“TI DO LA MIA PAROLA”. Concerto Coro Afasici e Voci Bianche a Fossano

Iniziativa nell’ambito di un progetto per i volontari di domani

“Ti do la mia parola”,

50 voci per Natale e per il volontariato

Concerto il 18 dicembre ore 17

all’Istituto Vallauri, Aula Magna, Via San Michele 68 Fossano

insieme: Coro degli Afasici e Coro di Voci bianche FFM

 

Per informazioni: cuneo@aliceitalia.org - telefono 333 745 8606.

 

DA cuneo@aliceitalia.org

7/12/2022 08:01

 

Buongiorno,

a nome mio e di tutta l'associazione vorrei invitarvi il prossimo 18 dicembre, al Vallauri di Fossano alla ore 17. 

Per il concerto "Ti do la mia parola" che vedrà l'unione del Coro degli Afasici "E. Catelli" e Coro di Voci bianche della Fondazione Fossano musica. 

Allego una breve nota a descrizione dell'iniziatva.

Sperando di incontrarvi, 

auguro una buona giornata,

 

Se avete modo, vi chiederei di diffondere questa notizia, vi ringrazio.

 

dr. Giuseppe Bonatto

presidente emerito associazione di volontariato A.L.I.Ce.

 

 

Si chiama “Ti do la mia parola”, il concerto in programma domenica 18 dicembre, alle ore 17,00, nell’Aula Magna dell’IIS Vallauri di Fossano (via San Michele, 68), con ingresso libero e gratuito, per un evento accessibile anche ai disabili. L’iniziativa vedrà l’esibizione di due cori speciali, riuniti per l’occasione: il Coro degli Afasici “Enrico Catelli” della associazione per la lotta all’ictus, A.l.i.ce. e il Coro dei giovanissimi, dalle Voci bianche, della Fondazione Fossano musica. 

Il concerto sarà presentato dal direttore de La Fedeltà, Walter Lamberti e i due cori saranno diretti rispettivamente da Margherita De Palmas e Maurizio Scarpa, il primo, e da Erika Santoru e Paolo Tarolli, il secondo. L’ensemble, di circa 50 voci in totale, sarà inoltre accompagnato dai musicisti della Fondazione Fossano musica. Un concerto di Natale e “vocazionale”, potremmo dire: per dare voce, per trovare voce… per “dare”, nel senso di donare, mettere in circolo, la parola e le parole, in molti sensi.

 

Parole in circolo

Per un afasico, la parola, è forse ciò che di più prezioso esista. Chi soffre di afasia, per esempio a seguito di un ictus, fatica a comunicare e la sua piccola-grande battaglia quotidiana è quella di recuperare le parole perdute che la malattia gli ha portato via. Per esempio, grazie alla musicoterapia e all’empatia generata dall’essere gruppo, dall’essere in Coro. Donarla, perciò, durante un concerto, rappresenta un gesto di enorme generosità e condivisione.

La stessa generosità, voglia di fare e mettersi in gioco, del Coro di Voci bianche: bambini e bambine che sono la promessa per il futuro. La parola data, condivisa con fiducia, che ci saranno per il prossimo. Che potranno diventare giovani volontari, divertendosi, per le realtà del terzo settore del territorio.

 

“Ti do la mia parola”

In questo, il concerto, “Ti do la mia parola”, diventa evento “vocazionale”. Nel senso di voler dare voce, e trovare ciascuno la propria voce. Una voce che chiama, che chiede di mettersi in gioco e in circolo per sé e per gli altri. Un messaggio di speranza concreta, soprattutto a Natale: una voce bianca o una voce parzialmente assente (afasica) che, come un foglio da scrivere, si tinge di mille colori. I colori del volontariato, le parole di fiducia nel futuro e la gioia di poter vivere un momento di bellezza e di prodigio con i propri cari.

 

Il palloncino: simbolo e testimone

Nel corso degli appuntamenti fra i bambini e gli afasici che si stanno svolgendo, vengono utilizzati i palloncini come simbolo d'incontro e di scambio: un vero "passaggio di testimone" giocoso.

Nello specifico, durante una di queste prove, dall’alto del teatro dei Battuti bianchi (che la Fondazione Crf concede con generosità a beneficio del progetto), sono stati fatti scendere a pioggia sui due cori, oltre 600 palloncini colorati (biodegradabili).

Il palloncino è il simbolo di questo percorso condiviso insieme. Ha dentro di sé l’aria, il soffio, che diventa parola. Una parola da costudire, preziosa, così tenacemente recuperata dagli afasici. 

Ma anche una parola donata, messa in circolo da tutti. Per giocare, ma anche per costruire qualcosa insieme per il futuro: la promessa di esserci.

Si è subito creato un clima festoso che ha contagiato tutti: bambini, familiari presenti, afasici, caregiver, volontari… grandi e piccini. Del resto, citando Bruno Munari: “Il gioco, è una cosa seria. Ci insegna a vivere".

 

Il progetto nato dal CSV Cuneo

L’iniziativa rappresenta la restituzione al pubblico del progetto “Music-Abilmente”, percorso più ampio nato nell’ambito di un bando del CSV Società solidale Ets di Cuneo promosso con l’intento di incentivare la cultura del volontariato, l’incontro inter-generazionale e la ricerca di nuovi giovani volontari per le realtà del terzo settore. “Music-Abilmente” è stato presentato dalle “odv” (organizzazioni di volontariato), Alice Cuneo e Condividere, e ha goduto oltre al sostegno delle azioni e dei servizi, di uno sportello di coprogettazione, supporto e accompagnamento costante durante tutte le fasi di realizzazione dello stesso. “Ringraziamo per la preziosa opportunità e l’alto livello di competenza e supporto - non scontato - che il CSV Cuneo costantemente offre al terzo settore locale”, affermano i referenti di Alice e Condividere Odv.

 

Un percorso “corale”

Il percorso vede la sinergia di molte realtà, enti e Istituzioni del territorio: “Gode del patrocinio del Comune di Fossano e dell'Atl Cuneese, e del fondamentale supporto e sostegno di Fondazione Fossano musica, Fondazione Cassa di Risparmio di Fossano, Coop. Il Ramo, Regione Piemonte e associazione Alessio. Ringraziamo i docenti, gli allievi e le famiglie che stanno partecipando al progetto - dicono i responsabili dell'iniziativa -. Uno degli obiettivi era porre l’accento sul tema della musica e delle nuove abilità che si possono generare per andare oltre le fragilità. Il risultato è stato quello di far incontrare i giovani delle scuole musicali del territorio, con i loro docenti, con le associazioni e il terzo settore locale. Un’esperienza che speriamo si possa ripetere anche per il futuro. Perché la musica unisce, la musica è un linguaggio universale che non conosce barriere. La musica ci insegna, come diceva Ezio Bosso: ‘La cosa più importante che esista nella vita. Ascoltarsi e ascoltare’”.

 

 

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