buona giornata...ci sentiamo per telefono...

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Benedetto Saraceno

LE LINGUE DELLA PAURA

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In un bosco nei dintorni di Ginevra, in circostanze casuali, si consuma il cruento omicidio del vicedirettore della HEGA, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di economia sanitaria mondiale.

L’autore materiale è un alto funzionario della stessa agenzia, Andreas Krause, per il quale la vittima rappresenta l’unico ostacolo apparentemente insormontabile alle proprie ambizioni di carriera. Assediato dal timore di essere scoperto e dai sospetti che cominciano ad addensarsi su di lui, si ritrova lentamente risucchiato in un gorgo di paure e ossessioni, che degenera in un’autentica paranoia. Arriva addirittura ad assoldare un killer per sbarazzarsi di un collega che, secondo il suo lucido delirio, sarebbe pronto a denunciarlo. In breve tempo la sua vita privata e professionale va a rotoli, e ogni tentativo di fare marcia indietro e confessare il proprio delitto è vanificato da continue oscillazioni emotive e confusi progetti di fuga. Nel chiuso, ovattato quanto spregiudicato ambiente diplomatico internazionale affiorano intanto intrighi e personaggi di dubbia moralità, disposti a tutto pur di non perdere potere e privilegi. Tra rituali bizantini, scandali messi sotto silenzio e subdoli conflitti d’interesse, emerge un quadro a tinte fosche tratteggiato con inquietante precisione. Nella sua pur riluttante connivenza, di questo perverso mosaico Krause è un tassello fondamentale.

 

Le lingue della paura è un raffinato noir psicologico, una storia intrisa di cinismo, avidità e umana fragilità, con un finale sorprendente.

 

L’Autore

Psichiatra, dal 1999 al 2010 è stato direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Abuso di Sostanze dell’Organizzazione mondiale della Salute a Ginevra. In precedenza ha lavorato all’Ospedale psichiatrico di Trieste sotto la direzione di Franco Basaglia e Franco Rotelli, ed è stato a capo del Laboratorio di Epidemiologia e Psichiatria sociale presso l’Istituto Mario Negri.

Membro onorario del Royal College of Psychiatry, attualmente è segretario generale del Lisbon Institute of Global Mental Health. Ha all’attivo oltre duecento articoli su riviste scientifiche internazionali.

Tra i suoi ultimi volumi pubblicati ricordiamo: Psicopolitica. Città, salute, migrazioni (DeriveApprodi, 2019); Sulla povertà della psichiatria (DeriveApprodi, 2017); Discorso globale, sofferenze locali. Analisi critica del Movimento di salute mentale globale (il Saggiatore, 2014).

 

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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