STORIA DI RECOVERY DI CRISTINA (inviata da Susanna Brunelli)

Non  sempre le storie tristi rimangono tali, se pur portandosi dentro le proprie cicatrici, questa dolcissima donna ha sanato le ferite della sua bambina interiore, attraversato le turbolenze oceaniche della sua adolescenza, ha studiato per poter capire se stessa e  gli altri e si è riscattata realizzandosi con una famiglia propria.

Ha pianto, sofferto, caduta e rialzata, dolce e amara come le due facce della sua esistenza, ma con la tenerezza di genitori amorevoli che la vita le ha regalato ha potuto sentirsi accolta, amata e compresa.

E’ bello sapere che qualcuno, quando meno te lo aspetti,  può cambiare il corso della tua vita.

 

(Susanna Brunelli – Verona)

 

 

DA Susanna Brunelli      

23/3/2024 17:22

A  menteinpace@libero.it  

 

 

 

 

 

Mi chiamo Cristina (nome di fantasia) sono nata in Colombia nel lontano 1981, a Sibatè, paese famoso in tutta la Colombia per il suo manicomio. Non ricordo quasi niente della mia infanzia. Ho un ricordo triste e doloroso, un giorno ho pianto tutta la notte perché ero sola in un lettino di un orfanotrofio e volevo la mia mamma.

Nel 1987 mi hanno portato  nel più bel orfanotrofio di Bogotà, la Casa della madre el Niño. Ci sono rimasta solo un anno, grazie a mio fratello adottivo che mi ha permesso di conoscere i miei futuri genitori. La mamma mi racconta che sono andata incontro a colui che sarebbe diventato il mio papà, ci fu amore a prima vista. Papà decise che sarei diventata sua figlia, non poteva lasciarmi lì, così nell’ Agosto del 1988 è venuta a prendermi colei, che sarebbe diventata  la mia mamma, come regalo mi portò Cicciobello, quanto era bello,  ero felice, avevo un bambolotto tutto per me. A Settembre ho iniziato la prima elementare, ma facevo una gran fatica ad imparare per via della lingua italiana, lingua per me completamente sconosciuta. Amavo tantissimo la matematica, soprattutto le tabelline.

 Ho iniziato a soffrire di depressione  già dagli inizi dell’adolescenza, purtroppo a causa del mio malessere non  ho partecipato alla gita di terza media e quella del quinto superiore perché stavo molto male. La mia mamma ha cercato di aiutarmi, portandomi dallo psicologo. In una delle tante sedute mi pose una domanda per me molto  particolare: quale animale volevo essere ed io risposi convinta un panda per la sua tenerezza, un’ aquila per la sua maestosità e un ghepardo per la sua velocità. Mi chiese cosa volevo fare da grande ed io risposi convinta  la psicologa. Mi sono laureata in psicologia con mille difficoltà tra i miei sbalzi d’umore e la creazione della mia famiglia.

La mia famiglia, il mio porto sicuro e il mio rifugio. Le mie gravidanze sono state il periodo più bello della mia vita, ho goduto di ogni attimo. Sono state inaspettate entrambe ma è stato il momento più bello. Purtroppo non tutto è rosa e fiori, dopo la seconda gravidanza non sono stata di nuovo bene. Ho dovuto di nuovo rivolgermi alla psichiatra del CSM per il mio stato di euforia a cui è seguito uno stato di profonda depressione. La  psichiatra del CSM non mi piaceva così ho deciso di rivolgermi di nuovo a colei che mi aveva seguito da sempre. Ho sempre preso i farmaci prescritti fino a quando un bel giorno mi disse che non avevo più bisogno. Un anno meraviglioso è stato il 2016, un anno che ricordo con immenso piacere perché è stato un anno produttivo e ricco di soddisfazioni, nonostante la perdita della mia cara suocera, che ho amato immensamente e di cui conservo un bellissimo ricordo, mi manca tantissimo, mi manca  il suo sorriso, il ridere insieme. È stata una grande perdita. Dopo la morte di mia suocera, decisi di iscrivermi a un Master in Psico-oncologia, volevo supportare le persone sofferenti. Ho fatto il tirocinio all’ hospice, è stato un momento davvero intenso  ed emozionante, perché ci sono stati scambi di emozioni e creazioni di relazioni con i parenti della persona malata. Emozioni che porterò e custodirò nel mio cuore, perché ho ricevuto tantissimo. Purtroppo dopo aver finito il tirocinio, la depressione ha fatto capolino nella mia vita e non mi ha permesso di prendere il diploma di psico-oncologa. All’ inizio l’ho vissuto come una sconfitta ma poi guardando da un’ altra prospettiva è stata un intensa esperienza di vita, mi sono arricchita umanamente, quello che ho fatto non è andato perduto, ho ricevuto tanto sia dai pazienti che dai familiari.

Dopo l’ ennesima depressione, con la forza di volontà sono riuscita ad  uscirne e  condurre una vita serena. Ero felicissima fino a quando nel 2020 in concomitanza con l’ arrivo del COVID-19 sono andata in mania, per tre giorni e tre notti non sono riuscita a dormire, mio marito preoccupato per il mio stato, mi ha accompagnato dallo psichiatra che mi ha dato un antipsicotico. Dopo la fase maniacale, nell’estate del 2020 sono caduta in una profonda depressione tanto che il mio psichiatra voleva farmi fare un TSO, ma io ho rifiutato, il TSO era davvero un affronto…Ho trascorso quasi l’ intera estate in un letto, ero troppo sofferente e tanto triste. Con l’inizio della scuola delle mie figlie mi sono ripresa fino a quando alla fine di Novembre 2020 sono caduta un’altra volta in mania, probabilmente dovuto all’ interruzione di farmaci.

Ho richiesto di essere ricoverata volontariamente perché il mio cervello era troppo accelerato, avevo bisogno di riposo, a causa del COVID, non si potevano fare le visite, nonostante ciò ogni sera mio marito con mia figlia piccola, mi venivano a trovare anche solo per 5 minuti, non mi sono sentita sola. Nel 2020 la mia vita è cambiata perché ho preso consapevolezza del mio stato di salute.

Se mi guardo dietro vedo prima una bambina che ha vissuto un infanzia fino a 6 anni nella solitudine e paura di essere abbandonata, poi un adolescente con tutte le domande esistenziali, e poi una donna e madre, che ha fatto tanta strada ed ha superato momenti critici e ora è pronta a dare un aiuto alle persone che si trovano in difficoltà attraverso l’esperienza maturata durante il corso di tutti questi anni e grazie al corso Ex In.

 

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Il link sottostante apre l’articolo di Susanna Brunelli che spiega il Progetto EX-IN

 

EX-IN: UN PROGETTO PER GLI ESP (Esperti nel Supporto fra Pari) IN SALUTE MENTALE - Susanna Brunelli

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Commenti: 1
  • #1

    Beatrice volontaria MenteInPace Cuneo (sabato, 30 marzo 2024 08:44)

    Che bella storia, cara Cristina.
    Nonostante i tuoi dolorosi trascorsi, non ti sei mai persa d'animo e hai saputo affrontare con grinta e coraggio le traversie legate alla malattia, realizzandoti anche nel tuo ruolo di Mamma.
    Fragile e forte allo stesso tempo, sei un esempio di resilienza e una fonte di speranza per tutti. GRAZIE!

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