VOGLIO FARE UN LIBRO LIEVE (poesia di Gabriella Mariani)

VOGLIO FARE UN LIBRO LIEVE

 

Voglio fare un libro lieve

come questa neve

chissà se tiene

se viene o se conviene.

Gli aguzzini dell’anima

volevano depredarmi di tutto

ma sono ancora bella dentro

e perché no di fuori

perché perpetuo

purificazioni solitarie

diligentemente alternate

ad immersioni profonde

nei gorghi della vita.

Franci non è con me se non di tanto in tanto.

Luci non è più.

E dopo l’inferno dello Psichiatrico

non si hanno più occhi per i cieli.

Eppure vivo, eppure scrivo.

Quando cala la sera

nella mia casa troppo vuota

per esorcizzare, per poter dormire

e nel contempo per testimoniare

questa dolce – amara – logorante – assenza – presenza

che sbalestra i sensi e fiacca l’anima

stanca e svilita a volte perfino

con l’angelo che è tutta la mia vita.

So che non posso cadere

ribellarmi o urlare

solo aspettare

e la vita è così…

ma so che la poesia nasce proprio da un vuoto d’amore

che ci obbliga a ricordare la morte

senza paura

che non si urla sui sagrati

non si vende nei mercati alla moda

è l’eterno sospirar della Terra

che muore e che rinasce.

E ci sono ancora giorni di pace.

Io aspetto e coltivo un sogno strano

forse allora non si andrà lontano…

forse in un paese al sole…

dove cantare e contare granelli di sabbia e tempo…

E giocare…

Forse torneremo bambine…

Forse non saremo più sole…

dimenticare… Altrove…

che sono solo una sola e stranita mamma a ore.

 

Gabriella Mariani

 

 

Gabriella Mariani, di origine toscana, nacque a Cuneo il 16 dicembre 1953. Laureata in lettere insegnò in vari Istituti sino al 1994, anno in cui scelse di dedicarsi completamente alla scrittura ed alla pittura. Sue opere letterarie e poetiche sono presenti in varie pubblicazioni antologiche:

·         Poeti e narratori per l’Europa (1989)

·         Antologia del Premio “Marca d’Aleramo” (1999)

·         Antologia del Premio “Le Stelle” (1999)

·         Antologia “Il Golfo” (2000)

·         Antologia della Letteratura Italiana del XX secolo (2000)

·         Agenda “Arte e Pensiero” (2000)

·         Antologia della Letteratura Italiana del XXI secolo (2010)

 

Partecipò attivamente alle attività dell’Associazione “MenteInPace” di Cuneo. Nel settembre del 2011 decise di lasciare Cuneo e partì per il Marocco, ma morì improvvisamente il 13 settembre a Casablanca, dove è sepolta.

 

 

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Commenti: 1
  • #1

    Concetta (venerdì, 13 maggio 2022 19:12)

    E con la terra a volte desolata a volte assetata a volte assolata tra Mediterraneo e Atlantico ricorda questa Cuneo e le nevose un tempo Alpi Occidentali. Là dove il sole tramonta dietro i monti.

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Daniele Mencarelli

Fame d'aria

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Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con "Fame d'aria", Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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