LE PAROLE RITROVATE: 22° INCONTRO NAZIONALE A ROMA

Le Parole ritrovate

22° INCONTRO NAZIONALE

 

 

 

 

Teatro “Sala Umberto”, Via della Mercede, 50

Roma 10 - 11 - 12 novembre

 

 

 

 

 

 

 

PROGRAMMA

 

GIOVEDÌ 10 NOVEMBRE

Ore 13,00 - Apertura lavori

Ore 13,30 - La voce dei protagonisti, interventi, riflessioni, testimonianze.

Storie di Recovery

Ore 17,00 - Riflessioni conclusive della giornata

Ore 17,30 - Fine dei lavori

 

VENERDÌ 11 NOVEMBRE

Ore 9,00 - Cultura e pratica del fareassieme

Contributi a più voci.

Ore 11,30 - Report degli Incontri tenuti nel corso dell’anno.

“Buone e cattive pratiche in salute mentale”

“Verso l’abitare autonomo”.

Ore 12,30 - Superare la contenzione: una proposta

Ore 13,00 - Pausa Pranzo

Incontro di Coordinamento nazionale aperto a quanti desiderano partecipare

Ore 14,00 - Il fareassieme con altri Paesi del Mondo: il Brasile

Ore 15,00 - Incontro con le Realtà del Lazio

Ore 17,00 - Riflessioni conclusive della giornata

Ore 17,30 - Fine dei lavori

 

SABATO 12 NOVEMBRE

Ore 9,00 - Le Parole ritrovate alla 1° Conferenza Nazionale del supporto tra pari in salute mentale

Ore 11,00 - Il fareassieme con altri Paesi del Mondo: il Giappone

Ore 12,00 - Il Progetto India è in dirittura di arrivo

Ore 12,30 - Conclusioni e appuntamento al 2023.

 

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA

Dal Lunedì al Venerdì ore 10:00 - 15:00

Giovanni - cell. 3334792424 e-mail: giovannifiori.gf@gmail.com

Roberto - cell. 3491673276 e-mail: roberto.cuni@apss.tn.it

 

PERCHÈ LE PAROLE RITROVATE

Le Parole ritrovate sono nate per fare incontrare utenti e operatori di servizi di salute mentale, familiari e cittadini.

Le Parole ritrovate credono nel valore del fareassieme, nella valorizzazione dell’esperienza e perciò del sapere di ciascuno, nella costruzione di percorsi di salute mentale che appartengono a tutti.

La malattia mentale ci può dividere o ci può unire, ci può fare sentire profondamente soli, ci può dare occasione e motivo di valorizzare la radice profondamente umana, e quindi comune, presente in ogni esistenza, sana o sofferente che sia.

Le Parole ritrovate danno voce e protagonismo a chi non li ha mai avuti e a chi li ha persi, servono a coinvolgere e a lasciarci coinvolgere da reti allargate di persone, di intelligenze, di sentimenti.

Le Parole ritrovate credono nel cambiamento sempre possibile, vedono non solo il problema ma anche la risorsa, danno valore e significato a ciascuno, credono che assumersi responsabilità sia la strada migliore per crescere assieme.

Si può dire che fare le cose assieme è importante e bello e lì fermarsi. Si può crederci e comportarsi di conseguenza.

Così il disagio psichico ritrova posto e dignità nel quotidiano di tutti noi, in una comunità in cui ciascuno è un po’ più responsabile per tutti.

 

INFORMAZIONI UTILI

 

PER RAGGIUNGERE LA SEDE DEL CONVEGNO

Il Convegno si svolge nel Teatro “Sala Umberto“, in via della Mercede, 50 - Roma. Il Teatro si trova al centro della Città di Roma, a poche centinaia di metri da Piazza di Spagna, dalla Fontana di Trevi, da Piazza del Parlamento, via del Corso, Piazza del Popolo, Piazza Venezia, Ara Pacis e tanto altro. La Zona è a Traffico Limitato, per cui non è raggiungibile con mezzi propri. I titolari di contrassegno speciale di circolazione per persone con disabilità possono chiedere, per i tre giorni, l’autorizzazione ad accedere alla ZTL (Zona Traffico Limitato) chiamando Roma Mobilità tel. 06 57003.

Come si raggiunge il Teatro: Metro A – fermata Barberini o Spagna. Con una magnifica passeggiata si giunge a via della Mercede in pochi minuti. A seconda di dove ci si trovi possono

essere utilizzati gli autobus: 160, 492, 52, 63, 71, 80, 83, 85, C3 che passano o fanno capolinea a Piazza San Silvestro, che è adiacente a via della Mercede.

PER LA PARTECIPAZIONE

Il Convegno è rivolto a utenti, familiari, operatori, cittadini e studenti attivi nella salute mentale. A chi lo richiede verrà rilasciato un attestato di partecipazione per le giornate di effettiva frequenza.

PER ISCRIZIONI

Anche in relazione ad eventuali restrizioni dovute alla situazione pandemica in atto nel periodo del Convegno, si consiglia di effettuare l’iscrizione all’indirizzo Email: iscrizionelprroma@gmail.com

comunicando: nome e cognome, telefono, Email, eventuale associazione o ente di appartenenza. Per i gruppi è necessario indicare i dati di ciascun partecipante.

PER GLI INTERVENTI

Ogni intervento preordinato è gradito, in specie se testimonia esperienze condivise e presentate a più voci. Per segnalare i propri interventi telefonare alla segreteria: Giovanni cell. 3334792424 - Roberto cell. 3491673276. Eventuali contributi Video, Filmati (max 10 minuti) devono essere inviati, entro il 22 ottobre 2022 precisando l’organismo di provenienza, collegandosi al Link e seguendo le istruzioni: https://verbene.it/le-parole-ritrovate-upload/

PER IL PERNOTTAMENTO

E’ consigliato prenotare per tempo, tenuto conto che in quel periodo Roma sarà sede di diversi eventi e potrebbero esserci difficoltà a trovare sistemazioni comode e a prezzi contenuti.

L’offerta è così grande che è sufficiente fare una breve ricerca su Internet.

Chi si trova in difficoltà si può rivolgere a Dora cell. 3356445670, o inviando un messaggio whatsapp, o una e.mail a: doramanzione@alice.it

PER I PASTI

 

Nella zona ci sono diversi Bar. È consigliato limitare al massimo la sosta per il pranzo e tenuto conto della ricchezza della cucina romana meglio puntare tutto sulla cena.

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ADRENALINA PURA!!

regia di 

Andrea Castellino

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PROGETTO

"COSA SI FA DI BELLO?"

anni 2020-2021

PROGETTO: "COSA SI FA DI BELLO?"
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PROGETTO

"ANCORA INSIEME" Relazione finale

PROGETTO "ANCORA INSIEME"
Relazione finale
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PROGETTO RESTART AND RECOVERY. Una rete di comunità per la salute mentale
Cooperativa Proposta 80
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ZONA FRANCA 

è un laboratorio di inclusione sociale, in cui si sperimentano forme alternative di partecipazione, protagonismo ed espressione.

 

È ideato e prodotto dalla Cooperativa Proposta 80 

in collaborazione con l’Associazione Culturale Kosmoki 

e dagli

utenti del Servizio di Salute Mentale del Dipartimento di Salute Mentale di Cuneo.

 

Collaborano al progetto la Città di Cuneo, la Cooperativa Momo, MenteInPace, DiAPsi Cuneo e la Casa del Quartiere Donatello.                       

  

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Daniele Mencarelli

Fame d'aria

 Mondadori

Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con "Fame d'aria", Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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