STRATEGIE DI SOPRAVVIVENZA IN FAMIGLIA (Susanna Brunelli)

Quando una persona viene coinvolta da un problema familiare non può fare a meno di riflettere su cosa si smuove dentro di sé, in quanto parte del sistema relazionale.

Spesso ci si focalizza sulla persona sintomatica, ma lavorare sulla propria percezione e trovare strategie di sopravvivenza porta a una migliore soluzione, per sé stessi e per i componenti del proprio nucleo familiare.

 

Devo fare un balzo al 1980, quando mia sorella maggiore aveva 20 anni. 20, sempre questo numero che mi accompagna: 20 ottobre la mia data di nascita, 20 ottobre la morte di mia mamma, 20 anni con lo stesso uomo, 20 anni nello stesso posto di lavoro, finito tutto nell’anno 2000, il 20 settembre 2017: la partenza di mio nipote Federico…20, 20, 20…

All’esordio dei disturbi psichici di Mara, mia sorella maggiore di tre anni, è partito un processo di cambiamento nella mia famiglia. 

 

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Nella fotografia un’opera di Susanna Brunelli dal titolo “La Famiglia” (presentato a Verona nel 2020)

 

Questa la spiegazione del significato dell’opera:

la  chioma dell'albero ha la forma di un cervello con i due emisferi; destro e sinistro, il femminile e il maschile,i semi che partono da madre terra (figli) che diventano frutto quando crescono e si elevano verso l'alto.

L’albero buono produce buoni frutti (Matteo 12:33-35)

La parte maschile porta il seme che si unisce con il femminile che accoglie, riceve e dà Amore.

L'unione dei due 1 formano il 3

 

Il grande cuore centrale è l'Energia vitale, l’essenza.

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Daniele Mencarelli

Fame d'aria

 Mondadori

Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con "Fame d'aria", Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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