SUPERAMENTO CONTENZIONI IN PSICHIATRIA: parte una ricerca nazionale

 

Al via una ricerca nazionale sul superamento delle contenzioni in tutti i servizi di salute mentale.

Promossa da

Club degli spdc no restraint

e

Istituto di scienze cognitive e tecnologie del Consiglio nazionale delle ricerche

(ISTC-CNR)

I primi risultati saranno disponibili dal mese di ottobre

 

di

Raffaella Pocobello
ISTC-CNR
Giovanni Rossi
Club SPDC No Restraint


DA quotidianosanita@qsedizioni.it

14/4/2023 22:25

 

Il problema del ricorso a strumenti coercitivi, limitanti la libertà della persona, è purtroppo diffuso nel contesto sanitario, dagli ospedali alle residenze sanitarie. Al di là della dimensione quantitativa, la psichiatria è da sempre punto di riferimento di tale approccio coercitivo. Lo era all'epoca dei manicomi perché le veniva chiesto di “diagnosticare” la pericolosità ed il pubblico scandalo, lo è ancora oggi perché titolata ad emettere il trattamento sanitario obbligatorio, in genere ospedaliero, eseguito presso un servizio psichiatrico di diagnosi e cura.


Il problema giunge all'attenzione dell'opinione pubblica quando, purtroppo frequentemente, si verifica la morte di una persona contenuta.


Non esistono dati relativi alla dimensione del fenomeno contenzione. Secondo l'ultimo studio disponibile (del 2003) il 73,3% degli Servizi psichiatrici di diagnosi e cura dichiarava di ricorrere alla contenzione meccanica con un range nel numero di contenzioni che andava da 1a 307, mentre le porte erano tenute chiuse nel 73,9%.


Lo scorso anno è stato recepito dalla conferenza Stato Regioni un accordo che finanzia programmi regionali volti al superamento della contenzione meccanica nei servizi per la salute mentale.

 

In questo contesto il Club degli spdc no restraint e l'Istituto di scienze cognitive e tecnologie del Consiglio nazionale delle ricerche (ISTC-CNR) hanno deciso di avviare un percorso di ricerca per monitorare il processo di superamento delle contenzioni e descrivere le caratteristiche degli spdc che non la praticano. La collaborazione prevede la realizzazione di uno studio pilota che include un censimento online degli spdc che si muovono nella prospettiva no restraint, una presentazione dei risultati aperta a tutti i partecipanti e alcuni focus group per approfondire gli aspetti dei servizi no restraint dal punto di vista qualitativo. Successivamente la rilevazione potrà essere estesa in tutti i luoghi di cura della salute mentale. (per info ed adesioni giovanni.rossi@rete180.it raffaella.pocobello@istc.cnr.it )

 

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Tratto da:

 

https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=112969&fr=n

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