SEI DI VETRO (poesia di Antonietta Gullì)

 

 

Ciao menteinpace,

anto ha lasciato un commento nel tuo blog: https://www.menteinpace.it/2021/11/13/concorso-letterario-versi-per-l-anima-2021-xiii%C2%AA-edizione/

 

DA no-reply@jimdo.it

13-11-2021 12:32

 

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SEI DI VETRO

 

Sei di vetro

quando ti sale inconsapevolmente una strana paura

come se uscire dalla porta di casa

sia un uscire insormontabile.

 

Sembra che tutto sappia di te

e tutto sia pronto a farti stare peggio.

 

Solo un pensiero mi affligge seriamente.

 

Poi pensi che vuoi vincere questa cosa

e la fai.

 

Sembra che farai tanta fatica

poi quando hai finito di concludere una parte della giornata

e allora dici ....che poi non era così faticoso

e nello sforzo di avere fatto la cosa giusta

speri che si potrà, dopo oppure domani,

non arrendersi

perché buttare giù quel muro

è la prova di ciò che non vogliamo essere e diventare.

 

 

Antonietta Gullì

 

Milano

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Commenti: 3
  • #1

    Gianfranco (giovedì, 25 novembre 2021 09:29)

    Trovo queste parole di Antonietta molto significative perché dimostrano come anche il solo uscire di casa in certi momenti possa diventare un problema. Ti puoi sentire fragile, come il vetro. Ma sono momenti che, sebbene richiedano uno sforzo, possono essere superati. Per buttare giù il muro che ci opprime, che ci divide dalla serenità con gli altri, ma soprattutto con sé stessi.
    UN MODO SEMPLICE PER RICORDARE LA SOFFERENZA DI TANTE DONNE CHE VOGLIONO BUTTARE GIU' IL MURO CHE LE OPPRIME PROPRIO OGGI, GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

  • #2

    Susanna Brunelli (domenica, 28 novembre 2021 17:50)

    Il vetro è la materia che amo di più, l'ho lavorato, ammirato , tagliato , disegnato , dipinto , osservato in tutte le sue forme , da solido a liquido , da fragile a stressato, affascinante materia, fragile ma anche forte e resistente , tagliente ma accondiscendente, se trovi la giusta temperatura si scioglie lentamente e si può adattare a qualsiasi forma , leggero o pesante a volte flessibile , ma si spezza se vai con le maniere forti, dalle mille forme e colori , la sua trasparenza dipende dalla sua composizione chimica, dalla sostanza, dalla sua essenza, sta bene da solo o in relazione, a volte sovrapposto , tritato e raccolto nella sua diversa grana, non smetterei mai di elogiare questa nobile materia le cui caratteristiche si possono perfettamente equiparare ad un essere umano o anche animale. Grazie Antonietta per avermi riportata in vetreria , SUSANNA B.

  • #3

    Susanna Brunelli (lunedì, 29 novembre 2021 14:38)

    Il vetro è la materia che amo di più, l'ho lavorato, ammirato , tagliato , disegnato , dipinto , osservato in tutte le sue forme , da solido a liquido , da fragile a stressato, affascinante materia, fragile ma anche forte e resistente , tagliente ma accondiscendente, se trovi la giusta temperatura si scioglie lentamente e si può adattare a qualsiasi forma , leggero o pesante a volte flessibile , ma si spezza se vai con le maniere forti, dalle mille forme e colori , la sua trasparenza dipende dalla sua composizione chimica, dalla sostanza, dalla sua essenza, sta bene da solo o in relazione, a volte sovrapposto , tritato e raccolto nella sua diversa grana, non smetterei mai di elogiare questa nobile materia le cui caratteristiche si possono perfettamente equiparare ad un essere umano o anche animale. Grazie Antonietta per avermi riportata in vetreria , SUSANNA B.

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Fame d'aria

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Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con "Fame d'aria", Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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