I GIOVANI E LA SALUTE MENTALE. Il ruolo delle artiterapie (Andrea Castellino)

I GIOVANI E LA SALUTE MENTALE

il ruolo delle arti terapie

 

Riflessioni sull’incontro svoltosi il

10 ottobre 2022

a Cuneo per la

giornata mondiale

della salute mentale

 

 

 

Lunedì 10 ottobre 2022 presso il Palazzo ex “Mater Amabilis”, in via A. Ferraris di Celle n.2 a Cuneo, si è svolto un incontro aperto alla popolazione, studenti/giovani, insegnanti, con l’obiettivo di illustrare e promuovere il ruolo delle arti nei percorsi di cura per la salute mentale dei giovani.

L’incontro è stato promosso dall’ASL.CN1 e dall’AZIENDA OSPEDALIERA S. CROCE E CARLE di CUNEO.

Sono intervenuti: il dottor Francesco Risso (Direttore del dipartimento di Salute Mentale), la dottoressa Corradina Esposito (Primario di psichiatria del S. Croce e Carle), Grazia Setaro (Infermiera SPDC), Veruschka Verista (fotografa) ed Elena Cometti (Regista).

Ho seguito l’incontro insieme alla mia ragazza Cinzia che ha preso appunti. Da questi ho tratto l’articolo che sto redigendo. Si è parlato dell’arteterapia come supporto alla terapia farmacologica.

Con il COVID, si è verificato un aumento del 30% dei disturbi di disregolazione delle persone, soprattutto in quelle fragili e nei giovani (abbandono scolastico, uso di droghe…).

Il reparto psichiatrico dell’Ospedale (SPDC) è un luogo di cura contenitiva nella fase acuta della malattia, ma anche un luogo dove si praticano delle tecniche riabilitative (individuali o in gruppo) per dare delle risposte in aggiunta ai farmaci: l’ARTETERAPIA, a sostegno dell’io. Si tratta di un intervento riabilitativo che viene proposto e concordato con il paziente. L’obiettivo è creare le risorse interne per stare meglio, per esprimere il proprio mondo interno.

L’ambiente terapeutico idoneo non deve essere né repressivo né troppo stimolante.

La creatività è un processo interiore che aiuta ad esprimere le proprie problematiche: arteterapia, bricolage, musicoterapia attiva o recettiva, contengono l’angoscia, sono terapie per prendersi cura del paziente in maniera paraverbale. Sono tecniche espressive per entrare in conoscenza con il mondo emotivo. Anche la scrittura fa parte della riabilitazione psichiatrica: è approfondimento della conoscenza di sé.

Le artiterapie servono anche per mettersi in empatia con il paziente; il posto deve essere accogliente, dove uno si sente ascoltato.

Anche la fotografia creativa emotiva è terapeutica: è un momento divertente e ludico. Lo scatto è un linguaggio personale, la sua più intima essenza; è una scelta personale e unica, è la rappresentazione di sé stessi e della vita quotidiana.

Al giorno d’oggi 91% delle persone scatta con il cellulare, 3% con il tablet, il restante con la macchina fotografica.

Il teatro è un altro efficace supporto alla terapia farmacologica: rappresenta uno spazio protetto ed è un luogo di confronto creativo; è uno scambio che arricchisce e una messa in gioco alla pari. Il teatro è la metafora della vita e rappresenta l’unione tra l’interprete e il pubblico. Il teatro è l’arte della relazione, è incontro: comunicazione diretta, sguardi e sudore. A Cuneo nel 2000, nascono i “Fuori X Caso” gruppo di Teatro Sociale e di Resilienza di cui facevo parte.

L’arteterapia in tutte le sue forme rappresenta un grande supporto alla terapia farmacologica. Si tratta di essere creativi in diversi canali di comunicazione. Si devono usare nuovi linguaggi più vicini ai giovani e in modo variegato.

 

                                               Andrea Castellino

Volontario dell’Associazione MenteInPace di Cuneo

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